Da Stanford la tecnologia che potrebbe sostituire i transistor basati sul silicio

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Il futuro è nella plastica, affermava un ricco imprenditore nel film “Il laureato”, davanti a un allibito Dustin Hoffman e, a quanto pare, aveva ragione, dopotutto. A questo riconoscimento postumo ha contribuito in maniera significativa niente di meno che la solita Università di Stanford, dove un gruppo di ricercatori sta ottenendo ottimi risultati con una pellicola su cui è possibile stampare polimeri organici semiconduttori, con costi di produzione minori rispetto al silicio e una superiore conduttanza del materiale.

I transistor in plastica sono in realtà noti da tempo in ambito scientifico, ma finora la loro introduzione sul mercato era stata rallentata a causa delle difficoltà tecniche nella produzione su vasta scala. Ora il team di ricerca dell’Università di Stanford, guidato da Zhenan Bao, professoressa associata di chimica, è riuscito però ad ottenere un film estremamente sottile e liscio, che dovrebbe essere destinato ad accogliere il materiale semiconduttore tramite la tecnica conosciuta come spin-coating, già utilizzata ad esempio nella produzione di CD e DVD, che serve ad unire uno strato più sottile ad uno sottostante più spesso. Infatti tra i due strati normalmente scorre della corrente elettrica, per cui più la base d’appoggio sarà isolante, più la trasmissione degli elettroni sarà efficiente. Provando a stendere su questa base del Pentacene, uno dei composti organici più diffusi per la realizzazione dei semiconduttori, si è notato che le prestazioni sono aumentate vertiginosamente, si parla infatti di ben due ordini di grandezza rispetto al passato.

“La gente potrebbe uccidere per un miglioramento delle performance di due ordini di grandezza”, afferma Hagen Klauk, a capo del gruppo di elettronica organica dell’Istituto Max Planck per la Ricerca sullo Stato Solido di Stuttgart, in Germania. “Questo tipo di consistenza è vitale”, concorda Do Hwan Kim, un ricercatore del display-device group presso il Samsung Advanced Institute of Technology nella Corea del Sud. ” per l’applicabilità dei semi conduttori organici nel mercato dei display commerciali è di cruciale importanza ottenere riproducibilità ed affidabilità”.

Il team di Bao è fiducioso sulle possibilità aperte da questa realizzazione e afferma che la tecnologia è applicabile su larga scala, cosa che proveranno a fare a breve.

Si tratterebbe di una realizzazione molto importante, in quanto la tecnica ha costi realizzativi assai inferiori a quella attuale tradizionale, basata sull’impiego di silicio, e, a quanto pare, anche performance ben superiori.

Fonte

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