VMware porta la virtualizzazione sui telefoni cellulari

Web e Business     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

La virtualizzazione non è più relegata all’ambito server e a pochi utenti desiderosi di sperimentare, VMware annuncia che il suo prossimo obiettivo saranno i cellulari. 

Ecco quindi presentata la MVP (Mobile Virtualization Platform) anche se i nomi delle compagnie che stanno collaborando con VMware al progetto sono sconosciuti, come non ha mancato di far notare anche Fredrik Sjöstedt che non si è sbottonato più di tanto. Quello che è certo invece è che tra la fine del 2009 e gli inizi del 2010 dovrebbero comparire sul mercato i primi modelli dotati di questa particolare funzionalità.

A livello tecnico MVP sarà un piccolo componente che farà da strato software su di un processore ARM (compresi i nuovi Cortex A8 e A9), già presente su molti cellulari. 20, 30  KB al massimo, questa la dimensione effettiva della soluzione VMware, anche se in effetti non è proprio tutta farina del loro sacco, dato che gran parte della piattaforma MVP viene dall’acquisizione del mese scorso della Trango Virtual Processors, sulla quale era stato mantenuto il massimo riserbo, probabilmente per non rovinare la sorpresa dell’annuncio di ieri. Trango assieme a OK Labs e VirtualLogix era una delle poche compagnie a progettare di portare la virtualizzazione su telefoni cellulari e con l’acquisizione da parte di una grande e famosa società come VMware, probabilmente la realizzazione del progetto è ora molto più vicina.

Di certo la virtualizzazione per la telefonia non raggiungerà l’interesse di quella per macchine server, ma anche se rimarrà un mercato di nicchia, potrà avere risvolti interessanti per molti utenti, specie del settore business. La sua prima comparsa sarà infatti sugli smartphone e sono già in sviluppo applicazioni dedicate a questa piattaforma per sfruttarne appieno le potenzialità. Sarà possibile quindi avere diversi ambienti virtuali operanti all’unisono sullo stesso telefono, più sistemi operativi ma anche più account di servizi, magari uno per il lavoro e uno per l’uso privato, separati a livello logico ma funzionanti assieme su di un unico device.

All’inizio verrà offerto il pieno supporto ad ambienti Linux, Windows CE e Symbian, mentre per quanto riguarda il neonato Android se ne parlerà successivamente. VMware però punta molto su due terminali in particolare: uno è l’appena menzionato Android di Google, l’altro non può essere altri che il pupillo di Apple, iPhone. Con questi due device sfruttati a dovere ed utilizzati come trampolino di lancio, l’azienda è certa di riuscire a introdurre il concetto di virtualizzazione e le sue relative applicazioni in modo facile e indolore anche in un mercato dove fino ad oggi questo concetto era perlopiù sconosciuto.

Con questa mossa, afferma Fredrik Sjöstedt, VMware cerca di demolire il concetto di sistema operativo mobile monolitico e immutabile, fornendo all’utente la versatilità e la potenza a lungo richiesta ma mai pienamente elargita dai produttori. Ovviamente la virtualizzazione richiede risorse e la maggior parte dei terminali ancora non è in grado di effettuare compiti così gravosi, ma la legge di Moore si applica anche qui e per il 2010 probabilmente se ne vedranno delle belle in un campo così mutevole come quello della telefonia mobile. Sarà VMware a spingere i produttori a sfornare modelli più potenti o gli utenti stessi finiranno per richiedere prestazioni più da computer che da cellulare? Con l’avvento dei MID e degli UMPC la sfida si fa interessante e probabilmente sarà una lotta accanita per il primato sul trinomio prestazioni/funzionalità/portabilità.

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