L’Icann ribadisce: tra due anni niente più indirizzi web

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

L’ICANN, attraverso Roberto Gaetano, lancia per l’ennesima volta l’allarme riguardante l’esaurimento degli indirizzi web: entro due anni sarà raggiunto il limite, peraltro soltanto teorico, dei quattro miliardi di indirizzi e non sarà possibile crearne di nuovi se non sarà adottato il nuovo standard basato sul protocollo Ipv6. Le prospettive però non sono rosee perché continuano ad esserci ostacoli all’adozione del nuovo protocollo da parte dei provider, in quanto se è vero che risolve i problemi dal punto di vista tecnico, non produrrebbe però introiti.

2011, questo è il limite massimo affinché gli IP dei siti passino dall’attuale protocollo Ipv4 al nuovo Ipv6. Se questo non dovesse succedere, per quella data gli indirizzi disponibili saranno esauriti e non sarà possibile crearne altri, a causa dei limiti tecnici dell’Ipv4.

Sembra tutto facile dunque: basta adottare il nuovo internet protocol e il problema si risolve, ma non è così. L’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l’ente internazionale che si occupa della gestione tecnica della rete, aveva avvisato del problema già a più riprese negli anni passati, tuttavia da allora l’Ipv6 non si è diffuso come avrebbe dovuto, e questo è dovuto soprattutto alla mancata implementazione da parte dei provider. Ora la grave situazione è stata nuovamente ribadita dal vice presidente del CDA dell’ICANN, Roberto Gaetani, presso il seminario su “Internet del futuro: evoluzione della piattaforma tecnologica”, promosso a Roma dalla Fondazione Ugo Bordoni.

Nigel Titley, presidente del consiglio direttivo del Ripe Ncc, l’organismo europeo preposto alla gestione dei domini europei di Internet, mette però tutti in guardia, affermando appunto che gli ISP non sono invogliati ad adottare lo standard perché esso non produce nuovi introiti. Attualmente infatti i quattro miliardi di indirizzi sono ancora in parte disponibili, per cui lo sforzo economico necessario all’implementazione del nuovo protocollo non sarebbe ripagato immediatamente.

Lo switch comunque è necessario e dovrebbe essere promosso da tutti gli attori coinvolti, dai governi con leggi ed incentivi e dai provider che dovrebbero implementarlo tecnicamente; tuttavia, come spesso accade quando di mezzo ci sono grandi guadagni, tutti i principali soggetti restano silenziosi, probabilmente sperando di sfruttare fino all’ultimo momento i proventi prodotti dall’attuale situazione, senza pensare magari che, se non si corre ai ripari al più presto, potrebbero non esserci profitti nel futuro, né Internet.

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