Google nel 2015 secondo Gartner

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Pochi giorni fa vi ho accennato alle prospettive che stanno emergendo al Gartner Symposium 2008, che si sta tenendo in questi giorni a Cannes, riguardo il futuro di Internet e le modalità di integrazione delle ultime tecnologie all’interno di nuovi modelli di business. Oggi un argomento particolarmente interessante è stato discusso, sempre dagli analisti Gartner: cosa succederebbe se Google raggiungesse i 100 miliardi di fatturato annuo entro il 2015?

Richard Hunter e Hung LeHong, i due analisti di Gartner che hanno curato l’intervento di oggi sul tema in questione, hanno prospettato uno scenario che, nel gergo degli analisti, si definisce “maverick presentation”. Si tratta di una situazione a cui normalmente non si attribuiscono molte possibilità di avverarsi, ma che viene comunque proposta alla discussione, in quanto possibile anche se non probabile, proprio perchè pregna di spunti interessanti di riflessione. Di solito una maverick presentation riguarda un argomento in cui le implicazioni del possibile sviluppo investono potenzialmente interi settori economici, con conseguenze, non per forza negative, ma che vale la pena discutere e conoscere. Se poi, come in questo caso, la cosa riguarda Big G allora il tutto si fa particolarmente serio, in quanto, data la sua enorme importanza, se Google riuscisse a raggiungere i 100 miliardi di fatturato annuo entro il 2015, ciò avrebbe un impatto non solo sull’economia americana, ma, per quanto riguarda il Web, sull’intera economia globale.

Partiamo dallo scenario reale attuale. I dati sono chiari: Nel 2008 la previsione di fatturato di Google è di 28 miliardi di dollari, il 98% dei quali provenienti dalla pubblicità online. Su questa base si può fare una proiezione realistica che porterebbe il gigante di Mountain View a fatturare circa 50 miliardi di dollari nel 2015, di cui 8 provenienti dalla pubblicità mobile. Questa previsione si basa sul fatto che, entro quella data, la pubblicità online globale dovrebbe essere arrivata a 160 miliardi di dollari, con una crescita media anno su anno del 13%.

Qui si innesca la considerazione alla base della maverick presentation: Cosa accadrebbe se Google entrasse in altri settori, ottenendo ricavi da ambiti diversi da quello esclusivamente pubblicitario? Per avvenire, tale processo avrebbe bisogno della presenza di determinati punti di forza, alcuni dei quali già presenti allo stato attuale, come ad esempio la superiorità tecnologica che mostra rispetto ai competitor, supponendo che riesca a mantenere tale leadership fino al fatidico 2015. Sarebbero necessari però anche alcuni cambiamenti nello scenario mondiale, il più importante dei quali sarebbe indubbiamente la rinascita del “flag-world”, il mondo contraddistinto dalle “bandiere” nazionali, l’opposto di quello che favorisce un player globale come Google.

Ecco, in uno scenario come questo Google avrebbe bisogno di entrare in nuovi mercati, ma come farebbe? Gli analisti indicano col termine “Sradicare la concorrenza” l’atteggiamento che Google ha quando entra in un nuovo mercato, attuato attraverso lo sviluppo di tecnologie adeguate e l’attuazione di servizi di ricerca. Si tratta di un modo di competere che comincia a essere visto in molti settori, come ad esempio quello editoriale, come una potenziale minaccia alla sopravvivenza e, essendo la presenza locale il punto debole del Gigante, i media (in particolare i quotidiani) vedono sempre di più nella “localizzazione” del prodotto una chiave di difesa futura da tali strategie, cercando di rafforzare quindi, come detto in precedenza, il concetto di flag world.

L’allargamento della pubblicità al settore mobile non basterebbe comunque a Google a raggiungere i 100 miliardi di fatturato. Sarebbe necessario ad esempio espandere i servizi legati alla tecnologia del cloud computing o “context-aware” come quelli che possono essere forniti ai singoli grazie alle mappe. Si tratta di due settori in cui Google è già all’opera da tempo e che sono tra i suoi interessi principali, ecco quindi che lo scenario proposto dagli analisti Gartner non è già più tanto maverick.

Tuttavia, senza addentrarci in discussioni eccessivamente tecniche, lo scenario più interessante sarebbe rappresentato dall’evoluzione dell’interattività su tutti i media digitali, TV compresa, dove nei prossimi anni si potrebbero già veder comparire le pubblicità “personalizzate” a seconda dell’utente. Quest’ultima prospettiva potrebbe dare a Google e alla sua tecnologia la possibilità di entrare in media diversi da Internet, consentendole di portare nel 2012 il fatturato oltre i 60 miliardi di dollari. Una delle sfide più grandi da vincere sarebbe però superare la diffidenza a cui abbiamo accennato degli editori e delle agenzie di pubblicità, che non a caso hanno coniato per Google il termine “frienemy” (da “friend”, amico, e “enemy”, nemico). Un successo in quest’impresa porterebbe il Gigante ad avvicinarsi all’obiettivo dei cento miliardi addirittura solo con la pubblicità. Altre fonti di guadagno potrebbero essere costituite dai servizi tecnologici resi attraverso la propria infrastruttura, come l’affitto di spazio e software online. Questo mercato potrebbe portare ricavi da 2 a 6 miliardi di dollari. Altri 10 miliardi di dollari nel 2015 potrebbero poi arrivare dalla possibilità di avere a disposizione i dati sanitari e finanziari di centinaia di milioni di persone, grazie alle potenzialità che l’analisi statistica di tali dati potrebbero offrire al mercato. Infine se Google assumesse il ruolo di intermediario globale ciò contribuirebbe significativamente a fargli raggiungere la fatidica vetta. Si tratta di un ruolo interpretato già brillantemente da Amazon o E-bay, ma solo in alcuni settori verticali. Google invece, grazie alla sua visibilità e alla sua tecnologia, potrebbe diventare un intermediario credibile in diversi settori, come ad esempio i servizi finanziari, i viaggi, le compravendite immobiliari, la vendita al dettaglio online e la pubblicità dei media tradizionali, guadagnando almeno altri 12 miliardi di dollari. Il fatturato potrebbe poi ulteriormente crescere grazie ad acquisizioni, per esempio nel settore dei media. In quindici anni circa Google potrebbe quindi diventare una delle prime dieci aziende del mondo (nel 2007 era la centocinquantesima).

In conclusione come già detto gli analisti di Gartner pensano che tali scenari siano verosimili, ma che sia impossibile, allo stato attuale indicare con una qualche certezza se si avvereranno mai o meno, perché ci sono troppe variabili che potrebbero ovviamente ostacolarne la realizzazione. Il più importante tra tutti questi fattori ad esempio è il persistere dell’attuale crisi finanziaria, che potrebbe avere ripercussioni sul valore di borsa di Google. Altre potrebbero essere la perdita di fiducia da parte degli utenti o la già citata crescita delle iniziative locali. Eric Schmidt, CEO di Google, ha detto che il Gigante non ha interesse a entrare in business dove c’è chi fa già le cose nel modo migliore. E proprio questa potrebbe essere la chiave del pericolo anche per loro, perché può sempre accadere che all’orizzonte si profili improvvisamente chi, tramite ricerca e sviluppo, sia in grado di fare le cose molto meglio di loro. Anche di Google.

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