Assinform prevede un 2009 nero per l’ICT in Italia

Gadget e Hi-Tech, Web e Business     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Preoccupa la situazione che emerge dall’ultimo rapporto Assinform presentato in questi giorni a Milano: se non si interverrà prontamente il mercato dell’ICT nel 2009 subirà un duro colpo, contraendosi anche del 5,9%.

Se pensiamo che in Italia il 2008 ha migliorato il trend dello 0,8% rispetto all’anno precedente, si capisce subito come una perdita di quasi 6 punti percentuale potrebbe essere disastrosa in un settore che, nel nostro paese, non è mai stato neanche tanto forte. Per quanto sia comunque è un mercato aggregato che muove 64.000 milioni di euro, una cifra che può sembrare da capogiro ma che in realtà è solo un’inezia se confrontata con quelle dei giganti asiatici o americani.

In Italia la crescita è da registrare più che altro grazie ai software ed ai PC, che hanno fatto toccare un + 29,5% nel settore consumer rispetto al 2007. Anche i provider hanno guadagnato un + 11,5%, mentre la telefonia non sale troppo, parliamo dello 0,4% in più di utenti effettivi, sintomo che il mercato sta pian piano giungendo a saturazione.

Il nostro paese soffre si la crisi economica ma in misura minore rispetto ai colossi dell’ICT, che nel mondo cominciano ad avere seriamente paura per la situazione che si paventa per il 2009. Il classico scenario di resistenza alle innovazioni tecnologiche che da sempre contraddistingue l’Italia in un certo senso ci protegge dagli influssi disastrosi del calo di investimenti dovuto alla crisi economica ma, d’altro canto, conferma i risultati in discesa sui trend di crescita, per i quali ci si aspettava, forse ottimisticamente, qualcosa in più.

Il settore che cresce di più è quello consumer, con un + 4,4% generale, ma che perde quasi il 6% se confrontato con la crescita registrata nel 2007. La grande impressa si sta muovendo invece con molta cautela, facendo segnare un decremento della spesa per l’ICT. Le PMI, in proporzione, scendono ancora di più, tagliando a destra e a manca pur di contenere i costi e rinunciando agli investimenti nelle soluzioni informatiche in attesa di tempi più favorevoli.

Crolla la spesa per i server, con quasi il 15% in meno se si guarda al 2007, ma è un periodo nero per l’hardware in generale, fatta eccezione per i notebook che hanno potuto godere della nuova linfa vitale data dai netbook, continuando a vendere molto bene.

Tirando le somme, la spesa della pubblica amministrazione chiude a – 0,5%, con un peggioramento dal lato hardware ed un lieve miglioramento da quello software e dei servizi.

E per il 2009? Niente schiarite all’orizzonte, almeno questo sembra emergere dal rapporto fatto da Lucarelli, presidente di Assinform, e riportato dal Sole 24 Ore, con la perdita di almeno un punto percentuale ma che, considerando il settore dell’ICT nel suo insieme, potrebbe arrivare anche ad un 5,9% in meno.

La contrazione si registrerà con molta probabilità in tutti i settori, più leggera sul software ma molto peggiore lato hardware, con i servizi che vedranno una flessione anche del – 6,7%.

Insomma, la situazione sembra essere piuttosto nera per l’Italia e per il panorama informatico mondiale in generale. La perdita ci sarà inevitabilmente ed è ancora da vedere a cosa porterà questa improvvisa quanto drastica riduzione della produzione e dei consumi. Urgono manovre serie e decise per limitare i danni: nel 2008 si sono persi 48.000 posti di lavoro in questo settore, ed il 2009, se verranno confermati  trend negativi così marcati, potrà rivelarsi veramente disastroso per centinaia di migliaia di italiani impiegati nell’ICT.

Fonte

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