Ricercatori canadesi vicini a rendere possibile la lettura del pensiero

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Avete presente le facoltà mentali del professor Xavier di X-Men, in grado di leggere la mente altrui o gli esperimenti che si fanno da sempre con le carte Zener per verificare eventuali capacità telepatiche? Bene, scordatevi tutto perché non stiamo affatto parlando di questo. Non riguarda infatti aspetti esoterici la sperimentazione in atto presso la più grande struttura ospedaliera di riabilitazione per bambini del Canada, si tratta anzi di un approccio strettamente scientifico, basato sul rilevamento di parametri misurabili del cervello, il cui studio è stato pubblicato anche sul Journal of Neural Engineering.

La sperimentazione è condotta da Sheena Luu, dottoranda in ingegneria biomedica presso la University of Toronto, con la supervisione di Tom Chau, ordinario di ingegneria pediatrica della riabilitazione, presso l’Istituto Canada Research.

Il lavoro è basato sulla possibilità di rilevare l’intensità della luce di tipo near-infrared assorbita dai tessuti cerebrali. “Quando il cervello è attivo, l’ossigeno nel sangue aumenta e, secondo la concentrazione, assorbe più o meno luce” spiega la Luu. “In alcune persone il cervello è più attivo quando non gradiscono qualcosa e in altre il contrario”.

Sulla base di queste semplici osservazioni, a nove adulti è stato chiesto di dare una votazione da uno a cinque a otto bibite differenti, basata sul gradimento. In seguito, dopo avergli applicato sulla fronte una fascia dotata di fibre ottiche che emettono luce sulla corteccia prefrontale del cervello, gli sono stati mostrati sul monitor di un computer due delle otto bibite e gli è stato chiesto di prendere mentalmente una decisione di preferenza tra le due. Dopo aver insegnato al computer a riconoscere il modello specifico dell’attività cerebrale di ogni soggetto, i ricercatori sono stati in grado di predire, con un’accuratezza dell’80 %, le scelte che sarebbero state fatte.

Lo scopo della ricerca è di sviluppare in futuro una versione portatile e miniaturizzata del sensore, dotato di connessione WiFi, che sarà in grado di restituire ai bambini disabili che non possono parlare, la libertà di comunicare attraverso il meccanismo della preferenza che, secondo la Luu, è alla base delle scelte quotidiane.

Il maggior vantaggio di tale tecnologia consiste nell’assoluta mancanza di addestramento necessario prima di utilizzarla, a differenza delle interfacce attuali, basate sul rilevamento delle onde cerebrali, che richiedono un lungo training.

Il suo lavoro è parte di quello più vasto condotto da Tom Chau sul linguaggio corporeo, che mira a dare ai bambini disabili la possibilità di esprimersi attraverso processi fisici come la variazione dei modelli di respirazione, del ritmo cardiaco e appunto dell’attività cerebrale. “Il cervello è troppo complesso anche solo per tentare di decodificare I pensieri casuali” aggiunge ancora Sheena Luu, “ma se limitiamo il contesto, circoscrivendo la domanda e le risposte possibili, la lettura della mente diventa allora possibile”.

Fonte

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2 Commenti

  1. claudio

    sarebbe tutto molto facile cosi come viene detto? ma questa cosa è già possibile domanda si potrebbe avere o fare una consulenza per dei ragazzi disabili?

  2. claudio

    tutto molto bello cosi come viene detto, ma si può davvero fare? domanda si potrebbe avere una consulenza per dei ragazzi disabili, o siamo ancora lontani da metterlo in commercio.

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