La calibrazione – Parte quarta – Profilazione

Guide     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Abbiamo calibrato il nostro monitor e adesso?

Per le impostazioni fatte da OSD, il monitor provvederà a salvarle come impostazioni di default (o, se ne è provvisto, in un profilo personale). Per quelle della scheda video (ad esempio la gamma, ma in alcuni monitor anche le regolazioni del bianco) verranno registrate nella LUT (lookup table) della stessa. Oggi esistono anche monitor che hanno una propria LUT a 12, 14 o 16bit (molto più ampia di quella della scheda video che è a 8bit) in grado di tenere impostazioni molto ampie per avere una massima resa nelle sfumature; certo parliamo di monitor professionali.

Lo svantaggio di registrare le impostazioni sulla scheda video rispetto che sul monitor è facilmente intuibile: la scheda avrà in uscita tre segnali (rosso, verde, blu) con un preciso range di coordinate, se andiamo ad esempio ad abbassare uno di questi valori, il risultato sarà che la quantità di colori ricevuti dal monitor diverrà inferiore rispetto a prima. Intervenendo nella LUT del monitor (se presente) non si porrà questo inconveniente, in quanto i colori disponibili saranno tutti quelli che la scheda grafica è in grado di erogare.

Per essere certi che queste impostazioni rimangano inalterate (il tubo/pannello del monitor però non rimane inalterato nel tempo!) andremo a salvarle con il software di profilazione in un profilo ICC (sotto windows possiamo vedere i nostri profili da Proprietà schermo – Impostazioni – Avanzate – Gestione Colore), che è un file contenente tutte le coordinate dei colori che abbiamo impostato. Ricordo che il profilo ICC è univoco per ogni singolo monitor, non può essere esportato su un altro sia pur lo stesso modello, in quanto è basato su quel tubo/pannello e su quelle condizioni di luce (questo discorso vale sopratutto se la calibrazione è stata fatta con un colorimetro). Una volta salvato il nostro profilo ci basterà metterlo di default tra quelli presenti nel nostro sistema operativo (cancellate quelli che non servono, creano solo confusione e si crea il rischio che, specie con Windows certe volte all’avvio venga caricato il profilo sbagliato) cosicchè verrà caricato automaticamente all’avvio del computer. Il profilo non è una volta per sempre, ma va ricontrollato ogni tanto (vedi parte terza) per adeguarlo all’invecchiamento del monitor, alle variate condizioni di luce, al cambiamento della scheda video, o addirittura a spostamenti anche piccoli del monitor in quanto specie il CRT è influenzato dall’orientamento rispetto al campo magnetico terrestre (personalmente di quest’ultima cosa non ne sono troppo convinto, o per lo meno può essere plausibile ma non credo che produca risultati apprezzabili ).

La maggior utilità del profilo ICC consiste nel poter poi raffrontare le impostazioni del monitor con quelle ad esempio di una stampante, per ottenere la maggior corrispondenza possibile tra i colori a video e quelli su carta.
Per creare e gestire i nostri profili ICC esistono numerose utility, da quelle professionali come ProfileMaker di X.Rite, a quelle gratuite. Ovviamente la scelta del programma di profilazione sarà fatta anche in base alle nostre esigenze e all’hardware che abbiamo a disposizione (non comprerete certo un programma da 2500€ per fare una calibrazione via software?).
E’ consigliabile infine controllare il profilo appena creato per vedere se effettivamente corrisponde a quanto ci eravamo prefissati in sede di calibrazione.

di Federico Piccirilli

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