Il libro diventa 3D

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Chi non ricorda la meraviglia provata da bambini di fronte a quei magici libri che facevano apparire tra le loro pagine, quasi per magia, delle scene tridimensionali, grazie a silhouette di cartoncino abilmente tagliate, colorate e poi piegate all’interno delle altre pagine? Le immagini appena descritte nel libro quasi sbocciavano davanti ai nostri occhi facendo diventare il racconto quanto mai reale e concreto. Ora, in Germania, stanno lavorando allo sviluppo della versione futuristica di quei libri: sogni elettronici per i pargoli del ventunesimo secolo?

Metaio è il nome dell’azienda tedesca che sta lavorando al progetto, in pratica un aggiornamento tecnologico di una soluzione molto in voga nel secolo scorso (quello che è finito appena nove anni fa).  La soluzione è in realtà abbastanza semplice. In pratica si basa sull’uso di una normalissima webcam in accoppiata con un software appositamente sviluppato da Metaio allo scopo. Ogni libro che userà tale tecnologia dovrà essere stato inserito nel database del software. Quest’ultimo, conoscendo le esatte dimensioni del tomo e il contenuto di ciascuna pagina, provvederà, una volta che lo stesso sia inquadrato dalla webcam a sovrapporgli virtualmente un disegno tridimensionale che ovviamente fa riferimento al contenuto del testo. Il risultato finale ovviamente non sarà visualizzato sulle pagine stesse del libro, non si tratta infatti di un ologramma, ma sarà semplicemente mostrato in un monitor.
La tecnologia, denominata “Augmented Reality”, è stata appena presentata presso la fiera tedesca  Frankfurt Book Fair in accoppiata con un libro interattivo e 3D per l’infanzia di prossima pubblicazione, Aliens & UFOs, in grado di visualizzare pianeti e astronavi aliene quando è posto di fronte alla webcam di un computer dotato del software sviluppato dall’azienda tedesca.

Come dicevamo non si tratta ancora di ologrammi, ma di un semplice escamotage tridimensionale che finisce per avvicinare i libri ai videogiochi più che alla realtà virtuale. Personalmente guardo con nostalgia alle storie e alle favole lette o raccontate da genitori e nonni prima di addormentarci o magari davanti a un caminetto e non mi pare che guardare delle immagini dentro un monitor abbia lo stesso fascino e lo stesso potere evocativo. Voi cosa ne pensate, meglio i sogni elettronici del ventunesimo secolo o quelli cartacei del ventesimo?

Fonte

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