Internet: in Italia non si visitano mai più di sei siti

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

C’è un universo dall’altro lato del vostro display. Che lo chiamiate Rete o Internet, il World Wide Web è composto di oltre 231 milioni di siti, almeno stando a una recente ricerca di Survey Shack, commissionata da Microsoft e volta comprendere meglio come si muovono in rete gli europei. Il risultato è molto interessante: ad esempio risulta che noi italiani, in media, non ne consultiamo, di questi 231 milioni di siti, più di 6 per volta.

In pratica non esploriamo oltre il 99 % di questo vasto universo, limitandoci a reiterare sempre i soliti percorsi, visitando quei pochi siti che abbiamo ormai adottato come riferimento.

La ricerca ha visto coinvolto un gran numero di persone: seimila infatti sono stati gli intervistati, di cui più di mille solo qui da noi, suddivisi tra uomini e donne, che vanno dai 18 anni in su. Il risultato appunto, per quanto ci riguarda, è che circa il 62 % dei navigatori nostrani si limita a visitare non più di sei siti per volta, quasi sempre peraltro pagine frequentate abitualmente.

Secondo Roberto Liscia, presidente di Netcomm (Consorzio del commercio elettronico italiano) e vicepresidente dell’Assinform, l’associazione per l’information technology di Confindustria, non ci sarebbe comunque nulla di strano “La Rete agli inizi era come un’area urbana senza piano regolatore” spiega, “dominio di chi aveva il know-how per navigare o per costruire siti. Ora le cose sono cambiate: il mondo digitale è alla portata di tutti e si è fatto molto più strutturato in termini di offerta” componendosi così in tante aree tematiche differenti, di cui le più gettonate, almeno qui da noi, sembrano essere solo tre che, da sole, raccolgono circa la metà del traffico Internet generato nel nostro paese: l’informazione, i social network e le pagine web dedicate all’intrattenimento, dai film alla televisione, passando per i servizi di download di musica. Seguono poi, sempre per quanto ci riguarda, i siti dedicati allo shopping online, ai videogame, ai viaggi, allo sport, al mondo dell’Hi-Tech, al gioco d’azzardo, alla moda e infine al gossip. Eppure le persone che sono sempre online stanno aumentando, si parla infatti di circa il 71 % della popolazione, che però naviga per poco tempo: il 60 % infatti parrebbe non andare oltre le due ore al giorno.

Liscia spiega però che non c’è contraddizione, giacché se Internet è ormai un servizio assodato e non più una regione sconosciuta da esplorare, il tempo di navigazione diminuisce, concentrandosi su obiettivi precisi: l’internauta cerca ormai quello che gli serve dove sa di trovarlo, invece di vagare a caso attraverso i milioni di pagine disponibili.

Insomma è ovvio che Internet si sta trasformando sempre di più nella mera estensione della realtà quotidiana, nei confronti della quale ha alcuni vantaggi come la velocità e la moltiplicazione delle possibilità. A parte questo però gli utenti vivono Internet non più come un’opportunità, ma semplicemente come l’estensione o la semplificazione delle attività che si svolgono abitualmente anche nel mondo reale. Eppure le maggiori novità di Internet arrivano sempre dalla “periferia”, da quei siti originali che propongono servizi innovativi e che diventano poi fenomeni di massa, ma solo perché evidentemente c’è ancora qualcuno che fortunatamente fa il “pioniere” e non il “colono” in quel vasto spazio chiamato Internet.

Ma la ragione potrebbe anche essere un’altra e cioè che Microsoft, in procinto di lanciare il suo nuovo motore di ricerca , conosciuto per il momento col nome in codice di Kumo, abbia voluto con questa ricerca e la sua seguente comunicazione, che il cosiddetto Web inesplorato, di cui vi abbiamo perlatro già parlato in passato, è una realtà di fatto. Gli attuali motori di ricerca, che basano i loro risultati sulla presenza statistica di parole chiave, non sono infatti in grado di portare alla luce che un frammento della conoscenza sparsa per il Web, poichè si basano sulla rilevanza statistica degli argomenti, proponendo quindi solo quelli che risultano più cliccati. Ma una nuova generazione di motori di ricerca basati su nuovi concetti e in grado di indicizzare anche il Web inesplorato sono in preparazione e, tra questi, anche Microsoft Kumo.

Fonte

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