Google continua le pulizie, chiude Print Ads: fondi in meno per la stampa

Web e Business     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Google continua le pulizie a quanto pare, pochi giorni dopo l’annuncio di voler chiudere alcuni servizi non abbastanza remunerativi, ecco la notizia che entro la fine di febbraio verrà terminato anche Print Ads.

 

Duro colpo non solo per BigG che vede la sua immagine di colosso inamovibile offuscarsi sempre di più ma soprattutto per i giornali USA che perdono l’ennesima fonte di approvvigionamenti pubblicitari in un periodo in cui la carta stampata, specie quella americana, sta vivendo un periodo abbastanza nero.

Tramite Print Ads Google aveva posto le basi per creare una piattaforma mista per gli inserzionisti, che potevano così inserire pubblicità sia sul web che sulla stampa, tuttavia, come era lecito aspettarsi, la strategia non ha avuto i risultati sperati ed ora si è costretti a cambiare strada. In effetti Print Ads non è mai stato un progetto troppo chiaro e ha posto dubbi sulla sua utilità fin dall’inizio. In un mercato come quello della pubblicità sulla carta stampata, in rapido calo già da alcuni anni, senza considerare il fatto che i quotidiani statunitensi stanno perdendo sempre più lettori in favore dei nuovi media, era veramente così vantaggioso volervisi inserire a tutti i costi?

A quanto pare no, l’impatto che Print Ads ha avuto sui quotidiani è stato piuttosto basso, dato che le aziende non si sono dimostrate interessate ad investire anche sulla carta stampata, cosa che, a ben vedere, ci si sarebbe dovuti aspettare. Il progetto che ha visto all’attivo nei suoi due anni di vita poco più di 800 quotidiani affiliati, chiuderà quindi definitivamente il 28 febbraio.

Google dimostra ancora una volta come negli ultimi tempi stia tagliando qua e la i rami secchi in cerca di spazio vitale per espandere i progetti più forti e concentrarvi le risorse fin’ora diffuse un po’ troppo ampiamente tra una marea di mini-progetti, alcuni di scarso interesse e di dubbia remuneratività. Mentre a Mountain View il danno è quindi quasi solo di immagine, altrettanto non è per la carta stampata statunitense che, ancora una volta, vede perdere investitori importanti a favore del web.

Il futuro si fa sempre più cupo per la stampa USA che, a differenza di quella nostrana, non beneficia degli ingenti contributi statali come è uso in Italia, potendo fare affidamento quasi solamente sugli inserzionisti pubblicitari che, come ribadisce la Newspaper Association of America, dal 2000 ad oggi hanno visto calare l’interesse per la carta stampata riducendo la spesa di 5,5 miliardi di dollari, raggiungendo nel 2007 la quota annua di 42,2 miliardi, non mostrando segni di ripresa. Anzi, con la crisi economica incalzante ci si attende un 2009 peggiore rispetto al trend attuale e molti quotidiani minori rischieranno la chiusura per mancanza di fondi.

Google con l’ennesimo taglio assesta quindi un colpo ad effetto di cui gli effetti maggiori saranno subiti principalmente dagli utenti del servizio, già alle prese con problemi economici ed ora ancora più a rischio a causa di questo danno collaterale che non ci si aspettava, almeno visto l’impegno che Google aveva dimostrato fino ad ora tenendo in vita il progetto.

Fonte

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