L’iPhone 5 non ripeterà il successo dei suoi predecessori

Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

 

Apple non è più capace di dettare le tendenze nell’universo smartphone. La crisi nelle vendite dell’iPhone 5 ne è la prova, oltre ai diversi sondaggi che dimostrano gli utenti, specialmente i giovanissimi, più interessati a terminali di altre aziende, ritenuti più innovativi ed economici, aspetto quest’ultimo di particolare importanza in un momento di congiuntura economica globale.

Era il 28 settembre 2012, in tempi non sospetti, quando scrivevamo, tra lo sconcerto e la derisione di tanti utenti, che il nuovo melafonino non avrebbe ripetuto il successo dei suoi predecessori. In quel post, l’iPhone 5 veniva definito come «il più ruffiano e conformista degli smartphone»,  non presentando difatti nessuna innovazione, a parte una quinta fila di icone.

Mentre cercavamo di argomentare le nostre tesi, la stampa e gli analisti erano tutti convinti che il suo nuovo smartphone, Apple avrebbe realizzato cifre da record. Precisiamo, Apple realizzerà comunque cifre da record con l’iPhone 5, ma non quelle che ci si poteva aspettare. Le vendite non tirano, ed Apple ha dovuto ridimensionare gli ordini.

Qualcuno ritiene che il ridimensionamento sia dovuto ad un errore di calcolo nelle previsioni e che Apple abbia apportato semplicemente una correzione negli ordini, anche se questo non inficerà le vendite. Sarà vero o no, ciò che è certo è che qualcosa si è inceppato. Apple non è più l’azienda di Steve Jobs, quella capace di creare tendenze.

 

Iphone 5

L’iPhone 5 non ha presentato alcuna vera innovazione, a parte una quinta fila di icone…

 

Una recente indagine Forbes ha infatti rilevato che i prodotti della casa di Cupertino non sono più nella lista dei desideri dei giovanissimi. La nuova generazione preferisce infatti il Samsung Galaxy S3 all’iPhone, oppure il Surface di Microsoft all’iPad, ritenendo questi prodotti più innovativi o comunque più economici a parità di funzioni, tanto che girano video in cui ragazzini muniti dello smartphone sud coreano, più economico ed altrettanto valido, prendono in giro le persone che fanno ore di fila per ritirare un iPhone. Come dar loro torto?

Nel post di settembre 2012, dicevamo che Apple non aveva voluto rischiare con il nuovo iPhone, stirandone semplicemente lo schermo. Dentro c’era iOS 6, che doveva rappresentare un nuovo standard per gli OS mobili. Risultato, le mappe non funzionano, tanto che Apple deve scusarsi pubblicamente con gli utenti, salvo poi licenziare mezzo management dell’aera di sviluppo che si è occupata delle mappe. Google si affretta a rilasciare una nuova app per Maps. Appena l’app viene pubblicata sull’Apple Store, diventa l’app più scaricata su iOS 6.

Apple deve ingoiare così una doppia sconfitta, almeno per il momento. Da una parte, non è riuscita a rimpiazzare il servizio di mappe di Mountain View, cosa che si è ripercorsa sul titolo in borsa, facendo scendere il prezzo delle azioni dai 700 dollari di settembre 2012 ai meno di 600 del mese di ottobre 2012. Il valore delle azioni è sceso continuamente e, dopo la notizia del dimezzamento degli ordini per la produzione dell’iPhone, il titolo ha fatto un clamoroso tonfo, scendendo persino sotto la soglia psicologica di 500 dollari.

 

Google Maps

Non solo Apple non è riuscita a tenere Google fuori dal suo ecosistema,
ma Maps è diventata in pochi giorni l’app più scaricata dall’Apple Store,
facendo aumentare il valore delle azioni di Mountain View

 

Dall’altra, non solo Apple non è riuscita a tenere fuori Google dal suo ecosistema, con la defenestrata app di Maps rientrata dal portone principale, ma ciò si è ripercorso sul valore delle azioni di Mountain View che sono inevitabilmente salite di valore. Per Apple un doppio smacco.

Che cos’è cambiato rispetto al passato. Intanto è finita l’era del guru che poteva dettare le tendenze. Senza un personaggio carismatico come Steve Jobs, che può persino permettersi di salire sul palco delle keynote vestito da trasportatore di porto, decidere di imporre le proprie scelte a milioni di utenti non è una cosa semplice, tanto più quando ciò che si propone non è più un punto di riferimento…

Sì, perché l’iPhone non è più un punto di riferimento da molto tempo, ormai. Quando Apple presentò l’iPhone 4S, infatti, nell’autunno 2011, il terminale era già tecnologicamente indietro rispetto alla concorrenza o, quanto meno, non presentava nessuna vera innovazione. La cosa è talmente vera che Samsung, da sempre accusata di copiare Apple nella realizzazione dei suoi smartphone, con il Galaxy S3 compie una clamorosa svolta, allontanandosi chiaramente dal design minimalista dell’iPhone, in un certo senso rischiando.

 

Samsung Galaxy S3

Un sondaggio Forbes tra gli utenti statunitensi asserisce che i giovanissimi
ritengono il Galaxy S3 di Samsung più innovativo dell’iPhone,
oltre ad essere più economico del terminale di Apple.

 

Proprio in questi giorni Samsung ha annunciato il superamento della quota di 100 milioni di smartphone Galaxy S venduti, da quando è stato lanciato il primo modello, nel 2010. Il Galaxy S3 risulta già come il modello più venduto, avendo già superato le vendite del Galaxy SII, avendo venduto cioè oltre 43 milioni di unità

A questo successo va sommato quello ottenuto grazie alla scelta azzeccata di sviluppare il cosiddetto «phablet», ovvero il Galaxy Note, dispositivo che sta riscuotendo un enorme successo. Le proiezioni delle vendite attestano che la domanda degli utenti si sta spostando sempre più verso questo tipo di dispositivi, tanto che si è parlato, nelle ultime settimane, della volontà di Apple di sviluppare iPhone con diversi schermi, alcuni più grandi, altri più piccoli.

Apple si è trasformata nella sua nemesi. Da modello da inseguire è diventa lei stessa una inseguitrice. Lo dimostra anche la presunta volontà dell’azienda di voler lanciare il prossimo iPhone in colorazioni diverse, scegliendo così di imitare Nokia con i suoi Lumia. Sì, perché è terminato il tempo i cui si può pensare di obbligare gli utenti, soprattutto i più giovani, ai propri dettami in termini di gusto. Diciamoci la verità, il design dell’iPhone è ormai logoro. Lo è persino quello di iOS, che presenta sempre lo stesso sfondo spento, gli stessi colori smunti, le stesse icone.

 

Nokia Lumia 920

La scelta di Nokia di presentare i suoi Lumia in colorazioni differenti
sta ripagando l’azienda dei suoi sforzi, tanto che Apple starebbe per imitarla
nel lancio del prossimo iPhone i ben sei colorazioni diverse.

 

Il futuro appartiene ormai alla diversificazione. Lo ha capito Nokia, tanto è vero che l’azienda ha venduto nell’ultimo trimestre 2012 più terminali di quanto avesse previsto. Il grande rischio preso con i Lumia e con Windows Phone 8 sta cominciando a dare i suoi frutti, specialmente nella fascia più giovane dell’utenza, che trova i terminali Nokia e il Galaxy S3 più innovativi ed economici rispetto all’iPhone.

Apple può ancora rimediare alla fuga dei giovanissimi? Potenzialmente potrebbe, ma al momento sembra difficile crederlo. Come si dice in politica, è come chiedere alle persone che hanno affondato il Paese di porre rimedio ai problemi da loro creati. Ecco, per Apple il problema è il seguente: può l’attuale classe dirigente, che ha praticamente distrutto in qualche mese l’operato di anni, porre rimedio ai propri errori?

Con Ubuntu, Linux entra negli smartphone

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino 7 Commenti »

Con un evento pensato in grande, Canonical ha presentato la versione di Ubuntu per gli smartphone preannunciando il rilascio dei primi dispositivi basati sull’OS Open Source entro la fine del 2013 o, al massimo, l’inizio del 2014. Si tratta di un clamoroso ingresso a gamba tesa nell’universo mobile. Le potenzialità della piattaforma sono infatti enormi, soprattutto se si pensa ai terminali di fascia bassa (level-entry), in cui i costi produttivi sono determinanti.

Il fatto che la versione mobile si integri perfettamente con quelle realizzate per i tablet e i Pc Desktop, inoltre, fa sì che Ubuntu possa configurarsi come ecosistema ideale negli ambienti business, dove la convergenza delle applicazioni su vari dispositivi è un punto assolutamente necessario. Ubuntu è quindi paradossalmente interessante anche per i cosiddetti «superphones», ovvero gli smartphone dotati di processori multi-core e capaci di riprodurre l’esperienza desktop.

 

Ubuntu Homepage

Ubuntu è stato presentato in esecuzione su un Nexus Galaxy.
La foto mostra la schermata di benvenuto.

 

Canonical, la software house che produce la distro Linux Ubuntu,  sta lavorando su una versione per smartphone dell’OS che, a differenza di altri sistemi operativi, utilizza lo stesso software di base della sua controparte per desktop e smart-TV. I vertici di Canonical stimano di potere rilasciare i primi dispositivi basati sulla versione mobile di Ubuntu per la fine del 2013 o, al massimo, per l’inizio del 2014.

L’annuncia rientra nel piano di Canonical di fornire una piattaforma compatibile con tutti gli schermi: TV, tablet, laptop e smartphone. Come sostiene il fondatore di Ubuntu, Mark Shuttleworth, «La cosa che rende Ubuntu diverso, unico, è la sua vocazione alla convergenza». Shuttleworth aggiunge anche «Crediamo profondamente che telefoni, tablet, PC, televisori intelligenti, server, cloud e supercomputer possano eseguire una piattaforma comune».

 

Schermata principale di Ubuntu

La schermata principale ospita un elenco di applicazioni, chiamate, sms,
e-mail e un elenco delle  applicazioni recentemente usate.

 

Il sistema operativo che, ha detta di Shuttleworth, tratta le applicazioni native e quelle web con uguale «cittadinanza», viene si propone di raggiungere una ampia varietà di utenti. Per i produttori che vogliono puntare su dispositivi di fascia bassa, per i mercati emergenti o in via di sviluppo, Shuttleworth sostiene che la piattaforma offre un percorso a basso costo. Il fondatore di Canonical ha anche detto che il sistema operativo è semplice da usare, offrendo un’esperienza essenziale, risolvendo alcuni punti critici di Android, ritenuto a volte troppo complesso.

Shuttleworth ha dichiarato che la società ha scelto di lavorare deliberatamente con vecchio hardware per dimostrare i pochi requisiti di sistema richiesti da Ubuntu, nel caso i produttori vogliano intraprendere la strada dei dispositivi di fascia bassa. Ma Ubuntu si qualifica anche come sistema adatto ai dispositivi di fascia alta, i cosiddetti «superphones», dotati di processori muti-core e in grado di garantire una convergenza completa del desktop.

 

Funzioni Ubuntu

Scorrendo da sinistra a destra, viene visualizzato l’elenco delle applicazioni
recenti, mentre strisciando da destra a sinistra, torniamo all’applicazione precedente.

 

La scherma principale del sistema ospita più o meno quello che ci si aspetta di vedere: un elenco di applicazioni, chiamate, sms, e-mail, opzioni e un elenco dell’applicazioni recentemente usate. Shuttleworth ha dichiarato che la piattaforma offre un vantaggio, rispetto ad altri OS, in quanto non richiede l’installazione di una Java Virtual Machine (come Dalvik per Android). Ubuntu OS, inoltre, supporta sia i dispositivi ARM che gli x86-based.

Canonical ha implementato funzionalità su ogni lato dello schermo di Ubuntu, in maniera che scorrendo ciascun lato si possa eseguire un’azione. Ad esempio scorrendo da sinistra a destra, viene visualizzato l’elenco delle applicazioni recentemente, mentre strisciando da destra a sinistra, torniamo a ciò che stavamo facendo prima, funzione molto simile al modo in cui funzione il pulsante indietro su Windows Phone.

 

Ubuntu App

La piattaforma si differenzia da altri sistemi operativi mobili visualizzando
applicazioni che sono disponibili per il download, dal negozio, ma non ancora installate.

 

Facendo scorrere il dito verso il basso, viene visualizzata la lista di tutte le notifiche, con la possibilità di accedere rapidamente alle varie aree del telefono, come contatti, le chiamate, i messaggi ecc.. Scorrendo infine dal basso verso l’alto, viene visualizzato un elenco di opzioni per qualsiasi applicazione che viene aperta.

Mentre Ubuntu visualizza le applicazioni già installate, la piattaforma si differenzia da altri sistemi operativi mobili visualizzando applicazioni che sono disponibili per il download, dal negozio, ma non ancora installate.

 

Ubuntu Gallery

L’applicazione Galleria, nativa sul sistema operativo Ubuntu.

 

Grazie al patrimonio esistente sulla piattaforma Ubuntu, la società può realizzare rapidamente tutti i servizi che ruotano intorno ad una piattaforma mobile, come ad esempio i servizi in cloud e la l’app store. Tuttavia, Canonical dovrò necessariamente permette agli sviluppatori di creare applicazioni native per Ubuntu, per attrarne il maggior numero possibile sulla propria piattaforma.

Mentre Shuttleworth ha parlato di applicazioni web HTML5 e applicazioni native come «cittadini uguali» sulla piattaforma, ha anche detto che le applicazioni native rappresentano attualmente la strada maestra per ottenere migliori prestazioni su di un dispositivo.

 

Windows 8 RT: HTC torna ad essere della partita!

Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

In questo periodo natalizio, non sarà solo il bambinello Gesù a scendere dalle stelle. Anche il tablet di Microsoft, infatti, è destinato a scendere dall’olimpo, in cui la casa di Redmond aveva inutilmente cercato di porlo. La prospettiva per Surface è che finisca rapidamente dalle stelle alle stalle. Microsoft cerca quindi una nuova leva, nei suoi partner storici, come HTC, per risollevare le sorti del suo ecosistema.

Una settimana dopo l’annuncio che avrebbe ampliato la disponibilità dei nuovi tablet, all’interno dei propri punti di vendita e sul sito dell’azienda di Redmond, Microsoft ha diramato un comunicato stampa con cui annuncia che è possibile acquistare Surface RT sul sito e nei punti di vendita della catena Best Buy.

La casa di Redmond non ha ancora rilasciato cifre ufficiali sulla vendita del suo tablet, il cui prezzo parte da 499 dollari, ma gli analisti stimano che le vendite iniziali, il 26 ottobre, stiano state piuttosto scarse, colpa di una distribuzione limitata. Microsoft aveva parlato di una vendita iniziale di 4 milioni di esemplari, ma si tratta in realtà della quantità di tablet che la casa di Redmond ha ordinato ai suoi fornitori. Si apprende ora che Microsoft non ha intenzione di eseguire ulteriori ordinativi per il tablet. La missione, quindi, è di eliminare dal magazzino gli esemplari che non sono stati ancora venduti.

 

Surface su Best Buy

Microsoft ha deciso di vendere il suo tablet Surface RT nel sito
e nei punti vendita della catena Best Buy.

 

Le cose cambiano e Microsoft deve fare i conti con questa dura realtà. Così succede di apprendere che le sorti di Windows 8, e di conseguenza anche di Microsoft, tornano ad essere anche nelle mani dei partner storici, come HTC, ad esempio, inizialmente escluso dalla lista dei produttori ufficiali di smartphone basati su Windows RT.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Microsoft ha concesso ad HTC la produzione di un paio di nuovi tablet basati su Windows RT, il cui lancio è  previsto per il terzo trimestre del 2013.

La particolarità dei tablet di HTC non è tanto nel fatto che si presenteranno in due formati, uno da 7 pollici e l’altro da 12 pollici, ma soprattutto perché consentirà agli utenti di eseguire chiamate telefoniche. La versione da 7 pollici sarà il primo modello Windows RT a competere con il Kindle Fire di Amazon, con il Google Nexus 7 e con l’iPad Mini di Apple. I tablet HTC utilizzeranno presumibilmente chip dual-core Qualcomm, ma non ci sono specifiche precise in questo momento.

Il produttore taiwanese ha deciso di non produrre alcun tablet Windows 8 Pro, basati sui chip Intel. Ciò è essenzialmente dovuto all’eccessivo prezzo che tali dispositivi avrebbero (circa 1.000 dollari), ritenendo che le vendite non giustificherebbero l’impegno. La decisione, insieme al fatto che Microsoft abbia ammorbidito la propria posizione contro HTC, suggerisce il particolare momento di difficoltà che Microsoft sta vivendo, nel tentativo di diventare un importante attore nel mercato dei tablet.

 

Tablet HTC

La particolarità dei tablet HTC è che, oltre a disporre di un modello da 7 pollici,
permetteranno agli utenti di eseguire chiamata telefoniche.

 

Microsoft desidera avere più tablet Windows RT sul mercato. Ciò significa che deve allentare le pretese, fornendo a più partner la possibilità di produrre hardware. La relazione di Blomberg suggerisce anche la difficoltà della casa di Redmond nel trovare i partner che possano ampliare la gamma di tablet Windows 8, il cui prezzo è più elevato rispetto alla maggior parte dei prodotti concorrenti.

Altra testimonianza della volontà di Microsoft di ampliare la base di tablet Windows 8 è la recente notizia secondo cui Nokia potrebbe presto annunciare un suo tablet da 10 pollici con a bordo Windows RT.  Stando alle indiscrezioni di Digitimes, l’azienda finlandese avrebbe in cantiere un prodotto con SoC dual core Qualcomm non meglio specificato. Le altre caratteristiche tecniche sono tuttora ignote.

 

Tablet Nokia

Anche Nokia ha deciso che produrrà una sua versione di tablet basato su Windows RT.

 

La produzione iniziale, affidata a Compal, dovrebbe essere di 200mila unità. Il tablet potrebbe fare il suo debutto al prossimo Mobile World Congress, che si terrà a Barcellona a fine febbraio 2013. L’informazione è da prendere con le molle, dato che le voci circa un tablet Nokia si susseguono da almeno un anno e finora si sono rivelate inattendibili.

Ad ogni modo, si tratta di segnale che lasciano intendere l’attuale momento di difficoltà di Microsoft di vendere i propri tablet e, cosa ancora più grave, di espandere il nuovo ecosistema della cui riuscita dipendono le sorti della società.

 

 

Nokia e Microsoft puntano sul mercato cinese per salvarsi

Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

Nokia cerca di evitare il baratro attraverso un recente accordo con il più grande operatore telefonico della Cina, sperando così di risollevare le proprie sorti, insieme a quelle di Microsoft e del suo Windows Phone 8. Fino ad ora, l’accordo tra le due grandi aziende sembra non aver giovato a nessuna. Alla riuscita dell’operazione, infatti, è legata la sopravvivenza dell’azienda finlandese. Microsoft, invece, sta cercando di aumentare la massa critica di utenti WP8 cercando di spingere la sua piattaforma con gli altri produttori, tra i quali Samsung ed HTC.

La Cina è per Nokia un mercato chiave, nel quale l’azienda finlandese ripone le proprie speranze di sopravvivenza, almeno per il 2013, dato che l’emorragia finanziaria sembra essere inarrestabile. Nokia e Microsoft hanno investito molto sulla piattaforma Windows Phone, e la conquista del mercato cinese, al momento, sembra essere l’unica vera possibilità per Nokia di superare il difficile momento di crisi, mentre per Microsoft di vedere aumentare significativamente la massa critica di utenti Windows Phone.

All’inizio di questa settimana, Nokia ha stretto un accordo con China Mobile per offrire in esclusiva il Lumia 920T basato su Windows Phone 8. China Mobile può contare su oltre 700 milioni di abbonati, che costituiscono circa il 53% della popolazione.

 

Nokia Lumia in Cina

La Cina è per Nokia un mercato chiave, nel quale l’azienda finlandese
ripone le proprie speranze di sopravvivenza, almeno per il 2013.

 

Nel frattempo, Microsoft ha firmato un accordo con China Unicom per portare la sua piattaforma Windows Phone su tutta una serie di smartphone innovativi, così come riporta il China Daily. L’operatore conta circa 70 milioni di abbonati, quasi il 10% della base di abbonati di China Mobile. All’accordo hanno preso parte anche HTC, Samsung e Qualcomm, al fine di stimolare la crescita della piattaforma Windows Phone nella regione.

I due accordi sono distinti. Da una parte, della spinta di Microsoft in Cina non beneficia Nokia, mentre la spinta più coraggiosa di Nokia, in un segmento molto più ampio del mercato cinese, può risollevare le sorti sia di Nokia che quelle di Microsoft.

Nei due accordi si possono dedurre le volontà effettive delle due aziende. Microsoft non sembra essere interessata ad un accordo speciale con Nokia, tanto che sembrano assumere sempre maggiore consistenza le voci di uno smartphone marchiato Microsoft, un «Surface-Phone». L’azienda di Redmond sembra essere più interessata a spingere la propria piattaforma.

 

Nokia Lumia 920T per il mercato cinese

Nokia ha stretto un accordo con China Mobile per offrire
in esclusiva il Lumia 920T basato su Windows Phone 8.

 

L’accordo di Nokia con China Mobile, il  più grande network del paese asiatico, per vendere la sua gamma di smartphone Lumia, non sorprende considerando che le vendite di Nokia in Cina, nel secondo trimestre 2012 sono calate del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite sono ulteriormente peggiorate del 49% nel terzo trimestre. Su base annua, ci significa un calo delle vendite del 78%.

Per quanto riguarda Windows Phone, la piattaforma Microsoft, che ha ricevuto recensioni entusiastiche, si candida come concorrente forte per il periodo delle festività natalizie. Il problema per l’azienda di Redmond è di convincere i consumatori che uno smartphone WP8 sia il dispositivo giusto per essi. Apple sta guadagnando quote nel mercato nord americano ed in Europa, con il mercato cinese come prossimo obiettivo. Nel frattempo, i telefonini Android stanno godendo di un trend positivo in tutto il mondo.

La Cina è un mercato in crescita per il settore degli smartphone e dei tablet, e non solo perché ha la più grande popolazione del mondo. Il Paese non offre ancora la connettività 4G (le licenze dovrebbero essere rilasciate nel 2013)  e la rete 3G in Cina è ancora in fase do sviluppo. Gli operatori stanno ancora lavorando sulla possibilità di ottenere una maggiore velocità per gli utenti finali.

 

vendite Nokia

Il calo nelle vendite di Nokia, negli ultimi due trimestre, si traduce per Nokia in una perdita
del 78%, su base annua, nel mercato cinese.

 

Nokia sta lavorando per aumentare la propria quota nei mercati emergenti, non solo la Cina. Altre aree asiatiche potranno essere la chiave di volta per l’azienda finlandese, come l’Indonesia, che può contare su di una popolazione di 240 milioni di abitanti. Per affrontare questi mercati, Nokia ripone le proprie speranze sul Lumia 620, l’entry level WP8 con un prezzo di 249 dollari, senza contratto, che sarà lanciato prima in Asia e poi lentamente in Medio Oriente ed in Europa.

Il percorso di Microsoft è leggermente diverso. A differenza di Nokia, non deve salvare la società, ma deve piuttosto salvare la piattaforma sulla quale ha investito tanto tempo e denaro, ottenendo tra l’altro buoni risultati anche grazie al lavoro svolto da Nokia.

La piattaforma di Microsoft detiene attualmente il 3,2% del mercato statunitense, con un calo rispetto al trimestre precedente.

 

dati comScore

La piattaforma Windows Phone si attesta al 3,2% del mercato statunitense, in calo
dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

 

Nokia sta cadendo, trascinando con se Windows Phone. I due player non sono direttamente collegati, ma gli investimenti di Microsoft in Nokia non hanno sortito gli effetti che il gigante del software aveva sperato. Se le due aziende restano insieme, la strategia potrebbe ancora funzionare. L’accordo di Nokia può dare una spinta alla piattaforma Microsoft, attualmente in difficoltà.

Microsoft, alleandosi con partner rivali di Nokia, come HTC e Samsung, cerca di spingere la piattaforma ad un pubblico più vasto di quello che Nokia può offrire. Per Nokia, però, quella cinese potrebbe essere l’ultima carta prima che l’azienda possa pericolosamente avvicinarsi al fallimento.

 

Perché Microsoft rischia un clamoroso effetto domino?

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino 1 Commento »

Che le vendite di Pc siano in declino è un fatto che non appartiene più alle previsioni e che potrebbe trascinare con sé il nuovo sistema operativo di Microsoft, Windows 8, il cui successo è ancora fortemente connesso al mondo degli ambienti desktop, anche se la casa di Redmond stia facendo il possibile per mutare questa condizione, in particolare spingendo sulle vendite dei suoi tablet Surface RT. Purtroppo per Microsoft, si prefigura la possibilità di un effetto domino che potrebbe mettere a rischi il resto delle attività del gigante di Redmond.

 

Steve Ballmer

Con le vendite di Windows 8 che non decollano e con quelle dei Pc in declino,
chissà se Steve Ballmer continuerà a sorridere?

 

L’intero business di Microsoft si basa sulle vendite di Pc, e le vendite di Pc a livello globale stanno diminuendo, tanto che nei prossimi trimestri potrebbe verificarsi un effetto a catena sulle attività dell’azienda di Redmond. Meno vendite di Pc significato minor numero di licenze Windows, che a loro volta potrebbe portare a un ridimensionamento dei server aziendali offerti dalla società.

Microsoft ha compreso che il mondo dei Pc sta cambiando e sta cercando di spostare il suo business su nuovi settori. Lo ha fatto già con l’offerta di un proprio tablet, destinato all’era del Post-PC, disponibile in due versione, Surface RT e Surface Pro. Lo ha fatto anche con l’offerta di un sistema operativo post-PC, Windows 8, in grado di coprire una più vasta gamma di dispositivi.

 

Windows 8

Windows 8 è un sistema post-Pc in grado di funzionare su una più ampia gamma
di dispositivi. Microsoft spera con esso di recuperare il gap sul mercato mobile.

 

Microsoft sta cercando, ma qualcosa non funziona… La piattaforma si sta pian piano sgretolando, l’ecosistema non viene valorizzato. La preoccupazione è che il calo delle vendite di PC possa colpire altre aree business di Microsoft. Le vendite di PC colpiscono le vendite delle licenze di Windows che, a loro volta, colpiscono le vendite di Office e dei software di fascia server.

La società di ricerca NPD ha dichiarato che nelle prime quattro tre settimane successive al lancio di Windows 8, le vendite di Pc dotati di OS Microsoft sono scese del 21% rispetto all’anno precedente. Le vendite di Pc desktop sono scese del 9%, mentre quelle di notebook sono calate del 24%.

Qualcuno osserva che ciò potrebbe essere solo il ripetersi della storia. Microsoft ha infatti venduto più versioni stand-alone di Windows 7 nella prima settimana dal lancio, ma le vendite di Pc basati su Windows 7 sono stati inferiori a quelle di Pc basati su Vista.

 

Surface

Nonostante le buone vendite iniziali, Surface non ha ancora avuto il successo tanto
sperato da Microsoft. L’azienda confida però nella versione Pro in uscita a Gennaio 2013.

 

Nel complesso, sono state vendute oltre 40 milioni di licenze di Windows 8, attestandosi ad un valore maggiore rispetto a quanto accaduto con le vendite di Windows 7 nel primo mese. StatCounter afferma che ciò si nell’1,31% di quota del mercato, mentre Net Applications ritiene che Windows 8 sia installato sullo 0,45% di tutti i nuovi computer, nel primo mese, il doppio di quanto accaduto con Vista, ma dietro le vendite di Windows 7 (4,93%).

Il vero problema, però, è che le vendite di iPad e dei tablet Android stanno assorbendo quasi l’intero mercato BYOD (Bring Your Own Device). Il mercato mobile, infatti, non mostra segni di cedimenti, mentre le vendite di Pc sono scese di quasi il 10% in tutto il mondo, su base annua, questo nonostante la crisi che ha sicuramente ridotto i consumi. Ne consegue che c’è stato uno spostamento dei consumi dai PC tradizionali ai dispositivi portatili (tablet e smartphone).

IDC stima che nel mercato degli smartphone, la quota BlackBerry si riverserà nell’iPhone e nei dispositivi Android. Entro il 2016, iPhone e iPad, insieme a dispositivi Android, domineranno l’intera scena. Apple ha venduto 14 milioni di iPad nell’ultimo trimestre, e ha venduto 4.9 milioni di Mac. In totale, fanno circa 19 milioni di dispositivi. In confronto, Lenovo ha venduto 13,7 milioni di unità, con un incremento del 10% su base annua, ma il resto del mercato dei PC ha subito cali.

 

Apple iPad

Apple ha venduto 14 milioni di iPad nell’ultimo trimestre, e ha venduto
4.9 milioni di Mac. In totale, fanno circa 19 milioni di dispositivi.

 

Microsoft spera di vendere da 3 a 5 milioni di tablet Surface nell’ultimo trimestre. È chiaro che le vendite di Surface possono permettere a Microsoft il recupero di quote del suo sistema operativo, ma non possono certamente colmare il vuoto lasciato dal crollo delle vendite di  Pc.

Per Microsoft, però, i problemi non finiscono qui. Anche se è ancora presto tirare conclusioni per Windows 8, è chiaro che si percepisce una disaffezione degli sviluppatori nei confronti della piattaforma di Redmond. Gli sviluppatori stanno iniziando a rivolgersi ad altri mercati, Apple in prima linea. La piattaforma app di Microsoft non è certo un focolaio di attività. Un recente aggiornamento suggerisce che sullo Store di Windows ci siano poco più di 20.600 applicazioni. Microsoft, inoltre, non detiene più l’ecosistema di sviluppatori di un tempo.

Molti sviluppatori stanno valutando la possibilità di convertire le proprie applicazioni per iPad, considerata la piattaforma di «migliore» (o quanto meno la più popolare), con tutti i problemi del caso. Il rapporto di fedeltà tra gli sviluppatori Microsoft e l’azienda si sta logorando. Il fatto è che la stragrande maggioranza del software Windows è privato e al di fuori dell’ecosistema App Store.

 

Windows Store

Purtroppo per Microsoft, la stragrande maggioranza del software Windows
è privato e al di fuori dell’ecosistema App Store creato per Windows 8.

 

Le piattaforme Microsoft e Research in Motion sono state tagliate fuori dagli sviluppatori hobbisti, maggiormente concentrati sugli ecosistemi iPad e Android. I professionisti e le imprese hanno bisogno di monetizzare, concentrando i propri sforzi laddove ne valga la pena. Attualmente, i soldi girano sul mercato iPad e Android. Windows 8 e BlackBerry 10 sono probabilmente tagliati fuori.

Altro grande problema di Microsoft è il compagno ‘perfetto’ di Windows 8 e dei tablet Surface, ovvero la piattaforma Windows Phone. Se Windows Phone ha effettivamente spento, sarà probabilmente più per caso che altro. Fino a quando Surface non avrà raggiunto una certa quota, è difficile ipotizzare che le vendite di tablet e smartphone Windows possano influenzarsi vicendevolmente. Gli analisti si aspettano che ciò possa accadere nei i prossimi anni.

Nel frattempo, gli ultimi dati di comScore danno il sistema operativo mobile di Microsoft al 3,2%, in discese su base mensile, nel mercato statunitense. Nonostante la collaborazione di Microsoft con Nokia, con gli smartphone Lumia, Microsoft non riesce ancora ad invertire il declino nel mercato smartphone.

 

Nokia Lumia 920

Nonostante la collaborazione di Microsoft con Nokia, con gli smartphone Lumia,
Microsoft non riesce ancora ad invertire il declino nel mercato smartphone.

 

Considerando le scarse vendite di dispositivi Lumia, l’unica speranza di Microsoft di rilanciare la sua divisione smartphone è di produrre uno proprio dispositivo o confidare nelle vendite di un player come Samsung, che ha spinto in alto le vendite di dispositivi Android.

Infine, le scarse vendite di Pc, e quindi di sistemi operativi Windows, finirà per incidere anche sulle vendite dei Office. A meno che Microsoft possa continuare a sperare nei servizi cloud-based, che offrono la condivisione di documenti e la collaborazione in cloud, come succede con Office 365.

Microsoft ricava la maggior parte delle sue entrate dai server e dal software aziendale, essendo in grado di garantire un flusso costante di entrate con contratti di business a lungo termine di business e con la vendita delle licenze. Se le vendite di Windows e Office si riducono, in favore di hardware e sistemi operativi rivali, ciò non potrà non incidere anche sulle tecnologie back-end di Microsoft.

 

Office 365

Con le vendite software in calo, l’unica speranza per Microsoft
è riposta nei servizi in cloud, come Office 365.

 

La divisione Microsoft Server and Tools ha prodotto 4,5 miliardi di fatturato nel primo trimestre della società, mentre 5,5 miliardi dollari sono stati fatturati della divisione Business. I server e gli strumenti aziendali sono al centro di business di Microsoft, ma senza PC Windows ad operare, le vendite di software di back-end e business potrebbero diminuire, contribuendo allo sgretolarsi dell’intero castello Microsoft.

 

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