Utenti e associazioni per fermare la direttiva Telecoms Package

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

La neutralità del Web è sotto attacco. Questa è sostanzialmente l’idea dei tanti utenti e associazioni che in questi giorni si stanno mobilitando per chiedere ai parlamentari europei di bloccare la direttiva UE conosciuta col nome di “Telecoms Package”, che dovrebbe conferire ai gestori telefonici il potere di modificare a proprio piacimento le condizioni nelle quali è possibile usare i più comuni applicativi Web, come Skype o Facebook.

L’allarme è stato lanciato. Una lunga lettera è stata inviata ai parlamentari europei, con la richiesta di ripensarci e non approvare la direttiva Telecoms Package, perché apparentemente essa ha a che fare solo con i dati ma, nell’era digitale, la sua applicazione avrebbe ricadute sulla vita delle persone.

Tale direttiva, se approvata, estenderebbe infatti a tutti i provider e a un ampio parco di servizi, la possibilità di fare come T-Mobile, che ha comunicato ad aprile ai suoi clienti che l’uso di Skype per eseguire chiamate del tipo VoIP sarà fortemente limitato; questo perché ovviamente se ci si mette a chiamare gratis dal proprio cellulare il provider non ci guadagna, ed esso decide allora di modificare le condizioni di erogazione del servizio a proprio esclusivo vantaggio. Se quindi Telecoms Package fosse approvata, ogni provider potrebbe decidere ad esempio di rallentare l’accesso a Facebook (che non gli porta soldi e gli occupa solo banda) e velocizzare invece la visione dei propri contenuti offerti in streaming, forzando di fatto gli utenti ad usare di più alcuni servizi (a pagamento) e meno altri (gratuiti o comunque non direttamente elargiti dal provider stesso e quindi non fonte di guadagno per quest’ultimo). Una volta violata la parità tra tutti i diversi servizi, perché di questo si tratta, i provider potrebbero essere liberi di fare offerte commerciali tese a risolvere il problema creato dal provvedimento stesso, magari chiedendo una somma aggiuntiva per avere più velocità di connessione per i servizi precedentemente ristretti, il tutto in maniera perfettamente legale.

Guido Scorza, giurista e presidente dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, uno degli organismi firmatari della lettera, aggiunge che, se la direttiva dovesse passare, il diritto ad accedere ad ogni genere di informazione e a utilizzare qualsiasi tipo di applicazione attraverso la Rete, diritto di cui hanno finora goduto i “Netizen” di tutto il mondo, sarà legalmente limitato. Il provider potrebbe quindi a quel punto anche arrogarsi il diritto di scegliere cosa far vedere, leggere e sapere ai propri clienti.

Insomma, nell’ultimo anno tra RIIA, Governo francese e quant’altro sembra proprio che sia stata messa in atto la strategia finale per mettere le mani anche su Internet, fino a ieri l’ultimo spazio davvero libero e che forse, da domani, si trasformerà soltanto nell’ennesima vacca grassa da mungere il più possibile.

Fonte

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Un commento

  1. Davide

    Protestate anche qui per favore:

    http://www.europarl.europa.eu/elections2009/welcome/headlines.htm;jsessionid=5527B1F126E4DC26048AB382700CA932.node2?language=EN&ref=20090504STO54873&secondRef=0#debate

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