Reti LED al posto del WiFi? Forse

Gadget e Hi-Tech     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Le connessioni senza fili sono ormai una scelta obbligata in molti frangenti dove le classiche reti cablati non avrebbero modo di essere installate. A volte si tratta solo di una scelta di comodità, ma richiede comunque un apparecchio aggiuntivo da installare per far funzionare la rete. Non mancano poi critiche sulla effettiva sicurezza e sul fatto di limitare l’area utile alla connessione, dato che le onde radio possono attraversare le pareti senza problemi, arrivando anche li dove non dovrebbero.

Alla facoltà di Ingegneria dell’università di Boston i ricercatori hanno proposto la loro soluzione alternativa al classico WiFi: una rete basata sulla luce.

A prima vista sembrerebbe piuttosto l’evoluzione dell’IrDA, l’ormai obsoleta connessione a infrarossi, ma dalla descrizione del progetto sembra essere molto più funzionale ed elastica.

Questa tecnologià è basata su un sistema di LED a bassa potenza interconnessi da un sistema di connessioni ottiche, ovviamente senza l’utilizzo di cavi. I LED potranno essere accesi e spenti molto rapidamente per costituire di fatto un accesso alla rete, da 1 a 10 Mbps per il momento.

Praticamente ogni singola fonte luminosa nella stanza diventerebbe in grado di trasmettere e ricevere dati. Accedere alla rete diventerebbe possibile con un gesto semplice come accendere l’interruttore della luce.

Il professor Thomas Little si è detto entusiasta di questa sorta di rete a LED, tuttavia vengono spontanee alcune considerazioni in merito.

Indubbiamente la sicurezza aumenta rispetto al WiFi ed agli altri tipi di connessioni wireless, qui infatti bisogna essere fisicamente presenti nella stanza per accedere alla rete, dato che il segnale luminoso non può attraversare oggetti solidi se non trasparenti. Ma la funzionalità di tale sistema non è così immediata come sembra.

In primo luogo il continuo flickering delle luci, sebbene sia quasi impercettibile, provocare problemi a chi si troverebbe in quell’ambiente per lunghe sessioni di lavoro. L’alternanza delle condizioni di luce, infatti, può provocare disturbi che vanno dal semplice mal di testa a nausea e vertigini, non certo un modo salubre ed efficiente di lavorare.

Dal lato dei costi poi bisognerà dotare ogni apparecchio che necessita di connessione di appositi trasmettitori/ricevitori, anche qui a LED probabilmente, quindi altre fonti luminose che vanno ad aggiungersi a quelle principali. Tutta questa “luminaria” potrebbe generare facilmente interferenze e conseguenti problemi nel traffico dati. E se viene aperta una finestra, messa in funzione una fotocopiatrice, posizionato male un monitor, quale effetto avrà sulla rete?

In effetti siamo un po’ scettici sulla soluzione di Boston, tuttavia i dati in proposito sono talmente pochi che questi interrogativi potrebbero già essere stati tutti risolti. Ma la domanda finale è: le reti LED prenderanno davvero il posto del WiFi e delle tecnologie RF? Forse, ma dubitiamo fortemente che questo possa avvenire nel breve periodo, probabilmente di lavoro da fare in questa direzione ce n’è ancora molto.

Per adesso pare comunque che questa tecnologia verrà impiegata in settori ben precisi, essendo ancora prematura per il mercato business. A breve inizieranno i test nel campo automobilistico e si avranno i primi dati su cui meditare.

Fonte

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Un commento

  1. marcopete87

    una tecnologia che non potrà avere grande successo in ambienti affollati.
    il motivo? CSMA/CD impossibile da implementare, ogni dispositivo non è in grado di sapere se altri dispositivi stanno trasmettendo, quindi il rishio di collisioni è elevato.

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