Ancora dilemmi: prendo un LCD o un Plasma?

Monitor e Tecnologie Video     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Questa volta ci spostiamo dal solito discorso sui monitor e andiamo ad esaminare una diatriba esistente nel mondo della TV ad alta definizione. E’ meglio il Plasma o l’LCD?

Introduciamo brevemente la tecnologia dei Tv al Plasma per vedere come funzionano.
Si tratta di un pannello piatto al cui interno troviamo delle piccole celle di gas neon e xeno schiacciate tra due vetri. Fornendo corrente queste celle trasformano il gas in plasma che eccita i fosfori del pannello causando l’emissione di luce.

Abbiamo già parlato abbastanza delle caratteristiche degli schermi a cristalli liquidi e dei loro vantaggi/svantaggi. Vediamo quindi cosa offrono i loro parenti al Plasma in termini di prestazioni. Parleremo, come nella volta scorsa, in termini di vantaggi e svantaggi rispetto al concorrente.

LCD

VANTAGGI

- Disponibili anche in tagli più piccoli dei 32’’.
- Dot pitch minore.
- Migliore qualità nelle tonalità scure e nei grigi.
- Consumi ridotti.
- Immagine sempre stabile.
- Ampia scelta di modelli per tutte le esigenze.
- Sono più economici.

SVANTAGGI

- Qualità cromatica piuttosto scarsa a meno di non andare su pannelli molto costosi. Stesso discorso per il livello del nero, l’angolo di visione e il contrasto.
- Tempi di risposta più alti.
- Possibilità di pixel difettosi o problemi di retroilluminazione non omogenea.
- Non disponibili in tagli elevati al pari dei Plasma.

PLASMA

VANTAGGI

- Arrivano a dimensioni superiori.
- Contrasto e luminosità molto elevati.
- Livello del nero.
- Non hanno bisogno di retroilluminazione.
- Gamma cromatica molto ampia.
- Tempi di risposta pressoché istantanei.
- Ottimo angolo di visione.
- Difficilmente si riscontrano pixel difettosi.

SVANTAGGI

- Non esistono di piccole dimensioni, dato che non si può andare sotto un certo dot pitch.
- Dettagli non eccellenti sulle tonalità scure e conseguente perdita di qualità in ambienti troppo luminosi.
- Necessità di rimanere a distanze ragguardevoli dallo schermo per evitare affaticamento visivo causato dal leggero sfarfallio dell’immagine.
- Possibilità di fenomeni di burn-in (problema analogo a quanto accadeva sui CRT, si verifica quando viene lasciata sullo schermo un’immagine fissa per troppo tempo, questa si “stamperà” letteralmente sullo schermo in maniera definitiva!)
- Consumi molto elevati data l’alta tensione necessaria per creare il plasma.
- Aspettative di vita non elevate e soprattutto non uguali per tutti i componenti del pannello (il blu decade molto prima). Negli ultimi modelli questo problema è stato comunque in gran parte superato.

Analizziamoli adesso.
La prima cosa che colpisce è che i Plasma hanno un range di costruzione dai circa 32’’ fino anche a 150’’, questo perché, come dicevo pocanzi, questa tecnologia non permette di avere un dot pitch sotto i 0,5mm.
Se poi da una parte abbiamo un ottimo livello del nero (in quanto per ottenerlo basta spegnere i pixel al contrario degli LCD), dall’altra i Plasma soffrono un po’ in condizioni di forte luminosità e hanno difficoltà nella rappresentazione delle tonalità più scure.
Il fenomeno del burn-in, che potrebbe sembrare trascurabile, dipende molto dal tipo di utilizzo del TV in oggetto. Per un utilizzo domestico difficilmente si avrà la sfortuna di incappare in questo inconveniente, viceversa se l’applicazione fosse in ambito pubblico, dove magari deve rimanere acceso per lunghi periodi, non bisogna sottovalutarlo.
Pensiamo ad esempio al classico logo del canale sovraimpresso su una trasmissione. Quella è una parte dell’immagine perennemente statica e fissa su una posizione, a lungo andare, se visualizzassimo sempre lo stesso canale per lunghi periodi, il logo potrebbe finire per essere stampato irrimediabilmente sul display.
A differenza degli LCD, questi pannelli garantiscono però colori e qualità superiore non essendo vincolati a lampade che illuminano lo schermo. Il problema però nasce quando prendiamo in esame la distanza a cui dobbiamo tenerci per evitare affaticamento visivo. Mentre sugli LCD questo problema non si pone per quanto riguarda la stabilità dell’immagine, nei Plasma l’immagine soffre di un leggero “flickering” come sui TV a tubo catodico. Anche se in teoria il cervello non è in grado di distinguere refresh sopra gli 85hz, l’occhio invece nota le differenze di luminosità; questo porta al non accorgersi dello sfarfallio fino a quando non comincia a causare fenomeni di affaticamento visivo. E’ quindi consigliabile usare questi TV a distanze proporzionali alla grandezza del pannello.
In ultima analisi vediamo che i Plasma consumano di più rispetto ad un LCD, dato che qui le tensioni in gioco sono sensibilmente più alte.

Anche questa volta è difficile stabilire chi sia il vincitore tra i due. In genere si usa la regola che fino a circa 40’’ pollici conviene orientarsi su di un LCD (anche perché i Plasma non ci sono praticamente!) e superata tale barriera sui Plasma. Sembrerebbe un discorso piuttosto banale, dettato dalle limitazioni di dimensione dei Plasma, ma in effetti non si hanno tutti i torti.
Il Plasma è ancora la soluzione migliore per schermi di grande dimensione e per avere una buona fedeltà cromatica unita ad un ampio angolo di visione. Oltretutto gli LCD di grandi dimensioni sono difficili da produrre e hanno mostrato diversi problemi qualitativi all’atto pratico.
Il principale difetto dei Plasma, non in quanto tipo di tecnologia ma causato dalle dimensioni, rimane secondo me quello della sorgente a cui viene collegato. Mi spiego, date le ragguardevoli dimensioni del pannello, se viene usato con una sorgente di bassa qualità i difetti saranno macroscopici, cosa che puntualmente possiamo notare in molti centri commerciali, dove ci si trova davanti ad uno schermo da 50’’ con un’immagine composta di “quadratoni” grossi come noci. Il Plasma nasce proprio per permettere di usare l’Alta Definizione su grandi dimensioni, se lo colleghiamo a sorgenti scadenti, magari con connessioni altrettanto scarse, non facciamo altro che andare a peggiorare la qualità iniziale.

di Federico Piccirilli

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Un commento

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