Sventata truffa al ristorante grazie a Facebook

Web e Business     Autore: Luigi Mango Aggiungi un commento

Prendo spunto da una notizia curiosa che è apparsa su Reuters pochi giorni fa.

Siamo nel ristorante Seagrass di Melbourne in Australia, alcuni ragazzi ordinano pesce costoso, ostriche, vino di qualità ecc., insomma passano una serata all’insegna del buon cibo. A fine pasto, con la scusa di uscire dal locale per fumarsi una sigaretta, si allontanano dal locale e lasciano sul tavolo il conto da pagare, ben 340 $ americani.

Il proprietario a quel punto, si ricorda che uno degli “ospiti” aveva chiesto informazioni su una cameriera che non lavorava più in quel locale. Una volta contattata, la ragazza ha consigliato al gestore di fare una ricerca su Facebook, e li, dopo aver provato ad inserire un po’ di nomi (forniti probabilmente dalla ragazza stessa), è uscita la foto del ragazzo, con i suoi dati personali naturalmente. Da li sono risaliti anche al nome della fidanzata del soggetto, anche lei protagonista della cena. Il gestore del locale ha quindi scoperto che entrambi lavoravano (mai coniugazione del verbo fu più azzeccata) in un ristorante non lontano dal suo, ha quindi contattato il gestore spiegando l’accaduto. A quel punto i due ragazzi si sono presentati al ristorante, hanno pagato il conto, lasciato la mancia ai camerieri e si sono scusati….peccato che il loro datore di lavoro nel frattempo li aveva licenziati!

Questa vicenda ci deve far riflettere. Chi ha una vita virtuale intensa, chi frequenta il web in modo attivo producendo informazioni (blog o forum), ma soprattutto chi è iscritto ai social network deve rendersi conto che i suoi dati personali sono pubblici con tutto ciò che questo comporta.

Certo, si potrebbe obiettare che se una persona non ha niente da nascondere può stare tranquilla, a volte però, e non è questo il caso, ci si può anche trovare coinvolti in vicende di cui si ignorano i retroscena, con tutte le implicazioni che questo può comportare.

Rimproveriamo tanto il Grande Fratello (inteso come occhio scrutatore della nostra vita, non la trasmissione TV), spesso critichiamo le tante telecamere che invadono le nostre città, siamo attenti alle leggi sulla privacy e ci arrabbiamo quando ci telefonano sul cellulare per una televendita, poi però si scopre che Facebook conta qualcosa come 90 milioni di iscritti, di cui molti in Italia.

Il diritto alla privacy parte da noi per primi, i social network sono strumenti di aggregazione utilissimi, ma forse dovremmo iscriverci consapevoli che da quel momento i nostri dati personali saranno alla mercè di tutti.

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4 Commenti

  1. IOMME

    ma vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa……………..

  2. Gollum

    capite a che serve internet, ora?

  3. TOAST

    Quindi sarebbe Saggio che i Forum cancellassero l’offtopic piu’ vecchio di 2 anni.
    per salvaguardare i dati personali degli utenti.. ;)

  4. Aiutati che Facebook t’aiuta « Sentimento digitale

    [...] di Google testimonia che 18.900 cose sono successe grazie-a-Facebook. Sventata truffa al ristorante grazie a Facebook. Bono Vox incastrato dalla moglie grazie a Facebook. Narcolettici, mai più senza diagnosi grazie a [...]

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