Con Kickbee anche i più piccoli hanno qualcosa da dire sul web

Gadget e Hi-Tech     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Nella società della comunicazione Internet è diventato lo strumento principe per parlare senza limitazioni di sorta con gente di tutto il mondo e di tutte le estrazioni sociali. Ormai è un gioco da ragazzi scambiare messaggi sul web e anche i più piccoli sono sempre più a loro agio con le interfacce digitali. Si cerca di integrare anche i più anziani, insegnandogli i vantaggi del web e cercando di sfondare anche il tetto massimo per quanto riguarda i limiti di età. Ma se volessimo spingerci al minimo a quanto si potrebbe arrivare? Un bambino di due o tre anni può comunicare su Internet? A quanto pare si dato che ci riesce anche direttamente dal ventre materno!

L’idea è di Corey Menscher ed è probabilmente il primo – e unico – sistema per portare online i primi accenni di interazione col mondo esterno che possono essere tentati da un feto. Come vediamo dalle foto, il Kickbee è una sorta di fascia elastica completa di sensori ed elettronica di controllo che monitora costantemente i movimenti del bambino all’interno del ventre materno, facendo in modo che quello che prima era un contatto tra il feto e la madre diventi un’espressione di dominio pubblico.

Tramite dei piezo sensori che trasmettono un leggerissimo voltaggio al controller Arduino Mini quando registrano un movimento, il Kickbee può registrare questi segnali e trasformarli, grazie ad un’applicazione Java appositamente creata, in dati che vengono inviati via Bluetooth al PC o al Macbook Pro, come in questo caso. La connessione senza fili è stata attuata grazie ad uno SparkFun BlueSMIRF v2.

Il computer si occuperà di registrare quelli che sono segnali dati dallo scalciare del bambino e invierà ogni volta un feedback su Twitter, cosa che volendo potrà essere effettuata anche da un comune telefono cellulare.

Il progetto è sicuramente innovativo ma non ci si sta spingendo un po’ troppo in là con il social networking? Al bambino di sicuro non interesserà nulla di finire su Internet e sarà piuttosto un vezzo dei genitori ma, tolti i classici problemi legati alla privacy, per quanto possa essere sicuro non so come le donne in dolce attesa prenderanno l’idea di fasciarsi l’addome con una pletora di dispositivi elettronici. La si può buttare sulla salute adducendo che il Kickbee potrebbe monitorare anche il corretto sviluppo del bambino ma questa sorta di holter probabilmente non riscuoterà grande successo tra le neomamme.

Il labile confine tra i vantaggi che la tecnologia può portare all’uomo e ciò che invece viene progettato più per il gusto personale che per una effettiva proficua applicazione reale, alle volte viene superato senza troppi problemi; che Kickbee rientri nella prima o nella seconda categoria saranno gli utenti a giudicarlo, certo è che a prima vista appare quantomeno bizzarro e di dubbio successo. Utile o meno, il progetto di Menscher è già in funzione come potete vedere dalla apposita pagina creata su Twitter.

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Un commento

  1. fab0

    da dove scaturisce questo enorme egocentrismo?
    come si sopravvivveva fino a prima del web, di blog e simili?

    ciao,fab0

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