Pixel telescopici: display meno cari, più luminosi e con minori consumi

Monitor e Tecnologie Video     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Dopo anni in cui non ci sono state grosse rivoluzioni per quanto riguarda i pixel che compongono un’immagine su schermo, ecco quella che forse è la prima novità, seppur parziale, per quello che riguarda la soluzione che sta alla base dei display a cui siamo normalmente abituati.

Direttamente dai laboratori di ricerca Microsoft, ecco comparire i primi pixel telescopici, un nuovo modo, più economico ed efficiente, per rendere migliori i nostri schermi. Vediamo subito come funziona questa soluzione.

Ogni pixel usa una coppia di specchi per bloccare o trasmettere la luce, garantendo una velocità da completamente spento (cosa non possibile negli LCD) ad acceso di 1,5 millisecondi, valore sensibilmente inferiore a quello che è riscontrabile anche nei più veloci monitor a cristalli liquidi.

Questi specchi si trovano in posizione opposta, con quello frontale in grado di cambiare forma al passaggio di corrente. Quando il pixel è spento, in pratica la luce viene riflessa totalmente indietro verso la sorgente, al contrario, quando si accende, lo specchio frontale si deforma e focalizza il fascio sul secondo specchio, che a sua volta lo riflette in un buco posto al centro del primo, facendo arrivare il raggio sulla superficie del display.

La costruzione dello specchio frontale è la parte più difficile del processo produttivo, dato che si tratta sostanzialmente di un elettrodo (ITO, indium tin oxide) posto su un substrato di vetro e ricoperto di un poliimmide (un polimero plastico ad alte prestazioni di resistenza).

Questo polimero funge da isolante e da supporto per lo specchio, venendo poi ricoperto con uno strato di alluminio che creerà una griglia di micro buchi di 20 µm di diametro. Alla fine verrà rimosso lo strato di polimero e l’alluminio si troverà quindi ad essere in sospensione sulla parte vetrosa, in modo che, al passaggio di corrente, si deformi per ottenere l’effetto desiderato. Il pixel risultante sarà di 100 µm di diametro e, nonostante che il processo possa sembrare laborioso, permetterà di essere costruito con costi notevolmente inferiori rispetto ad un pixel tradizionale.

Negli LCD un pixel è composto da tre subpixel, uno per ciascun colore primario della terna RGB, che si accendono simultaneamente a differente intensità per creare la sfumatura di colore desiderata. Ogni subpixel è controllato da un transistor indipendente, cosa che rende il circuito risultante assai complesso e quindi costoso.

Nei display a pixel telescopici invece, data la rapidità di cambiamento di stato dei singoli pixel, questi subpixel potrebbero essere sovrapposti e controllati da un unico circuito molto più semplice ed economico da realizzare.

In pratica un monitor costruito con pixel telescopici avrebbe un tempo di risposta di 0,625 ms contro i 2 ms del più veloce LCD in commercio.

Ma i pixel telescopici hanno anche il vantaggio, non indifferente, di essere molto più luminosi dei corrispettivi che troviamo sugli odierni LCD, lasciando passare il 36% della luce proveniente dalle lampade di retroilluminazione invece del 5-10% che siamo abituati ad osservare. I tecnici Microsoft non escludono la possibilità di arrivare fino al 50% con qualche modifica prima dell’effettiva messa in commercio.

Questo si traduce anche in un notevole risparmio energetico. Se pensiamo ad un notebook generico, con autonomia della batteria di 4 ore, se impiegasse questo tipo di display vedrebbe aumentare il tempo operativo di circa 45 minuti.

Dai test in laboratorio si nota come anche la resa cromatica sia effettivamente migliore di quella ottenuta con i pixel tradizionali, permettendo sfumature più intense e graduali.

Purtroppo esiste al momento una grossa pecca in questa tecnologia. Infatti si è visto come il contrasto, per ora, sia al massimo di un rapporto 20:1, valore troppo basso per un display commerciale adatto a qualsiasi utilizzo. Dalle simulazioni però, pare che sia possibile arrivare fino a 800:1, cosa che renderebbe ben più interessante questa soluzione.

La tecnologia dei pixel telescopici ha sicuramente delle ottime basi, resta da vedere se riuscirà ad imporsi sul mercato o sarà uno dei tanti progetti validi sulla carta ma che, per un motivo o per un altro, non sono mai arrivati ad essere prodotti su larga scala. Ultimamente di nuove soluzioni per i display se ne sono viste parecchie, alcune sono al nastro di partenza, come gli OLED, altre hanno definitivamente abbandonato la corsa, come i SED. Il nome Microsoft dietro a questo progetto gli conferisce certamente una marcia in più rispetto ai concorrenti, specie per quanto riguarda la supremazia in ambito informatico piuttosto che per l’intrattenimento domestico. Ancora è presto per fare pronostici a lunga scadenza, ma siamo abbastanza certi che sentiremo presto parlare nuovamente dei pixel telescopici di casa Microsoft.

Fonte: Technology Review

di Federico Piccirilli

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