Evoluzione o estinzione? Ecco come il gaming online influenzerà le console

Videogame e Console     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Kevin Carney. Il nome non vi dice niente? Nemmeno a me, prima di oggi. Ma a quanto pare il buon Kevin non è uno qualsiasi; è il CEO e fondatore di GMS, una compagnia che fornisce soluzioni interattive a molti famosi brand, tra cui Vivendi Universal Games, TEN/Pogo.com (Electronic Arts) e Walt Disney Company, solo per citare le più famose. Carney, attraverso un articolo pubblicato oggi, analizza l’evoluzione del mercato dei videogiochi su console, indicando alcuni trend forti che, nella sua lettura, potrebbero uccidere le console stesse o, almeno, costringerle ad evolversi in direzioni completamente nuove e che, in un certo senso, porterebbero a una decisa frattura con quanto visto finora. Insomma si potrebbe trattare di un’evoluzione, ma anche di un’estinzione, per lo meno per le console così come le conosciamo ora.

Kevin Carney individua in sei punti gli aspetti chiave di questa trasformazione del mercato e, analizzandoli, ci dice che stanno indubbiamente portando a dei cambiamenti, quindi a un’evoluzione, del settore, ma che l’indirizzo intrapreso non è dei migliori ed è un’evoluzione che porterà all’estinzione o quantomeno alla perdita di alcune caratteristiche salienti che lui giudicava positive. I giochi cambiano sì, ma in peggio. Vediamo brevemente i punti presi in considerazione.

Anzitutto il “ciclo di cinque anni”, ossia il ritmo industriale che aveva la produzione delle prime console, che erano appunto sostituite ogni cinque anni da un nuovo modello più evoluto, garantendo così al tempo stesso stabilità e innovazione delle piattaforme, con un compromesso che non scontentava né i produttori né i consumatori. Tuttavia Carney sostiene che tale ritmo si stia abbreviando e sia destinato a farlo sempre più. Con l’emergere del concetto di nex-gen graphics, infatti, il livello di competizione è cresciuto sensibilmente e ogni produttore cercherà di anticipare l’avversario presentando prima del tempo una console nuova e graficamente più evoluta. Questo ritmo più serrato potrebbe, sempre secondo Carney, mettere in difficoltà alcuni produttori che non sarebbero in grado di supportarlo industrialmente, costringendoli a gravi danni finanziari o, in alternativa, a ritirarsi dalla competizione, impoverendo così sempre più il mercato e la proposta di titoli, destinati a divenire sempre meno diversificati.

Il secondo punto di riflessione è costituito dallo sbilanciamento eccessivo verso una ricerca del realismo a discapito dell’esperienza e delle meccaniche di gioco. La ricerca della sequenza cinematografica, dell’effetto, l’attenzione alla grafica e, ultimamente, anche alla fisica, portano, a suo dire, troppa realtà nei giochi, uccidendo la fantasia e la capacità di catturare l’attenzione del giocatore, che diventa così sempre più casuale e saltuario e meno fidelizzato a titoli e generi.

Il terzo e il quarto punto sono rappresentati dallo spostamento dei giocatori verso internet e i giochi on line, soprattutto quelli “socializzanti” come i mondi virtuali a là Second Life, mentre le console non sono state in grado di seguire questo cambiamento. questo sta portando, secondo il CEO di GMC, ad abbandonare le console, ormai troppo sofisticate per lo stile di gioco casuale, diventato ormai dominante, in favore  appunto del gaming online tramite PC.

Il penultimo punto verte sullo stile di gioco. I tempi disponibili e dedicabili all’intrattenimento videoludico, ci dice Carney, si sono notevolmente assottigliati, La maggior parte dell’utenza non può più permettersi di dedicare intere ore al giorno per immergersi in giochi di lunga durata. La risposta a queste esigenze si torverebbe appunto in quelli on line, che possono essere giocati a spot, entrando e uscendo continuamente, disinteressandosi quindi di concetti come l’immersività e la trama e cercando unicamente l’azione e il divertimento in tempi brevi. Internet permette quindi uno stile di gioco on demand e in real time che le console non permettono o, comunque, non nella stessa misura.

Infine si tocca l’argomento pubblicità. I giochi on line infatti sono, per la maggioranza, gratuiti, ma come è possibile sviluppare giochi senza fondi? I fondi sono forniti dalla pubblicità. La pubblicità on line è , come sappiamo, di tipo mirato e, grazie all’incrocio dei dati raccolti in ormai tantissimi anni, le agenzie di advertising sono in grado di orientare non solo ilmessggio pubblicitario verso target di pubblico specifici, ma di fare altrettanto per quanto riguarda lo sviluppo dei giochi, renddendoli smepre più adatti alle esigenze analizzate prima. Quest’ultimo passaggio, secondo Carney, connette strettamente il futuro dello sviluppo dei titoli alle richieste del mercato, condannando la varietà di gameplay e la possibilità di creare qualcosa di unico, in favore di una standardizzazione sempre maggiore.

Se indubbiamente alcune delle analisi avanzate da Carney sono indiscutibili ed oggettive, altrettanto non si può dire però delle implicazioni paventate. Domani, nella seconda parte di questo post, discuterò i punti proposti dal CEO, con le mie obiezioni. Intanto voi cosa ne pensate, si tratta di evoluzione o regressione e, forse, anche estinzione?

Fonte

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