Il mondo digitale nel 2020: più internet-mobile, più malcontento ma meno DRM

Web e Business     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Secondo gli analisti entro il 2020 i dispositivi mobile saranno il principale veicolo di connessione alla rete, sono d’accordo i massimi esperti del panorama ICT che vedono nei telefonini e nei PDA il futuro del web.

 

Sempre più a portata di mano e sempre meno legata a dispositivi ingombranti, Internet ci accompagnerà per tutto l’arco della giornata, anche fuori casa (tariffe permettendo). La ricerca di Pew Internet e American Life Project conferma quindi le aspettative che si avevano per l’evolversi dei dispositivi mobile, che si stanno facendo man mano più piccoli, comodi e, fortunatamente, cominciano a mostrare prezzi interessanti.

L’opinione dei quasi 1200 partecipanti alla ricerca è che anche i DRM avranno vita breve, si prede infatti una loro fine nell’arco di un decennio. Questo potrà fare sicuramente piacere al pubblico ma sicuramente le aziende prenderanno provvedimenti in proposito, per ora non resta che stare a guardare l’evolversi della cosa.

Con l’inserimento della connettività in ogni singola parte del quotidiano andrà svanendo anche la differenziazione tra l’orario di lavoro e quello dedicato alla propria individualità. Se da un lato si avrà maggior libertà, flessibilità e praticità nella nostra “vita digitale”, dall’altro è conseguenza inevitabile un più largo malessere sociale dato dalla totale invasione della privacy di ognuno e dalla mancanza di una sfera privata il cui limite andrà via via assottigliandosi. Solo una minima parte degli intervistati pensa che la società reagirà bene al cambiamento, la maggioranza è invece pessimista e si aspetta gravi ripercussioni ed un dilagare irrefrenabile di malcontento nella comunità.

L’iperconnessione sarà quindi un discorso da affrontare a breve, con molti vantaggi ma altrettanti svantaggi non da poco. Sul piatto della bilancia verranno poste quindi le promesse di un futuro “più facile”, con la tecnologia che rimpiazzerà molti dei compiti che adesso risultano più tediosi per l’utente, ma anche le possibilità di una continua invasione della privacy e di un effettivo impoverimento delle relazioni personali, sostituite da quelle “digitali”.

Quale che sia il futuro nell’era digitale, è sicuramente troppo presto per produrre previsioni credibili. La velocità di cambiamento del settore tecnologico in dieci anni può ribaltare facilmente qualsiasi supposizione, oltretutto la storia ci insegna che i cambiamenti di rotta, anche repentini, non sono affatto da scartare. In un’ottica rivolta al futuro le premesse fanno ben sperare, specie se veramente si assisterà alla caduta dei DRM, odiati dal pubblico fin dalla loro introduzione. Se invece dovesse andare secondo le previsioni del Pew, prepariamoci ad un mondo invaso di touchscreen, display sottilissimi e dispositivi di connettività senza fili minuscoli e integrati in ogni dove, ma sarà anche meglio cominciare a temere per la nostra vita privata che diventerà probabilmente solo un vago ricordo.

Fonte

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2 Commenti

  1. Il mondo nel 2020: iperconnesso e insoddisfatto | RudyBandiera.com

    [...] Se diamo per scontato il fatto che il mondo nel 2020 esisterà ancora e non sarà spazzato via nel 2012 dalla fine del calendario Maya, da Obama anticristo e dal CERN ed il suo buco nero, allora dobbiamo anche poter fare previsioni sul “come saremo”. Le previsioni sono rassicuranti da un lato, e raccapriccianti da un altro: se si pensa alla nostra vita da un lato informatico-tecnologico, sarà un successone! Saremo tutti iperconnessi e le informazioni saranno raggiungibile da chiunque in qualunque momento grazie alla mobilità dei sistemi che diverranno i veri fautori della rivoluzione “Web 3.0“. Dall’altra parte, la mancanza (o la diminuzione) di privacy e l’assottigliarsi del confine tra lavoro e tempo libero, porteranno gran parte delle popolazione ad uno stato di malessere e depressione: “Sempre più a portata di mano e sempre meno legata a dispositivi ingombranti, Internet ci accompagnerà per tutto l’arco della giornata, anche fuori casa (…) Con l’inserimento della connettività in ogni singola parte del quotidiano andrà svanendo anche la differenziazione tra l’orario di lavoro e quello dedicato alla propria individualità. Se da un lato si avrà maggior libertà, flessibilità e praticità nella nostra “vita digitale”, dall’altro è conseguenza inevitabile un più largo malessere sociale dato dalla totale invasione della privacy” pctuner.net [...]

  2. Pamela Ferrara Blog » Cazzeggio 2.0 in ufficio

    [...] nell’era digitale, tutti connessi e iperconnessi, e se per il 2020 è previsto un grande malessere sociale dovuto al troppo tempo che trascorriamo in Rete, per ora ce la spassiamo alla [...]

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