Living Planet Report 2008

Ecologia e Risparmio Energetico     Autore: Luigi Mango Aggiungi un commento

Il WWF ha da poco pubblicato il report sul Living Planet Report 2008 uno studio biennale prodotto da WWF in collaborazione con la Società Zoologica di Londra (ZSL) ed al Global Footprint Network, che analizza lo stato di salute del nostro pianeta. Come è facile immaginare, la situazione è disastrosa.

Il rapporto afferma che negli ultimi 45 anni, a causa dell’incremento demografico, la domanda e lo sfruttamento delle risorse è raddoppiato. Abbiamo già consumato 1/3 delle risorse che in realtà ancora devono rigenerarsi, ponendoci così in una situazione di debito verso l’ecosistema.

“Il mondo sta vivendo l’incubo di una recessione economica per aver sovra-stimato le risorse finanziarie a disposizione– ha dichiarato James Leape, direttore del WWF Internazionale -  ma una crisi ancor più grave è alle porte – ovvero, l’erosione del credito ecologico causato dall’aver sottovalutato l’importanza delle risorse ambientali come base del benessere di ogni società. Se la nostra pressione sulla Terra continuerà a crescere ai ritmi attuali, intorno al 2035 potremmo avere bisogno di un altro pianeta per mantenere gli stessi stili di vita”.

“Troppo spesso i nostri stili di vita, la nostra crescita economica consumano, in maniera sempre più insostenibile, il capitale ecologico di altre parti del mondo – dichiara Gianfranco Bologna, direttore Scientifico del WWF Italia – Nel 1961 quasi tutti i paesi del mondo possedevano una capacità più che sufficiente a soddisfare la propria domanda interna, al 2005 la situazione è radicalmente mutata e molti paesi sono in grado di soddisfare i loro bisogni solo importando risorse da altre nazioni ed utilizzando l’atmosfera terrestre come un’ enorme “discarica” di anidride carbonica ed altri gas ad effetto serra”.

Uno degli effetti più macroscopici che si osservano è che “dal 1970 si sia verificato il declino complessivo della biodiversità (della ricchezza della vita sul pianeta) di circa il 30% tenendo conto dell’analisi di circa 5000 popolazioni di 1.686 specie di animali vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci)”

“Abbiamo nei confronti del pianeta lo stesso atteggiamento dilapilatorio che le istituzioni finanziarie hanno avuto nei mercati. Siamo abituati a pensare nel breve termine mirando ad una crescita materiale e quantitativa ormai insostenibile basata sullo sfruttamento dissennato delle risorse naturali senza alcuna considerazione delle generazioni che abiteranno questo pianeta dopo di noi – continua Bologna – Gli effetti di una crisi ecologica globale sono persino più gravi del disastro economico attuale”.

E’ possibile scaricare il pdf (5 MB) del Living Planet Report 2008 a questo indirizzo.

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