Facebook: le aziende lo vietano, i dipendenti lo amano

Web e Business     Autore: Luigi Mango Aggiungi un commento

Come spesso accade, ciò che in altri Paesi è oggetto di discussione da mesi, da noi impiega un po’ di tempo per arrivare, ma immancabilmente arriva!

E’ il caso di Facebook, il social network più amato in Italia, quello che a luglio di quest’anno aveva circa un milione di iscritti e 3 mesi dopo sfiorava i 5 milioni. Non ci sarebbe nulla di male nel comparire su quelle pagine, si fanno anche incontri interessanti, magari amici persi da tempo o magari proprio persone che abbiamo voluto perdere da tempo, ma non è questo il punto, il discorso ora riguarda la produttività aziendale.

In un momento storico dove sembra che solo ora ci si sia accorti che l’impiegato statale non produca abbastanza (opinione opinabile dal mio punto di vista, ma come sempre le mele marce albergano in ogni settore), alcune amministrazioni pubbliche hanno deciso di vietare l’accesso dai propri computer proprio a Facebook, perche, a loro dire, vi sarebbe un calo di produttività in quando il popolare sito sarebbe una fonte di distrazione notevole.

D’altronde, come dare torto alle varie aziende, pubbliche e private, che hanno deciso di porre un freno al fenomeno appena descritto quando sul social network in esame vi sono gruppi quali: “Cazzeggio al lavoro con Facebook” composto da 4700 utenti, ben 50.000 (cinquantamila) utenti per il gruppo “Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca” e via cosi?

Le aziende pubbliche e private che hanno preso provvedimenti sono, al momento: Poste Italiane e la Provincia di Milano. Stanno pensando di seguirle la Regione Veneto e Lombardia, mentre il Comune di Napoli concede al massimo un ora al giorno con sessioni di 10 minuti l’una.

Ma Facebook è solo il caso venuto alla ribalta in questi giorni, in molte aziende ed amministrazioni pubbliche sono già vietati da tempo: Skype, siti pornografici, programmi di chat ed in alcuni casi il blog di Beppegrillo.

All’estero, come abbiamo anticipato in apertura, alcuni provvedimenti sono stati presi da tempo, sempre citando La Repubblica, circa i due terzi delle aziende del Regno Unito hanno vietato l’accesso ai vari social network, per gli Stati Uniti invece siamo intorno al 50% anche se Facebook smentisce.

Forse sarebbe il caso che l’eventuale azione di oscruramento di detti siti venga valutata volta per volta. Spesso, alcune mansioni richiedono l’approfondimento di tematiche che si può ottenere solo on line, siano essi social network ma più facilmente forum di discussione, come il nostro.

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4 Commenti

  1. Sintagm

    “(…) il Comune di Napoli concede al massimo un ora al giorno con sessioni di 10 minuti l’una”

    Ecco dove finiscono i soldi che mi fregano dalla busta paga.

  2. Roberto

    Io al lavoro nn ho nemmeno tempo di fare pipì e questi cazzeggiano sui social network, W Brunetta!

  3. Gibbo

    Come tutto, basta non esagerare…

    Certo, si vede gente che ogni ora cambia stato/pubblica foto/scrive…

  4. bertu

    A Robbe.. se non hai nemmeno tempo di pisciare.. cambia lavoro!
    Brunetta al rogo! Il primo che ha bisogno di una drizzata!

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