DDL anti-blog: il web italiano è (nuovamente) in pericolo

Web e Business     Autore: Luigi Mango Aggiungi un commento

L’argomento di oggi è una sorta di déjà vu, già l’anno scorso il web italiano rischiò di venire pesantemente limitato nella sua naturale e giusta libertà di espressione tramite il DdL Levi-Prodi che, se mai fosse stato approvato, avrebbe costretto la maggioranza dei siti e blog amatoriali a doversi registrare sul Registro degli Operatori di Comunicazione, rendendoli di fatto delle Testate Giornalistiche e come tali, soggetti ai reati a cui solo la stampa professionale può incorrere: i reati a mezzo stampa .

Grazie ad una mobilitazione generale della rete si riuscì a fermare il Decreto Legge e dalla caduta del Governo Prodi non se ne parlò più. Pericolo scampato quindi? NO.

Punto Informatico nei giorni scorsi ha (ri)portato alla ribalta un Progetto di Legge simile, non noto al grande pubblico e scoperto dal Giurista Daniele Minotti, il testo è reperibile a questo indirizzo.

Nello stesso editoriale, il Giurista analizza alcuni passaggi fondamentali della Proposta di Legge, che riportiamo integralmente:

“Si parte sempre dalla definizione di prodotto editoriale (art. 2):
1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.
3. La presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi, fatti salvi i casi in cui tale applicazione sia espressamente prevista
“.
Purtroppo, come in passato, mi non pare di leggere distinguo.
Soltanto con riferimento all’iscrizione al ROC che “rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa” (art. 8), si precisa che “sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro

Ho sottolineato l’ultima frase perchè è il fulcro della restrizione che, se mai passasse  in versione integrale, metterebbe nuovamente in seria difficoltà migliaia di siti di informazione, sport, curiosità, arte, cultura, saggistica ecc. Lo stesso dicasi per i blog di qualunque tenore.
L’art. 8 in pratica dice che se vi sono dei banner pubblicitari sul sito/blog, questi possono generare profitto (invito a chiedere il report mensile di Adsense a siti e blog di piccola e media tiratura per valutare l’impatto economico che questi hanno!!), se generano profitto si fa impresa, quindi si sconfina dall’ambito amatoriale e si è obbligati ad iscriversi al registo degli Operatori di Comunicazione (ROC) con tutto ciò che questo comporta: aumento delle responsabilità, dei costi ecc.

La rete si è nuovamente messa in moto: l’On. Di Pietro sul suo blog scrive:

L’Italia dei Valori offrirà tutta l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione. Le regole vanno rispettate, ma non quelle che mettano a rischio la democrazia e siano palesemente anticostituzionali, e questo perché non sono regole ma abusi e soprusi Questo disegno di legge è pura censura. L’Italia dei Valori si attiverà da subito con una serie di iniziative contro questo disegno di legge liberticida facendo appello anche alle istituzioni internazionali e i media esteri.

Fanno eco decine e decine di blog. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

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6 Commenti

  1. francesco

    Faccino, faccino… tanto esistono i server all’estero :o

  2. daniele

    Si può aggirare il pericolo sottoscrivendo un servizio all’estero?
    Su quali server è consigliato usufruire di tali servizi, considerando lingua(naturalmente italiana ove possibile), la tecnologia(asp) e il risparmio?

  3. van

    Quoto, oltre alle industrie che si trasferiscono in Cina
    faranno emigrare anche i server, e non gli resterebbe che la censura.
    (che peraltro gia’ e’ attiva per alcuni giochi on-line)

  4. Damiano

    Beh, è chiaro che siamo di fronte all’ennesima azione del regime, messa in atto per minare ancora una volta la libertà di espressione di noi cittadini italiani. Impedire a chiunque di trasmettere, comunicare, riferire il proprio pensiero è un fatto proibito a livello costituzionale, è evidente che i nostri dipendenti al Governo (tutti…) se ne siano dimenticati…. Tuttavia, c’è da considerare l’aspetto profitto: un blog non deve prevedere un fine economico ma solo divulgativo; conseguentemente, in caso contrario, è a suo modo giusto che debba sottostare a determinate regole.

  5. anto

    io manderei all’estero tutti questi politici di me…da,*** e pregiudicati che non sono altro.non gli basta di aver messo le mani sui tg manipolando le informazioni a loro favore….adesso vogliono *** anche al web? vorrei essere dentro il parlamento per prendere a calci in culo tutti i politici e così gli farei passare la voglia di fare leggi stupide….

  6. Luigi Mango

    Si Damiano, divulgazione e non profitto, ma un banner di google non ha mai fatto arricchire nessuno!

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