Anche l’Italia si dota di un centro per combattere il cyber-crimine

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Dopo quattro anni di preparativi sarà operativa anche in Italia un’apposita struttura pensata per difendere il paese da eventuali attacchi informatici a obiettivi sensibili come ad esempio acquedotti, condutture di gas e luce e infrastrutture di trasporto come autostrade, aeroporti e stazioni.

Sono stati necessari quattro anni, tra lentezze burocratiche e problemi logistici, ma alla fine anche l’Italia avrà il suo centro per la protezione delle infrastrutture da attacchi informatici di origine terroristica. Si chiamerà CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimini Informatici per la Protezione di Infrastrutture Critiche), sarà diretto dalla Polizia postale e delle comunicazioni e sarà situato a Roma. L’idea di questo centro unificato risale infatti al 2005 ed era compreso nel decreto legge 144/2005, il cosiddetto pacchetto antiterrorismo Pisanu, mirante ad assicurare, da parte del Ministero dell’Interno, i servizi di protezione informatica delle infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale.

Già, perché ormai, nell’era digitale, attacchi di matrice terroristica o comunque criminale, potrebbero avere effetti devastanti, in quanto servizi essenziali come l’erogazione di luce, gas o acqua, o i trasporti di qualsiasi tipo, che siano su gomma, rotaia, nave o aereo, sono completamente gestiti e controllati attraverso reti telematiche. Un attacco informatico che sia diretto a colpire un singolo nodo di questa rete infrastrutturale sarebbe quindi potenzialmente in grado di bloccare l’intero paese, con conseguenze disastrose.

Le strutture critiche da proteggere sono state stabilite da un decreto del Ministero degli Interni a gennaio dell’anno scorso e comprendono Ministeri, agenzie ed enti che operano nei settori dei rapporti internazionali, della sicurezza, della giustizia, della difesa, della finanza, delle comunicazioni, dei trasporti, dell’energia, dell’ambiente e della salute, ma anche la Banca d’Italia e tutte le società partecipate dallo Stato. Sono presenti inoltre le regioni e i singoli comuni che abbiano più di 500.000 abitanti. Infine sarà protetta anche ogni altra istituzione, amministrazione, ente, persona giuridica pubblica o privata la cui attività, per ragioni di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, sia riconosciuta di interesse nazionale dal Ministro dell’interno ma anche su proposta dei prefetti e delle autorità provinciali di pubblica sicurezza.

Antonello Novellino, vice questore aggiunto della Polizia postale, spiega che le attività consisteranno principalmente nel fornire servizi di intelligence alle infrastrutture reputate di importanza nazionale, attraverso il monitoraggio dei siti, la raccolta e l’analisi di dati, con l’obiettivo di essere in grado di proteggere tali infrastrutture in qualsiasi momento e in tempi brevissimi, in caso si trovino sotto attacco. Lo Cnaipic potrà usare a tal fine gli stessi strumenti investigativi già previsti per le attività di contrasto al terrorismo, come, ad esempio, utilizzare intercettazioni anche con finalità preventive.

Del resto la possibilità che simili eventi accadano non sono purtroppo per nulla poche. Basti ricordare ad esempio gli attacchi che colpirono i computer di tutti gli Stati Uniti nel 2003 o quelli che paralizzarono l’Estonia nel 2007 e, nel medio termine, il rischio sembra destinato a salire. Secondo il World Economic Forum, infatti, le probabilità che infrastrutture critiche possano subire attacchi terroristici nei prossimi 10 anni non sono inferiori al 20 %, ed avrebbero un costo economico globale di ben 250 miliardi di dollari, senza contare ovviamente il numero di vite a repentaglio che attacchi del genere metterebbero in gioco.

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