Skype fa marcia indietro: collaboreremo con la Polizia

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Non è passato un mese e alla fine l’azienda inventrice del popolare programma per le chiamate di tipo VoIP ha cambiato idea, facendo dietro front rispetto alle dichiarazioni di qualche settimana fa. Dopo i ripetuti appelli di Eurojust infatti Skype ha annunciato che in futuro collaborerà con le forze dell’ordine e renderà possibile intercettare le conversazioni tenute tramite il proprio protocollo proprietario.

Ne abbiamo parlato meno di un mese fa: Eurojust, l’organismo europeo che coordina le indagini in materia di criminalità informatica, aveva in passato chiesto più volte che Skype aprisse il proprio formato proprietario, al fine di permettere alle forze di polizia di poter intercettare le conversazioni che si svolgono tramite il client VoIP. Proprio perché fin’ora Skype non era intercettabile, è diventato sempre più il mezzo di comunicazione preferito dalla criminalità.

Ora arriva, breve e lapidaria, la dichiarazione tramite comunicato stampa: “Skype è pronta a lavorare fianco a fianco di Eurojust in futuro”. Soddisfazione da parte di Eurojust, che definisce la cosa come un passo avanti fondamentale ed ha annunciato che già dalla prossima settimana sarà convocato il collegio che comprende tutti gli stati membri dell’Unione Europea, compresa la nostra task force predisposta dal Ministro Maroni e alcuni membri dell’antimafia, al fine di decidere sin da subito come mettere in pratica la potenziale collaborazione.

All’Aja però, dopo l’entusiasmo, segue anche la cautela. “Questo è solo un primo passo. Prima di cantare vittoria vogliamo verificare se questa disponibilità di Skype è reale”. La speranza è infatti che la società estone conceda gli algoritmi e i codici così da permettere ai tecnici delle procure di poter decifrare i pacchetti digitalizzati delle conversazioni per poterle così intercettare, superando le protezioni del programma, che ha ormai raggiunto livelli simili a quelli delle comunicazioni militari.

Si tratta del resto di preoccupazioni legittime da parte degli organi preposti, in quanto non è la prima volta che Skype dichiara di essere disponibile collaborare, salvo poi cambiare idea, approfittando di cavilli di natura legale, come già accaduto nel 2006.

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