Warner molla YouTube: crisi in vista?

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

YouTube, e di conseguenza Google che ne è proprietaria, sta per ricevere un brutto colpo: Warner Music infatti ha deciso nelle scorse ore di interrompere il rapporto di lavoro col noto portale video, poiché non è stato raggiunto un accordo economico soddisfacente che permettesse il rinnovo del contratto. Stando così la situazione YouTube dovrà rimuovere dalle proprie pagine milioni di file. Si tratta di un danno economico grave non solo nel breve termine, ma anche in prospettiva…

Warner è stata la prima delle major a raggiungere un accordo con YouTube per fornire i video musicali dei propri artisti: si tratta di nomi di primo piano nel panorama mondiale, come Madonna, Red Hot Chili Peppers, Led Zeppelin e Linkin Park, in grado di richiamare folle di appassionati. Perderli significa, per YouTube e Google, perdere milioni di contatti ogni giorno:  la musica del resto rappresenta uno dei principali motori del successo del portale, sette dei dieci più popolari canali sul portale sono infatti collegati alla musica.

Il nodo della questione ovviamente è rappresentato dai soldi, Warner ha comunicato infatti che non può più accettare un accordo che, a suo dire, non remunera in modo equo i suoi artisti. YouTube si troverebbe, almeno all’apparenza, in una posizione di forza nei confronti di Warner Music, avendo contratti anche con altre grandi major musicali come Sony, Vivendi, Emi e Universal che, proprio recentemente ha parlato in termini molto positivi del sodalizio con YouTube, dicendo di averne ricavato decine di milioni di dollari nel corso di quest’anno, con una crescita dell’80 % rispetto all’anno precedente. La situazione è però più complessa, in quanto anche il portale video di Google non versa in buone acque, anzi, si potrebbe dire che ne rappresenti lo smacco più grande, essendo costato 1,65 miliardi di dollari ed essendo tuttora in perdita. Google al proposito  aveva da poco deciso di puntare di più sui video professionali e tradizionali, poiché quelli prodotti dai comuni utenti si erano rivelati poco attraenti per gli sponsor. Negli ultimi mesi c’erano stati dunque una serie di accordi per potenziare i contenuti di qualità, ma ora il divorzio da Warner segna un passo indietro in questa strategia fondamentale per la sopravvivenza economica del portale. Tale situazione infatti crea un importante precedente per le altre major, che ora potrebbero chiedere anch’esse più soldi, mettendo di fatto Google tra l’incudine e il martello dovendo decidere se accontentarle, rinunciando così ai ricavi di un business già in passivo, o rifiutare perdendone i contenuti, rischiando di perdere quella che attualmente sembra forse l’unica via praticabile per accrescere i profitti del portale in crisi.

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Un commento

  1. marcopete87

    per me sarà un brutto colpo anche per warner: senza pubblicità ai propri gruppi…

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