Microsoft chiude Encarta, ma Wikipedia è davvero migliore?

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

L’annuncio è ormai ufficiale e si può leggere sul sito, dove si comunica che dal 31 ottobre Microsoft chiuderà Encarta, forse la più grande enciclopedia online. Inoltre, a partire da giugno, il gigante americano ha anche annunciato che non distribuirà più per la vendita supporti contenenti l’enciclopedia. È la fine di un modo di fare informazione online dunque, e Microsoft, da azienda, ne prende atto e recide i rami secchi e improduttivi. Ma Wikipedia è davvero la migliore alternativa possibile?

Microsoft aveva fondato Encarta nel lontano 1993, inizialmente per distribuirla a pagamento tramite supporti digitali. Parliamo dunque davvero della preistoria dell’informatica, poiché l’unica differenza tra Encarta e blasonate enciclopedie cartacee come la Britannica, su cui si basava, consisteva soltanto nel supporto, mentre restava identica, e pari a zero, la flessibilità con cui si gestiva l’informazione, che non poteva essere aggiornata in tempo reale.

Poi venne Internet e i cambiamenti divennero ancora più veloci. Microsoft creò quindi un sito online per la sua enciclopedia, la rese consultabile tramite abbonamento e aggiornabile in tempo reale, ma solo da una redazione selezionata.

Ora, con oltre 36.000 voci raccolte, Encarta deve arrendersi allo strapotere di Wikipedia e chiudere. La sua filosofia è stata perdente nell’evoluzione del sapere su Internet, rispetto a quella dell’azienda avversaria, che permette a tutti di inserire e modificare continuamente le voci, in una visione condivisa e socializzata del sapere, tipica del cosiddetto Web 2.0.

Ma questo modo di gestire il sapere è davvero migliore di quello proposto finora da Encarta? Il mondo corre e la cultura e la conoscenza si evolvono a un ritmo frenetico, ma forse proprio per questo era meglio che essa fosse anche filtrata e verificata nella sua autenticità da uno staff di studiosi ed esperti. Forse gli aggiornamenti sarebbero stati più lenti, ma molto probabilmente più affidabili. Wikipedia invece ha scelto di mimare la velocità evolutiva della conoscenza, affidandone la catalogazione a chiunque, senza un minimo di credenziali. Così facendo sicuramente l’aggiornamento è in tempo reale, ma in quanto a credibilità è spesso dubbio, cosa del resto di cui si sta accorgendo la stessa azienda, che sta cercando nuovi modi per coniugare la velocità di aggiornamento che la distingue, a una maggior autorevolezza dei contenuti, così come avevamo già documentato qualche tempo fa.

Insomma, se da un lato forse dinosauri come Encarta non sono più adatti all’informazione di oggi, potrebbe essere altrettanto vero che il modo attuale di trasmettere il sapere non è adeguato al sapere stesso. Chissà quindi che, prima o poi, non emerga nell’albero evolutivo di questa branca un nuovo attore, migliore sia di Encarta che di Wikipedia.

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