Interessanti prospettive sul futuro degli OLED: si allunga la vita del blu

Monitor e Tecnologie Video     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Anche se in sordina, la ricerca sugli OLED prosegue senza sosta ed è interessante la recente notizia di un miglioramento della tecnologia di costruzione che potrà portare grandi benefici per il futuro e per la diffusione dei diodi organici.

Il tallone d’Achille degli OLED fino ad oggi era da ricercare nella durata di alcuni componenti costruttivi primari, nella fattispecie nella scarsa resistenza dei materiali che compongono gli OLED blu. Infatti, per comporre luce bianca, si usano tre diodi differenti, rosso, verde e blu, dei quali quest’ultimo aveva una durata di vita molto inferiore agli altri due, portando al risultato che gli schermi dotati di questa tecnologia perdessero dopo qualche tempo fedeltà cromatica, virando considerevolmente ed irrimediabilmente su tonalità più calde.

La novità scoperta dai laboratori nazionali Pacific Northwest, associati all’Department of Energy Office of Science, apre adesso uno spiraglio interessante per la diffusione degli OLED: si è infatti riusciti ad incrementare la durata dei diodi blu del 25%, colmando finalmente quel gap che li divideva dagli OLED verdi e rossi.

Come affermato anche dal professor Asanga Padmaperuma, la scoperta di nuovi materiali conduttori ha permesso quindi di incrementare l’efficienza di questi dispositivi, riuscendo infine ad incrementare considerevolmente la vita degli OLED blu, vero e proprio limite che fino ad oggi ha negato la possibilità reale di una diffusione capillare di questa tecnologia.

Grazie all’adozione ed all’ingegnerizzazione applicata all’ossido di fosfina organico (PO), pare essere risolto il problema e finalmente anche i diodi blu riescono a mantenere una carica di circa 3 eV.

Questo potrebbe portare a minori costi di produzione per le aziende così come ad una migliore applicabilità degli OLED a luce bianca, senza più il timore della scarsa e disomogenea durata degli stessi, garantendo ai consumatori un prodotto efficiente e finalmente adatto anche ad utilizzi domestici, dove, per forza di cose, non era possibile implementare questa tecnologia con successo finché fosse permaso un problema serio come questo.

La scoperta in realtà non arriva con grande clamore essendo un argomento abbastanza tecnico, ma i risvolti per i consumatori saranno veramente interessanti quando verrà implementata nella produzione industriale, mettendo la parola fine al difetto congenito che preveniva la diffusione di applicazioni daily-use per gli schermi OLED, che finalmente non hanno più nulla da invidiare ai propri progenitori… se non forse il prezzo, ma anche per quello ci sono buone speranze di vederlo calare nel giro di poco tempo.

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