Anti-Social Network: il lato oscuro della rete

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Internet è uno straordinario strumento di comunicazione, capace di rendere possibili veri e propri “miracoli”, come ad esempio permetterci di riallacciare i rapporti con persone a noi care, lontane nel tempo o nello spazio e che non avremmo più saputo come rintracciare se non ci fosse stato Facebook e la rivoluzione dei Social Network. Ma, si sa, l’essere umano non è solo buoni sentimenti, e il Web alla fine non è che uno strumento neutro, che può servire da veicolo per qualsiasi cosa. Ed ecco allora svilupparsi, assieme al lato solare, un lato oscuro della Rete: sono gli Anti-Social Network, la valvola di sfogo delle frustrazioni dei milioni di persone tristi che popolano il mondo.

Hanno nomi abbastanza espliciti, come Hatebook, Enemybook o l’ancor più chiaro I Fucking Hate You. Sono la versione speculare e “cattiva” dei Social Network, dove la gente si iscrive per insultarsi e le liste sono fatte di nemici, mentre quelle degli amici sono basate su persone che hanno almeno un nemico in comune. Sembra follia, invece stanno riscuotendo parecchio successo.

Del resto anche se i siti citati stanno facendo molto parlare di sé, l’odio in Internet non è una novità ed ovviamente scorre parallelo ai buoni sentimenti da quando esiste la Rete, come ovvio prodotto della natura umana. Già da diversi anni esistono ad esempio dei network di “isolamento”, siti come Snubster, Introverster o Isolatr propongono infatti da tempo una parodia e un’inversione del concetto di social networking che propone la possibilità di isolarsi appunto, cercando di avere meno amici possibile o, meglio, costruendo addirittura inimicizie, spiegando a chi fa richiesta di amicizia perché lo si odia e non lo si aggiungerà tra i propri contatti.

Gusto della provocazione e del “Politically Incorrect”? Sicuramente la voglia di essere fuori dagli schemi, promuovendo un po’ di sana critica a certi stereotipi buonisti può essere la molla per alcuni iscritti e fondatori di tali siti, che a volte sono chiaramente stati creati con intenti parodistici e ironici, la cosa preoccupante è invece la quantità di gente che vi aderisce, ovviamente non tutta animata da una sana goliardia, non in grado di prendere la cosa come un gioco (chi di noi non ha mai stilato con gli amici, liste di persone comuni o personaggi famosi che non sopporta, lanciandosi poi in divertenti invettive che azzeravano la persona in questione, sottolineandone esclusivamente i difetti?), ma che spesso la vive invece come una realtà di fatto.

O forse, più facilmente, si tratta di persone sole, che la vita ha in qualche modo isolato e che usano Internet per manifestare e dare finalmente libero sfogo alla propria rabbia e al proprio odio verso tutte quelle forme di comunicazione e socializzazione che le vedono escluse. Dopotutto è molto più facile, quando si è soli, odiare tutti, invece di sforzarsi per cercare delle amicizie che richiederebbero però di affrontare i lati del nostro carattere che probabilmente tengono la gente lontana da noi.

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