Un sollievo artificiale per gli astronauti stressati

Gadget e Hi-Tech     Autore: Luigi Mango Aggiungi un commento

I viaggi nello spazio possono essere molto stressanti per chi deve affidare la propria vita alle capacita’ dei suoi colleghi e fa un lavoro non proprio tranquillo, ecco perché’ alcuni scienziati stanno lavorando alla realizzazione di un computer che abbia le capacita’ di comprensione, se non la cognizione emotiva, di un terapeuta umano.

Un sollievo artificiale per gli astronauti che si sentono soli

Il problema che sta alla base di questo nuovo studio è rappresentato dallo stress che l’ambiente a noi non congeniale può recare al nostro corpo ed alla nostra psiche. Le cose che a noi, sulla terra, possono sembrare naturali, nello spazio possono essere assolutamente proibitive. Per esempio il sonno: a causa della rotazione della navicella intorno alla terra, l’alba ed il tramonto si alternano ogni 45 minuti.
Come non parlare poi del poco spazio a disposizione e da condividere con gli altri componenti del team, oppure della qualità del cibo e via cosi.

I test clinici del programma quadriennale della Nasa, che costerà 1,74 milioni di dollari e si chiamerà “La Stazione Spaziale Virtuale”, inizieranno il prossimo mese nell’area di Boston.

Il programma non prevederà nulla di fantascientifico come il famoso HAL protagonista di “2001: Odissea nello spazio”, le interazioni tra il computer della stazione spaziale virtuale e i suoi astronauti saranno qualcosa di molto meno complicato.

Nel progetto, finanziato dall’Istituto Nazionale per la Ricerca Biomedica Spaziale, una videoregistrazione guiderà gli astronauti attraverso una terapia antidepressiva usata per la maggior parte delle affezioni e chiamata “trattamento problem-solving”. Gli astronauti potranno anche simulare situazioni di contrasto tramite l’interpretazione del gioco di ruolo interattivo e la lettura guidata di libri di psicologia.

Gli esperti affermano che, benché sviluppato per la terapia nello spazio, il programma potrà in futuro aiutare anche quei pazienti “terrestri” che non possono permettersi delle costose sedute specialistiche o non lo fanno per inibizioni personali.

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4 Commenti

  1. Darlington

    Ed io che avevo pensato alle bambole gonfiabili :asd:

  2. spalanca

    anchio avevo pensato a qualcosa di simile….. e imho anche gli astronauti l’avrebbero sperato! :D

  3. La Morte Nera

    E io che pensavo alla birra

  4. Luigi Mango

    e ti pareva…non avevo dubbi ;)

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