Gli occhiali autoregolanti aiuteranno il Terzo Mondo

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Anche un oggetto semplice come un paio di occhiali può forse servire per alleviare le forti difficoltà economiche di chi vive nei cosiddetti paesi in via di sviluppo; come? E’ presto detto: abbattendone i costi di produzione e acquisto ed eliminando la necessità di ricorrere a un medico specializzato. E’ l’idea di un docente dell’università di Oxford, che sta già venendo testata in una nazione del Terzo Mondo. Ah, questi dandy inglesi! E noi che si pensava bisognasse magari intervenire sul debito economico che lega questi stati ai nostri, in posizione eternamente subalterna.

Joshua Silver è un docente in pensione dell’Università di Oxford e sta lavorando a un progetto interessante di per sé, quanto fantasioso nell’obiettivo che si prefigge. Proprio in questi giorni ha dichiarato di aver finalmente ultimato il perfezionamento di quelli che chiama “occhiali adattivi”. Si tratta di una montatura in cui sono integrate, in maniera ingegnosa, delle lenti liquide in silicone, grossomodo dello stesso materiale di cui sono fatte le attuali lenti a contatto. Al momento dell’acquisto ogni paio di occhiali sarà dotato di una siringa e, tramite essa, la persona sarà in grado di regolare la quantità di silicone liquido presente nelle lenti, variando così di fatto le diottrie delle stesse per adattarle dinamicamente ai propri difetti visivi, correggendoli così senza necessità di ricorrere a una visita specialistica in cui un medico o almeno un ottico si occupi di rilevare per lui quanti gradi gli mancano.

La trovata, lo ammettiamo, è alquanto interessante, ma l’applicazione per cui è ideata lo è ancor di più: secondo Silver infatti nelle nazioni del Terzo Mondo l’acquisto di occhiali è molto costoso e spesso i medici disponibili sono pochi, cosa che costituisce quindi un doppio ostacolo alla risoluzione dei problemi oculistici della popolazione. Questi occhiali invece, con montatura in semplice plastica e lenti in silicone, costano molto meno e non richiedono visite specialistiche. Il buon docente ha già avviato la sperimentazione e diecimila di questi occhiali sono stati distribuiti in Ghana, mentre si spera di distribuirne circa un milione in India nel corso del prossimo anno, per raggiungere il miliardo nel mondo entro il 2020.

Un’iniziativa encomiabile, ma chissà che le popolazioni affamate, dotate di occhiali, non vedano meglio in che condizioni vivono e maturino una maggiore insoddisfazione nei confronti di noi altri paternalisti distributori di occhiali a basso costo.

Fonte

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Un commento

  1. hehemail

    Iniziativa lodevole, se davvero non ci sarà alcuna speculazione economica: a modo suo, anche questo signore potrebbe contribuire a migliorare le condizioni di vita di qualcuno più sfortunato. E di queste persone, ora come ora, ne abbiamo bisogno nel mondo.

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