Da IBM un nuovo protocollo per Internet: vocale e non più testuale

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

I cellulari stanno rapidamente diventando il più diffuso strumento di comunicazione al mondo, soprattutto nei paesi del Terzo Mondo. Oltre a cercare quindi nuove soluzioni tecnologiche per permettere di navigare con maggior efficacia tramite dispositivi mobili in maniera tradizionale, c’è anche chi sta cercando nuove strade per ottenere lo stesso risultato in quei paesi dove la banda larga non sarà disponibile ancora per molto tempo.

Non è un caso che il progetto sia in sviluppo presso la divisione indiana di IBM. Africa e India sono infatti due zone in cui i cellulari si stanno diffondendo a una velocità molto più elevata di quanto potranno fare nel medio termine cose come l’UMTS o l’HSDPA, tecnologie assai più costose e lunghe da implementare. Si tratta infatti principalmente di un problema di costi, in quanto i cellulari che maggiormente stanno prendendo piede sono quelli a basso costo che, solitamente, non offrono possibilità di navigazione Internet.

Alla IBM si sono chiesti allora come portare i servizi disponibili in rete anche a quei paesi che non hanno ancora tecnologie adatte ma un bacino di utenza potenzialmente assai interessato alla cosa.

Poiché il gigante statunitense è uno dei leader nel settore del riconoscimento vocale, non deve essere stato difficile fare due più due e pensare a questa soluzione. Il team che la sta sviluppando l’ha ribattezzata HSTP, che sta per Hyper Speech Transfer Protocol.
In pratica si tratta di un protocollo in grado di permettere una navigazione completamente vocale, per cui non c’è bisogno del feedback visivo/testuale delle pagine sul display. Il funzionamento è quindi molto simile a quello che possiamo riscontrare tutti i giorni chiamando telefonicamente un servizio automatizzato, in cui si dice di premere il tasto 1 per l’argomento A, il 2 per il B e via di seguito.

La differenza principale ovviamente è che non si tratterebbe di una semplice voce registrata che indica un percorso predeterminato. Si interagirebbe invece con un motore di ricerca vero e proprio e tutto avverrebbe tramite l’uso della voce, senza bisogno di premere alcun tasto. Ad esempio si potrà chiedere una lista di ristoranti in zona, selezionarne uno per avere indicazioni più precise, ad esempio ubicazione, prezzi o menù ed effettuare la prenotazione, tutto vocalmente.

Se quindi a noi la cosa può sembrare abbastanza rozza, essa non è priva di interesse per i mercati di cui sopra, cui offrirebbe interessanti prospettive, garantendo comunque l’accesso a servizi prima impensabili.

Attualmente la tecnologia è già in sperimentazione in alcune zone dell’India e gli sviluppatori sono fiduciosi nel successo del servizio, grazie alla sua accessibilità, facilità d’uso ed economicità di implementazione.

Ma le possibilità di tale tecnologia non devono essere considerate limitatamente a questi contesti. Sappiamo benissimo infatti come ormai tastiera e mouse siano considerati strumenti inadeguati all’uso delle moderne interfacce e come quindi i comandi vocali potrebbero costituire una delle possibili soluzioni a tale problema.

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