Los Angeles Design Challenge 2008: ecco come saranno le auto da corsa nel 2025

Auto     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

2025, tra soli sedici anni. Questo è il limite temporale scelto dalla giuria del Los Angeles Design Challenge 2008, l’abituale appuntamento annuale in cui i centri-stile californiani più prestigiosi si sfidano senza dover aderire ai compromessi e alle esigenze di mercato tipici della progettazione di automobili per la produzione corrente. Quelle presentate al concorso invece rappresentano puri esercizi di stile, svincolati dalle attuali capacità o volontà produttive, pure al tempo stesso in grado di proporre spunti e idee nuove e tutt’altro che prive di fondamento.

In California sono situati alcuni dei più importanti centri-stile automobilistici, da cui si servono tantissime aziende, non solo americane ma anche giapponesi ed europee. A questi, dal 2005, si chiede di misurarsi in una gara di design automobilistico. Quest’anno appunto la giuria ha posto due riferimenti che hanno permesso ai progettisti di spaziare tantissimo: l’orizzonte temporale relativamente lontano, abbastanza da giustificare eventuali soluzioni tecniche ardite e la collocazione dei modelli nell’ambito delle auto da corsa, da sempre fucina di soluzioni sperimentali, spesso poi riadattate in un secondo tempo per essere inserite nella produzione di serie. Con questo margine di libertà i progettisti dei brand partecipanti si sono potuti sbizzarrire immaginare il futuro dell’auto a 360°. E’ bene comunque ricordare che si tratta pur sempre di progetti sviluppati non già da giovani designer ancora magari sui banchi di studio, ma di professionisti affermati a livello mondiale e che collaborano da anni con le case automobilistiche e che quindi possono essere a conoscenza di quelle che sono le linee guida generiche di sviluppo previste dal produttore.

Non bisogna allora concentrarsi troppo sulle linee assai futuristiche dei bozzetti, o su soluzioni tecniche ardite, spesso ai limiti della fantascienza, come nel caso della soluzione Honda, in grado anche di volare e navigare, come nella migliore tradizione degli anime giapponesi. Quello che invece emerge è il tentativo condiviso di pensare auto ad altissimo risparmio energetico.

È il caso ad esempio dell’Audi R25, alimentata a biocarburante ricavato dalle alghe e in grado di ricaricarsi senza soste tramite un’ipotetica rete elettrica wireless che scorrerà in gallerie cablate lungo le autostrade, o della Volkswagen Bio Runner.

Poi c’è il Flat Racer di BMW, alimentato a idrogeno, vecchio pallino della casa bavarese, che ci lavora ormai da anni, o la Toyota Lemans Racer, alimentata anch’essa a idrogeno, ma in più rivestita di una pellicola composta da sottilissime cellule fotovoltaiche.

Infine ci sono le auto elettriche, in grado anche di recuperare l’energia per ricaricarsi in parte da altre fonti come il sole, sfruttando la gravità e le forze fisiche sviluppate ad esempio durante una frenata, è il caso della General Motors Chaparral Volt e la Mercedes Formula Zero o dell’ancora più sperimentale Mazda Kaan, vincitrice del concorso, dotata di particolarissime ruote lenticolari che fanno da vettore per l’elettricità che dovrebbe scorrere nel 2025 sulle autostrade californiane, attraverso un sostrato in polimeri elettroconduttivi che le rivestirebbe.

Insomma, se davvero le auto che ci attendono fra trent’anni voleranno, navigheranno, non avranno bisogno di soste, si adatteranno alla strada e alla velocità, non lo sappiamo ancora con certezza, ma è certo invece che il futuro dell’alimentazione, prima o poi, dovrà fare i conti con la crescente mancanza di petrolio e adottando soluzioni energetiche alternative, magari ad emissioni zero.

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2 Commenti

  1. LuX

    Io queste iniziative le trovo di un’inutilità mostruosa…

  2. Darlington

    Ma anche di meno… :asd:

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