Nuovi notebook da Toshiba: ma sono PC col cuore di una PS3

Gadget e Hi-Tech     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Toshiba ha presentato i nuovi modelli F50 e G50 della serie Qosmio. Rinnovati nell’estetica e nelle caratteristiche tecniche, hanno però suscitato molto scalpore per essere i primi PC dotati del processore SpursEngine 1000 (SE1000), basato sul ormai noto Cell Broadband Engine di cui è dotata la PlayStation 3.
Questa tecnologia è stata ribatezzata da Toshiba: Quad–Core HD Processor.



Il Cell è un chip multi-core sviluppato da un consorzio di cui fanno parte IBM, Sony e Toshiba per l’appunto. Mentre Sony lo ha utilizzato per la sua console di gioco, IBM li aveva sfruttati poco tempo fa in una nuova linea di server Blade denominata QS20. Ora Toshiba ha deciso di dire la sua, inserendo il chip nella sua ultima linea di notebook ad alte prestazioni.
I punti forti dello SpursEngine sono la capacità di codifica video in alta definizione, l’estrema velocità di decodifica di flussi video MPEG-2 e H.264, ma sicuramente quello che colpisce di più sono i 48 GigaFlops di potenza totale (12 GFlops per ognuno dei 4 core di cui è composto). Ognuno dei 4 core (a differenza degli 8 dell’originale Cell) ha una quantitativo di memoria integrata pari a 256 KB, ed il tutto è installato su un pcb in standard PCIe x1 o x4 con 128 MB di memoria XDR dedicata.

Quest’ultima lavorerà ad una frequenza di 1,6 GHz quasi uguale a quella del processore vero e proprio che invece sarà a 1,5 GHz; il tutto dovrebbe avere un consumo di circa 10-20 W, da sommare ovviamente a tutto quello del resto del PC.

SpursEngine quindi viene integrato come se fosse una normale GPU pur essendo invece un co-processore dedicato più che altro alle funzioni multimediali del PC. Ma le sue caratteristiche permettono anche piccole “chicche” come la Face Navigation: una specie di bookmark che si basa sulle espressioni facciali per segnare una particolare scena all’interno di un flusso video. Non molto utile ma sicuramente di grande effetto.

Per quanto riguarda invece le caratteristiche tecniche delle due soluzioni in cui sarà implementato questo sub-processore, il G50 sarà un notebook con schermo da 18,4”, con CPU Core 2 Duo, fino a 8 GB di RAM, due hard disk da 250 GB ciascuno, scheda video GeForce 9600M GT con 512 MB di DDR3.
L’F50 invece avrà un display di dimensioni più normali, da 15,4” ed una GPU GeForce 9700M GTS.

Entrambi saranno dotato di uscite HDMI e eSATA, nonché di impianto stereo targato Harman Kardon completo di subwoofer integrato!
Insomma due portatili (si passi il termine anche per il G50 che proprio “portatile” non si direbbe) con configurazioni di tutto rispetto e prestazioni presumibilmente al top, tuttavia ancora non è possibile sapere quanto sarà necessario sborsare per aggiudicarsi uno di questi due modelli, è certo che saranno commercializzati da Settembre in poi.

La scelta di dotarli di un’implementazione derivata dal Cell è di certo interessante, tuttavia non esente da problemi che potrebbero far riflettere. Innanzitutto è noto che convertire un’applicazione comune pensata per PC per essere utilizzata sugli SPE (i core vettoriali che formano il Cell) è tutt’altro che un’operazione semplice, tant’è che la versione Linux per PS3 ha visto un certo disinteresse da parte dei produttori o anche dei programmatori amatoriali, che non si sono avvicinati più di tanto alla nuova architettura. Se poi aggiungiamo il fatto che, seppur largamente diffusi oramai, neanche i sistemi Quad Core o quelli a 64 bit hanno ricevuto un largo consenso da parte dei progettisti di software, c’è da pensare al fatto che difficilmente se non sono stati adeguatamente supportati si riesca a fare di meglio con un’architettura “di nicchia” come il Cell.

Toshiba sembra però ottimista, contando di vendere 6 milioni di unità nell’arco di 3 anni, traguardo ambizioso senza dubbio, ma che forse non è impossibile da raggiungere se verrà fornito l’adeguato supporto a questa tecnologia.

Fonte: Cnet News e Toshiba

di Federico Piccirilli

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