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| Pubblicato il: 10.06.2010 | A cura di: Pasquale Lorusso |
Il cammino per un uso corretto delle reti sociali passa per un percorso obbligato: acquisire la consapevolezza del mezzo. I social network sono uno dei motivi che spingono gli utenti ad un uso sempre più intenso del Web, per la naturale propensione alle relazioni sociali che così è possibile coltivare anche a casa, oltre che di persona. I problemi nascono quando non riusciamo a comprendere qual è il bacino di utenti che legge i nostri messaggi o le informazioni personali che pubblichiamo.
Facebook, vicino a quota 500 milioni di iscritti, è da tempo sotto osservazione per le sue privacy policy e per le impostazioni, con l’accusa frequente di non consentire agli utenti una corretta gestione dei propri dati. La richiesta di un adeguato controllo della privacy non è per nulla irragionevole, ma è l’immediata estensione sul Web di ciò che quotidianamente già facciamo, dando agli altri tante meno informazioni personali quanto meno ci fidiamo di loro. Per farci un’idea di quanti messaggi sono condivisi pubblicamente, spesso senza una reale consapevolezza, basta scegliere una chiave di ricerca e digitarla su Openbook, sito ideato da tre ingegneri di San Francisco, che consente di cercare fra i messaggi pubblici del social network di Zuckerberg. A partire dai suggerimenti proposti nella homepage, scoprirete che potete accedere, anche senza login, ad una lunga lista di messaggi pubblici, con contenuti che spesso sarebbe meglio mantenere riservati.
