Google cambia strategia con SearchWiki… davvero?

Web e Business     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Nella giornata di ieri Google ha rilasciato, per il momento solo per gli utenti registrati, il frutto di un progetto che sembrava caduto nel dimenticatoio, quello relativo alla customizzazione personale delle SERP, le pagine che mostrano i risultati delle ricerche.

SearchWiki, questo il suo nome, permette all’utente di votare un determinato risultato facendolo salire o scendere in classifica, dando anche la possibilità di lasciare un commento o cancellarlo del tutto. Per adesso è una sorta di beta, non è pubblicamente visibile, come non lo sono i suoi effetti ma a breve potrebbe essere introdotto ufficialmente su tutto il network di BigG.

Con SearchWiki il gigante di Mountain View cambia radicalmente approccio verso il pubblico. Se fino ad ora gli algoritmi che assegnano un risultato ad una posizione erano stati gelosamente tenuti nascosti e mai una parola era uscita in via ufficiale dagli specialisti della compagnia, adesso si volta pagina e ci si apre all’utenza, permettendogli di modificare direttamente quello che è sempre stato un processo automatico su cui non si poteva effettuare il benché minimo intervento.

Dinamismo sul ranking, esprimere le proprie opinioni sui link proposti dal motore e in sostanza customizzare a piacimento i risultati delle ricerche, questo è lo scopo di SearchWiki.

Detto così, fino a questo punto, sembrerebbe che tutti coloro per i quali un risultato leggermente più in alto può fare una grossa differenza debbano correre ai ripari e cercare nuove alternative per migliorare l’indicizzazione ed il posizionamento; addio SEO e avanti a community pagate per commentare e far alzare i propri risultati? No, niente di tutto ciò.  Se si pensava che Google avesse così radicalmente rivoluzionato i propri criteri di posizionamento si era fuori strada. SearchWiki riesce a fare quanto detto certo, ma solo ed esclusivamente restringendo le modifiche al proprio account personale, ciò vuol dire che si possono vedere le modifiche, ma saranno private non pubbliche. Quindi alla fine a parte i commenti, che saranno visibili anche dagli altri utenti, il resto rimane immutato: sarà Google e soltanto Google a poter decretare il successo o meno di un qualunque sito, gli utenti avranno diritti di parola ma non decisionale, com’era prevedibile d’altronde.

Che Google avesse deciso di spingersi su una frontiera talmente estrema non era pensabile, un motore totalmente aperto non rientra sicuramente nei piani di BigG, intenzionato come non mai a tenere per sé i propri segreti. La speranza però è l’ultima a morire, tant’è che voci di corridoio affermano che forse, in un futuro neanche tanto remoto, ci potrebbe essere la possibilità che queste votazioni in stile social network possano in qualche modo intervenire sulla determinazione del ranking negli algoritmi automatici del noto motore di ricerca. Cedric Dupont e Corin Anderson, rispettivamente Product Manager e Software Engineer della casa di Mountain View, non hanno fatto parola su questo ovviamente, limitandosi a ribadire che le modifiche saranno esclusivamente apportate alle proprie ricerche personali.

Anche gli utenti non registrati potranno comunque vedere i vari commenti alle pagine linkate, inserendo il parametro swm=2 dopo il termine di ricerca, questo è tutto ciò che permette pubblicamente Google sulla SERP pubblica, almeno per adesso.

Google sempre più social? Forse, ma ancora si è ben distanti dall’accezione comune del termine, il controllo di BigG è ancora forte e probabilmente questo non è un male in senso assoluto. Al momento che si introducesse una funzionalità totalmente aperta come quella che si potrebbe auspicare, si dovrebbero fare i conti con gli innumerevoli siti che spendono cifre ingenti ogni anno per migliorare il posizionamento sui motori, dato che una voce più in alto può garantire un numero di visitatori esponenzialmente più alto per una pagina. Finché Google garantirà la sicurezza e non divulgherà i propri algoritmi si continuerà sulla strada attuale, affidandosi a SEO e gestori dei contenuti per migliorare l’indicizzazione ed il posizionamento, introducendo invece un sistema altamente casuale e incontrollabile i problemi sarebbero immani per le aziende, costringendo ad una revisione totale delle proprie strategie, causando al tempo stesso un probabile progressivo calo dell’interesse che suscita ora Google in questi soggetti. Gli esperti di Webmarketing possono dormire sonni tranquilli.

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