Il provider ci limita la banda? ora si può scoprire

Web e Business     Autore: Luigi Mango Aggiungi un commento

Non è da molto tempo che è venuta alla ribalta la pratica di alcuni ISP (Internet Service Provider) di limitare intenzionalmente il traffico di alcune connessioni utilizzate per lo più nel circuito P2P (Torrent, Emule ecc). Poche settimane fa è stata multata Tele 2 dall’antitrust perchè “L’autorità ha  ritenuto che le informazioni sull’utilizzo di sistemi di filtraggio su linee ADSL che limitano l’accesso ad alcuni siti Internet e a programmi P2P, sia scorretta ai sensi degli artt. 20, 21 e 22 del Decreto Legislativo n. 206/05, in quanto realizzata secondo modalità contrarie alla diligenza professionale ed idonea a limitare considerevolmente, o addirittura escludere, la libertà di scelta o di comportamento del consumatore medio.”


All’estero non sono molto diversi da noi, Comcast, un provider statunitense, l’anno scorso è stata redarguita dalle autorità locali per aver deliberatamente filtrato il traffico P2P, con conseguente rallentamento dei download. Solo ieri pare che sia tornata sui suoi passi, ma la querele si è trascinata in tribunale.

Addirittura, il provider Cox, riporta Punto Informatico, ” inizierà a febbraio la sperimentazione di un nuovo metodo di prevenzione delle congestioni di rete. In tal caso, i server di Cox rallenteranno temporaneamente le applicazioni ritenute “non time sensitive” (quelle cioé la cui fruizione non presuppone un download in tempo reale), mentre manterranno inalterata la velocità di quelle time sensitive. In altre parole l’apertura di una pagina web, una webfonata o lo stesso streaming video continueranno in modo inalterato, mentre applicazioni come l’update di un software, od il download di un file subiranno lievi contrazioni di banda

Tutto ciò non piace a chi produce, organizza e mette a disposizione contenuti, soprattutto a Google, che vede in queste azioni una limitazione della libertà della rete, anche se si parla di contenuti ottenuti tramite peer to peer.

A tal proposito, Google in collaborazione con il PlanetLab Consortium e con l’Open Technology Institute di New America Foundation ha messo a disposizione dei ricercatori una piattaforma dotata di strumenti per la misurazione del traffico internet, il sito è Measurement Lab, che nel momento in cui scriviamo è offline a causa dell’intenso traffico (l’inizio non è dei migliori!), infatti è previsto un upgrade dei server da 3 a 33 a breve. All’interno del Measurement Lab vi sono alcuni strumenti quali: il Network Diagnostic Tool per misurare e rilevare la velocità del collegamento, Network Path and Application Diagnosis che analizza la connessione nell’ultimo miglio, ma, ciò che forse risulta essere l’applicativo più interessante è il Glasnost, che analizza e riporta eventuali limitazioni al traffico P2P.

Tutta l’operazione è stata promossa anche dall’autorevole voce di Vinton Cerf, universalmente riconosciuto come uno dei padri di internet, strenuo sostenitore della Net neutrality.

Siamo forse dinanzi al preludio di una nuova, serrata e pericolosa corsa tendente a regolarizzare la rete?

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4 Commenti

  1. marco

    questa notizia è vecchia come la morte, avrà ormai qualche anno…

  2. Luigi Mango

    Veramente i fatti di Comcast e di Cox non sono vecchi di anni.

  3. Riccardo C. [GByTe]

    Esatto, i fatti sono molto recenti ;)

    Che tristezza… ma se invece di investire in sistemi per distinguire i diversi tipi di traffico non irrobustissero l’infrastruttura, in modo da far fronte al traffico in eccesso? No, eh?

  4. wave

    Si, ma non ci si capisce più un c……o ! (germano style.. :asd: )

    Insomma prima si fà la lotta al PtoP con il governo che addirittura crea una commissione apposta.
    Dall’ altro però si multano i provvidere che cercano di limitare il fenomeno…

    Ma insomma, mi sembrano come penelope e la tela magica,
    neanche lorsigori sono d’accordo frà loro,
    anzi, si, spremere l’utente finale come un limone, questo è sicuro…

    bye

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