Trasformare il movimento in energia sarà possibile grazie ai nano fili piezoelettrici
Gadget e Hi-Tech, Guide Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commentoTrasformare i più piccoli movimenti, una leggera brezza di vento e persino i battiti cardiaci in energia elettrica per alimentare dispositivi portatili. Presto sarà possibile grazie ai nano fili piezoelettrici messi a punto dal team del professor Zhong Lin Wang, presso il Georgia Institute Of Technology.

In generale si può definire piezoelettrico un materiale in grado di generare una differenza di potenziale quando sottoposto a una deformazione meccanica di qualsiasi tipo. Questo è, essenzialmente, il principio su cui si basa la soluzione sviluppata presso la Scuola di Scienza Dei Materiali e Ingegneria del Georgia Institute Of Technology dal professore ordinario Zhong Lin Wang e il suo team di ricercatori. Per ottenere il risultato sono stati impiegati nano fili di ossido di zinco, le cui dimensioni sono microscopiche: parliamo infatti di un diametro pari a un venticinquesimo di un capello umano e una lunghezza di un cinquemillesimo dello stesso.

Realizzando tessuti ricoperti da questi nano filamenti sarà in futuro possibile realizzare indumenti che potranno alimentare dispositivi elettrici all’infinito, quantomeno cioè finché ci sarà un qualche tipo di movimento.
I ricercatori non hanno parlato comunque di date di commercializzazione precise o anche solo ipotetiche e del resto è evidente che il campo di applicazione principale di tale tecnologia è anzitutto quello militare, che renderebbe possibile per le truppe ad esempio alimentare i sempre crescenti dispositivi elettronici con cui sono equipaggiate, senza bisogno di dover tornare a basi attrezzate, aumentando così di tantissimo la loro mobilità e autonomia operativa. Un altro ambito potrebbe essere anche quello medico, in cui i nano fili potrebbero alimentare impianti biomedici sotto pelle prendendo energia dal movimento, dal respiro o addirittura dai micromovimenti dovuti al flusso sanguigno.
In ogni caso anche applicazioni di tipo commerciale non sono escludibili a priori e chissà che magari, in un prossimo futuro, non sarà possibile alimentare un cellulare, un lettore MP3, un PDA o anche un notebook connettendolo alla nostra giacca o ai nostri pantaloni, ricoperti da un invisibile strato di materiale piezoelettrico che sfrutti il nostro movimento per produrre energia elettrica.














marzo 30th, 2009 at 2:44 pm
fiko! speriamo che non sia solo fantascienza e che diventi realtà molto presto!