Il futuro di Internet in un LED

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Negli USA, per la precisione in un piccolo centro del Minnesota, è stata testata con successo qualche giorno fa una nuova tecnologia per la trasmissione dei dati, basata sugli impulsi luminosi emessi da LED. La promessa consiste nella possibilità di ottenere velocità fino a otto volte superiori a quelle attuali. Niente di nuovo, starete pensando in questo momento, esistono già le fibre ottiche. La tecnologia di cui vi andrò a parlare ora però non si riferisce alla possibilità di sostituire le comunicazioni via cavo, ma quelle wireless, basate su radio frequenze.

John Pederson è il nome del ricercatore che ha effettuato l’esperimento, l’ufficio di una scuola superiore della cittadina di Saint Cloud, Minnesota, il posto in cui ha avuto luogo la prova e i cui abitanti, a quanto pare, si sarebbero dichiarati entusiasti dei risultati raggiunti.

Abbiamo detto che l’esperimento era volto a verificare il corretto funzionamento di una nuova tecnologia di trasmissione dei dati basata sugli impulsi luminosi prodotti da LED, ma come funzionerebbe di preciso? In pratica c’è una sorgente che emette il flusso di informazioni, codificandolo tramite una velocissima sequenza di variazioni della fonte luminosa. L’informazione così codificata raggiunge un ricevitore, denominato LVX System, che contiene un chip in grado di decodificare i dati. A sua volta l’LVX System sarebbe collegato al PC, fornendogli la connessione. La caratteristica più rilevante consiste però nella mancanza di connessioni via cavo tra la fonte luminosa e il chip ricevente, cosa che la distingue da una connessione su fibra ottica e l’avvicina semmai a quella basata su onde radio.

Rispetto a queste ultime però i vantaggi sarebbero alcuni, di cui la maggior velocità raggiungibile è solo un aspetto minore. Al primo posto infatti ci sarebbe una maggiore sicurezza dei dati poiché questo tipo di segnale non sarebbe trasmissibile attraverso ostacoli fisici come ad esempio i muri. Se questo da una parte costituisce un evidente limite alla diffondibilità di questa tecnologia, apre però altri panorami d’impiego e non è detto che debbano essere per forza di tipo consumer. In un ambiente chiuso e circoscritto verrebbero eliminate sia le possibilità d’interferenza che quelle di intercettazione dall’esterno, due punti deboli caratteristici delle trasmissioni via radio.

John Pederson ha dichiarato che si attiverà già dai prossimi giorni per trovare finanziatori e aziende interessate a produrre applicazioni reali basate su tale tecnologia, frutto di oltre dieci anni di lavoro e 3 milioni di dollari di investimento.

Non possiamo sapere se questa specifica tecnologia troverà fortuna commerciale, ma diventa sempre più oggettivo che tecnologie di comunicazione basate sulla luce siano più vantaggiose di quelle attuali, che utilizzano le onde elettromagnetiche e che quindi costituiscano di fatto uno dei più promettenti sviluppi possibili di Internet e in generale della telecomunicazione.

Fonte

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4 Commenti

  1. marcopete87

    insomma hanno riesumato la porta irda dei vecchi pc…

  2. gherrison

    No, non c’entra niente con la irda, visto che usava un fotodiodo, aveva un range di comunicazione decisamente ristretto ed era piuttosto lenta :)

  3. John Doe

    beh le trasmissione ottiche in aria non sono certo state inventate da questi qua :) La tecnologia esiste, sono usate ove non si possa stendere ad esempio la fibra per un qualche motivo. Esiste in italia sia ricerca (vedete qua ad esempio dei risultati raggiunti al ceiic di pisa http://ricerca.quotidianiespresso.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2008/09/12/LA9PO_LA908.html) sia a livello commerciale, ci sono in italia svariate ditte che producono laser per le telecomunicazioni in aria.
    L’idea presentata qua è sicuramente interessante, c’è da vedere come si comporta poi sul campo con le intereferenze luminose che solitamente troviamo in casa o in ufficio.. senza contare i problemi che già di per se presentano i led per questo tipo di connessioni, sia in fibra che in aria.

  4. Babau

    Gherrison: un led E’ un fotodiodo…

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