Attacco dal cielo… arrivano le nuvole pubblicitarie

Gadget e Hi-Tech     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Quante volte guardando una nuvola abbiamo notato una somiglianza con qualche forma conosciuta? Da oggi questa potrebbe non essere più una coincidenza dato che, specie se assomiglia ad un logo pubblicitario, ci sarebbe la possibilità che sia stata realizzata apposta.



Flogos serve proprio a questo, grazie ad una miscela proprietaria a base di sapone che crea delle schiume piene di elio, si possono creare forme schiumose che si librano nell’aria ed, essendo più leggere di essa, salgono fino a 6.000 metri d’altezza, ma in condizioni di vento moderato possono percorrere anche 50 km senza disperdersi.

Flogos può creare nuove forme da lanciare ogni 15 secondi e la durata di ogni logo è variabile a seconda della miscela usata per crearlo, garantendo fino a circa un’ora di visibilità.

In pratica una pubblicità volante a basso costo, facilmente visibile da tutti e ecologicamente sicura ma, tolta la scocciatura di doversi sorbire la pubblicità anche laddove per il momento eravamo riusciti a risparmiarcela, è davvero un sistema utile come sembra?

Per ora le dimensioni dei logo sono limitate dai 24” ai 48”… ma chi lo vede un oggetto bianco semitrasparente grande come un televisore a 6.000 m? Se poi è una giornata nuvolosa sfido chiunque a distinguere un logo bianco su sfondo bianco, magari anche in condizioni luminose avverse.

Flogos dovrebbe essere disponibile a breve anche in una versione capace di sfornare forme di circa 2 m ma, i problemi non sarebbero del tutto aggirati e, a parte l’utilizzo in qualche manifestazione o area ben delimitata, difficilmente ci capiterà di alzare gli occhi al cielo e vederlo invaso di forme di ogni tipo appositamente create da macchine spara-pubblicità che vogliono riempire anche l’ultimo spazio libero rimasto. Fortuna per noi, sfortuna per le aziende (ma rimane da vedere se come probabile sarà una soluzione degna di investimento o solo l’ennesimo tentativo bizzarro di quello che si potrebbe definire “flying advertising”).

Fonte: OhGizmo!

di Federico Piccirilli

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