La tecnologia fornirà l’uomo di un sesto senso?

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

300 €. Tanto basterebbe, secondo un gruppo di ricerca del M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology) Media Lab, per dotare l’uomo contemporaneo di un sesto senso, ossia la possibilità di interazione costante e integrata tra realtà, uomo e il sapere accumulato in Internet. Tramite infatti un dispositivo relativamente semplice, composto da un cellulare, una webcam, un miniproiettore e una connessione a Internet, sarebbe infatti possibile far interagire in maniera concreta il Web e la realtà in un processo di feedback continuo e in tempo reale. Vediamo come.

Siete in giro e vedete un panorama di vostro gusto o, una bella ragazza, o quello che più vi piace. Inquadrate il soggetto in maniera facile e intuitiva, facendo un quadrato con pollice e indice delle vostre mani attorno al soggetto: in questo modo avrete già chiesto al vostro dispositivo di scattare la foto, fatto. Oppure siete al supermercato e volete saperne di più di un prodotto. Niente di più facile: basterà far inquadrare l’etichetta alla webcam ed essa, tramite un software adatto e la capacità di calcolo degli attuali processori montati sui cellulari, cercherà per voi informazioni in merito su Internet, dopodiché ve la proietterà direttamente sul prodotto stesso, in pochi secondi.
Fantascienza? Non proprio, visto che, secondo gli studenti del famoso istituto americano che hanno sviluppato il dispositivo, la cosa è fattibile senza ricorrere a tecnologie futuristiche, ma semplicemente integrando quanto già ora disponibile, per mezzo di un software apposito e una spesa, appunto, di circa 300 €.

Fluid Interfaces, questo il nome del progetto, ha presentato il dispositivo al TED (Technology, Entertainment, Design) di quest’anno. L’idea è di fornire agli utenti interfacce che superino le ristrettezze imposte dalle dimensioni dei display attualmente presenti sui cellulari. Essi infatti non potranno crescere ancora molto, a meno di non voler trasformare un cellulare in un tablet, penalizzandone ovviamente la trasportabilità e la comodità d’uso. Questo comporta, di fatto, un limite invalicabile per le tecnologie di interazione, come ad esempio il multitouch. Sarà quindi necessario spingersi verso la possibilità di riconoscere i gesti delle mani, sfruttando così lo spazio tridimensionale. Negli ultimi anni molte delle aziende più importanti del settore, come Samsung, Nokia e Sony Ericsson, hanno sviluppato e brevettato tecnologie che vanno in questa direzione, essendo in grado di rilevare la gestualità trasformandola in altrettanti comandi.

Fluid Interfaces ovviamente è in grado di svolgere tantissime funzioni, come digitare un numero trovando un utente in rubrica, scrivere e inviare una mail o confermare la prenotazione di un volo aereo, ma in questo momento non è abbastanza maturo perché sia trasformato in una tecnologia commercializzabile, ma indica comunque il futuro, che sarà fatto di connessioni a Internet permanenti e di un’interazione sempre più totale tra l’uomo e l’informazione digitale, che trasformerà il nostro modo di concepire attualmente il sapere ad esempio, sia personale che il bagaglio culturale di una società.

Nel link qui sotto, oltre alla fonte della notizia, potrete vedere anche due video dimostrativi di Fluid Interfaces.

Fonte

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