Settimana della sicurezza 2009: il punto della privacy telematica in Italia

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Parte la seconda edizione della Settimana Nazionale della Sicurezza in Rete, dedicata all’analisi e alla prevenzione dei pericoli che affliggono le moderne comunicazioni digitali, come il furto di dati sensibili e quello di identità, ma anche le truffe online. Una serie di minacce cui sono sottoposti non solo la fascia di maggior utenza della rete ossia gli adolescenti, ma anche gli over 40, spesso poco informati e attenti su queste tematiche.

Facebook, Myspace e le altre forme di comunicazione digitale costituiscono ormai chiaramente delle nuove forme di socialità e stanno avendo un boom di iscrizioni e diffusione a livello planetario tale da modificare il modo di vivere la Rete, non solo da parte dei più giovani, ma anche degli adulti. Ma, inevitabilmente, la crescita esponenziale dei Social Network ha comportato anche una crescita corrispondente del cybercrimine, che ha visto in questo proliferare di nuovi utenti Internet, poco preparati e consapevoli, altrettante fonti di potenziale guadagno.

Proprio tali considerazioni hanno quindi portato SicuramenteWeb, l’Unione Nazionale Consumatori, ABI Lab e Skuola.net, in collaborazione con Polizia di Stato e con il supporto di Dada, a dedicare questa seconda edizione dell’iniziativa alla diffusione di un uso più consapevole di questi ambienti virtuali. I Social Network coinvolti nell’iniziativa sono tantissimi, da 2Spaghi a Dada, da Facebook a Habbo, MySpace, Netlog, Virgilio, Windows Live, Yahoo! Answers e YouTube, solo per nominarne alcuni.

L’iniziativa prevede di trattare, dalla propria home page e le pagine create per l’occasione da ciascuno dei partecipanti sul proprio sito, cinque temi importanti: la sicurezza dei minori online, la protezione e gestione della privacy, il controllo della propria identità virtuale e i rischi del furto d’identità, la diffusione dei virus sul PC, la proprietà dei contenuti sulla Rete.

Un sondaggio svolto tra circa 2400 persone ha inoltre dato il via ufficiale alla seconda edizione, ma i dati che emergono non sono affatto confortanti. Basti pensare che, alla domanda riguardante la conoscenza dei settaggi di privacy, solo il 61 % dei partecipanti ha affermato di esserne a conoscenza, percentuale che scende addirittura al 53 % se si prendono in considerazione esclusivamente i minorenni, ossia la fascia più nutrita di utenza e quindi anche la più a rischio. Inoltre, solo il 49 % sa quali siano i dati posseduti legalmente dai social network, per cui si da il consenso durante l’iscrizione, come ad esempio gli URL degli altri siti abitualmente visitati, il proprio indirizzo IP etc., mentre il 41 % ignora addirittura che i social network possano fare della pubblicità mirata in base al proprio profilo.

Insomma, nel complesso è emerso che la socialità su Internet viene vissuta con una componente di superficialità molto più elevata rispetto alla vita reale, esponendosi così a rischi molto grandi (ad esempio la clonazione della propria carta di credito), senza alcuna consapevolezza e che non sono solo gli adolescenti ad essere bersagli di tali minacce, ma anche i quarantenni, frequentatori abituali dei social network che, in preda a manie nostalgiche, tentano di rintracciare in tutti i modi vecchi amici d’infanzia e delle superiori, esponendosi così al contempo a conseguenze imprevedibili.

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