Uno sguardo al futuro: dopo gli LCD

Guide     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Ricordo che questa serie di articoli vuole essere solo una guida di base, per sua natura comprensibile da tutti (mi auguro) e non è volutamente a carattere tecnico, per chi fosse interessato ad approfondimenti rimando ai soliti siti specialistici o al classico wikipedia.

Abbiamo visto le novità in fatto di interfacce, vediamo adesso cosa ci riserva il futuro per i nostri monitor. Quale sarà la tecnologia che soppianterà gli LCD?

E’ presto per dirlo, ma già si stanno facendo avanti i primi candidati.
Il più promettente per ora sembra essere la tecnologia OLED (Organic Light-Emitting Diode).

OLED

Si basa su un tipo di led in cui la parte luminescente è composta da uno strato di materiale organico depositato poi su di un polimero (oppure organico – organico o polimero – polimero). Tralasciando il principio tecnico di funzionamento (per il quale a chi fosse interessato consiglio l’ormai classico wikipedia), vediamo in cosa consiste praticamente.

Il primo vantaggio rispetto agli LCD è quello che l’OLED non ha bisogno di illuminazione esterna, essendo in grado di emettere luce propria. Ci sarà quindi un evidente risparmio in termini di spazio e di efficienza energetica rispetto ai classici monitor a cristalli liquidi che invece usano lampade CCFL per la retroilluminazione del pannello (che agisce quindi come filtro polarizzante). Questo comporta anche una qualità dell’immagine migliore sia come gamma dei colori, sia come luminosità ma anche a livello di angolo di visione consentito. Anche riguardo il tempo di risposta il vantaggio è netto con prestazioni nell’ordine del centesimo di millisecondo. Infine garantiscono un’ottima leggibilità anche in condizione di forte luminosità.

La caratteristica più interessante è il fatto che gli OLED possono essere usati anche su superfici flessibili, ciò li rende in grado adattarsi anche alle superfici più impensabili come abiti, tessuti, carta ma si potrebbero rivestire anche intere pareti di una stanza! Inoltre il processo per l’applicazione degli OLED può essere fatto anche con una tecnologia simile a quella della comuni stampanti a getto d’inchiostro, metodo che oltre alla comodità porta anche notevoli risparmi dal punto di vista economico rispetto al processo di costruzione di un LCD.

Al momento sono presenti diversi sottotipi di OLED con caratteristiche differenti per adattarsi meglio ai diversi utilizzi, senza entrare nel dettaglio vediamone alcune:

PLED (Polymer LED): costo molto basso; sono stampabili.

SMOLED (Small Molecules OLED): non sono flessibili; alto costo produttivo; sono però i più diffusi.

FOLED (Flexible OLED): poco costosi; flessibili; resistenti; spessore e dimensioni ridotte.

PMOLED (Passive matrix OLED): facilità costruttiva; hanno bisogno di alimentazione esterna; indicati per display di piccole dimensioni.

AMOLED (Active matrix OLED): consumano meno; tempi di risposta bassissimi; indicati per monitor e tv.

TOLED (Transparent OLED): sono trasparenti; possono emettere luce da entrambi i lati.

PHOLED (PHosphorescent OLED): piuttosto costosi; grande qualità dell’immagine; alta efficienza energetica; impiego ottimale per schermi di grandi dimensioni.

Queste sono solo alcune delle tipologie di OLED attualmente presenti sul mercato, ma quelli che ci interessano di più, restando in un ambito “monitor”, sono gli AMOLED e i PHOLED.

Abbiamo visto i principali vantaggi che comporterebbe l’uso di questa tecnologia sui nostri monitor ma, come in tutte le cose, esistono anche lati negativi.

Prima di tutto, essendo basati su composti organici, gli OLED sono soggetti ad un deterioramento più veloce rispetto ad un pannello LCD (per ovviare al problema sono comunque già allo studio varie soluzioni), inoltre questo è in relazione al tipo di materiale impiegato; ad esempio un OLED blu dura 1/3 rispetto agli altri colori.
In secondo luogo, la maggior parte delle tecnologie OLED sono coperte da brevetto e questo potrebbe limitarne la diffusione almeno nel breve periodo.
In ultima istanza, sono molto sensibili all’acqua e se è vero che possono essere sigillati per evitare infiltrazioni, questo processo fa poi perdere le caratteristiche di flessibilità.

Oggi gli OLED sono già usati in piccoli dispositivi come lettori mp3, cellulari o fotocamere, ma le promesse per il futuro fanno ben sperare in un utilizzo prossimo anche in display di dimensioni più grandi.

SED

La tecnologia SED (Surface-conduction Electron-emitter Display) è stata presentata recentemente e, almeno sulla carta, ha ottime qualità che la potrebbero rendere un valido competitore del sistema OLED.

Con questo sistema ogni singolo pixel dello schermo è costituito da un tubo catodico in miniatura, quindi funziona come i vecchi CRT a fosfori luminosi illuminati da elettroni.
In parole povere, si uniscono i vantaggi dei vecchi CRT con quelli degli LCD e dei Plasma. Si avranno perciò miglioramenti sui livelli del nero, angolo di visione e resa cromatica generale, oltre che, a differenza degli OLED, un’aspettativa di vita del display piuttosto lunga. I tempi di risposta invece, saranno più alti rispetto a quelli promessi dal concorrente, ma siamo sempre nell’ordine dei decimi di millisecondo, quindi è comunque un certo passo avanti rispetto agli LCD. Il contrasto si dovrebbe attestare su valori di 100.000:1

Purtroppo però, anche se le caratteristiche sembrano buone, il costo produttivo di questa tecnologia è ancora molto alto e se si aggiunge che anche qui il tutto è coperto da brevetti detenuti da Canon e Toshiba, non ci si aspetta almeno nel breve periodo un lancio su larga scala dei SED. Recentemente Toshiba ha però annunciato il suo appoggio alla tecnologia OLED.

FED

Molto simili ai precedenti, i display FED (Field Emission Display), si caratterizzano per la presenza di nanotubi in carbonio, che fungono da emettitori di elettroni, posizionati dietro ad ogni fosforo dello schermo. Il vantaggio di questa soluzione rispetto alla precedente è che, anche se un quinto dei nanotubi cessasse di funzionare, data la loro ridondanza, non si verrebbero a creare pixel difettosi.
Anche se meno costosi dei SED e potenzialmente anche meno ingombranti in termini di componentistica, per adesso non è previsto nel breve periodo un lancio sul mercato.
Le cose si stanno però cominciando a muovere da quando Sony ha dichiarato di essere interessata alla tecnologia FED.

LASER TV

Questa è una tecnologia più semplice rispetto alle altre, si tratta di sostituire le vecchie retroilluminazioni dei proiettori con un laser tricromatico. In pratica lo schermo resta sempre un LCD ma dietro non ci saranno lampade ma un laser. La riduzione dei consumi di questa soluzione è del 75% e anche i costi sono pari alla metà, ma soprattutto i colori a schermo sono notevolmente migliori rispetto alla classica retroilluminazione a lampade.
Se tutto va bene questa tecnologia dovrebbe fare la sua comparsa sul mercato a breve, andando a sostituire le lampade UHP nei TV a proiezione diretta e a retroproiezione.

Che vinca il migliore! ….. marketing permettendo!

di Federico Piccirilli

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:
  • Nessun articolo correlato

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati