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| Pubblicato il: 10.05.2008 | A cura di: Alessandro Crea |
La grande innovazione che sta alla base di Current, oltre alla più ovvia di aver unito web e TV, è chiamata dai suoi fondatori VC2 (Viewer Created Content), ossia video creati dalla comunità, che è poi la parte di contenuti ideata, prodotta, realizzata e scelta dal pubblico, che costituisce il 100% del sito web e il 30% del palinsesto televisivo.
L’obiettivo dichiarato di Gore è dunque quello di rompere le barriere di accesso all’informazione. Attualmente il problema è che i media non sono "trasparenti". L’accesso all’evento al centro della notizia, infatti, è irrimediabilmente mediato e non verificabile in alcun modo. Giornali e TV sono gli unici accessi alla realtà, ma come essi costruiscano le notizie, secondo quali principi, rispondendo a quali poteri, a quali interessi e con che scopi è totalmente impossibile da sapere per lo spettatore, così come non è possibile conoscere il processo produttivo che porta alla notizia finale.
Secondo Gore invece Internet ha ridato potere all’individuo e ora, ancor di più, Current pone il soggetto al centro dell’informazione. L’evoluzione dei media avanza così di pari passo con l’evoluzione della democrazia per l’ex Vice Presidente. Indubbiamente Current ha tutta una serie di vantaggi rispetto al modo tradizionale di fare informazione: l’accessibilità alla notizia, la verificabilità delle fonti e la possibilità di conoscere, controllare e analizzare attraverso il dialogo e il confronto, l’intero processo di costruzione dell’informazione.
A chi, infatti, durante la presentazione, ha chiesto quali siano le garanzie sulla veridicità delle notizie, Gore ha risposto che il filtro sociale funziona molto meglio, in termini di verifica dei fatti, di un singolo redattore e chi si muove e vive nelle community del web sa bene che questo è indubbiamente vero.
I concetti cardine sono discorsività e media diffuso. Il fatto che su un unico argomento possano essere prodotti un numero virtualmente infinito di pod garantisce, infatti, la proliferazione dei punti di vista, contro il punto di vista unico offerto dai tradizionali mezzi d’informazione, cartacei o televisivi, garantendo quindi una parzialità d’informazione molto minore, poichè la stessa realtà sarà descritta attraverso visioni differenti ed anche antitetiche, ma che di fatto arricchiscono la comprensione dell’argomento, aggiungendo sfumature e argomentazioni pro e contro, che aiutano ad approfondire ogni spetto della questione, aumentando nelle persone la consapevolezza del fatto che ogni evento è multisfaccettato e complesso e non monodimensionale, come si è portati a percepire dalla TV o dai giornali.
La discorsività poi aiuta ad aumentare il controllo della veridicità delle fonti e dei fatti presentati. Mentre, infatti, come dicevamo i media tradizionali sono unidirezionali, mettendo lo spettatore in posizione di fruitore completamente passivo, Current, per sua natura, è bidirezionale: la community si confronta e discute ogni singolo pod. E’proprio da questa discorsività, da questo continuo sottoporre gli argomenti a un dialogo critico, che la verità può meglio e più sicuramente emergere rispetto al modo di lavorare dell’informazione tradizionale.
Se è vero che c’è il rischio che l’ideologia esca dalla porta e rientri dalla finestra, poichè ogni individuo ha comunque un suo punto di vista "ideologico", è altrettanto vero che il dialogo e il confronto tra punti di vista permette di metterne in evidenza proprio la loro parzialità, rendendola visibile e quindi meno pericolosa, infine permette di controllare l’intero processo di creazione della notizia.
Non bisogna però accettare tutto ciò senza problematizzarlo. Chi vive quotidianamente il web sa che le cose sono più complesse di così. Troppo spesso le discussioni nei blog e in generale in qualsiasi community on line -a prescindere dall’argomento trattato- siano superficiali e non propongano altro che moduli d’idee preconfezionate dalla cultura di massa e dai media tradizionali. Il web quindi a volte più che innovatore mezzo critico di analisi non è altro che amplificatore e diffusore dei peggiori luoghi comuni, che qui assumono però dignità, divenendo troppo spesso opinione accettata e diffusa.
Nell’era di internet inoltre si sta perdendo sempre più il sapere verticale a favore di quello orizzontale. Se è un bene, per quanto detto prima, che la gerarchia di potere e quindi la verticalità, sia assente dal web, garantendo una maggiore democraticità dell’informazione è altrettanto vero che si perde, con essa, anche la possibilità di un controllo qualitativo della conoscenza e del sapere.
Internet, infatti, portando appunto la conoscenza su un livello orizzontale e diffuso, elimina, di fatto, anche la possibilità di discernere tra chi ha più conoscenze per parlare e chi meno, tra chi ha un percorso formativo e chi no, eliminando qualsiasi distinzione di grado e validità tra affermazione e affermazione.
Questi aspetti sono tuttora i due più grandi nemici, non solo di Current, ma in generale di Internet come media. Tuttavia, siccome ogni fenomeno culturale è un processo, ossia qualcosa in fieri, che muta ed evolve, non possono essere dati giudizi definitivi, ma bisogna continuare a osservare. Certo è che, nel bene e nel male, Internet e Current come sua attuale espressione più matura e compiuta, hanno messo i semi per grandi progressi nel mondo dell’informazione e della condivisione del sapere e anche i limiti di cui sopra sono alla fine da proporre al dialogo critico, senza condannarli o accettarli in maniera passiva, ma analizzandone di volta in volta l’evoluzione.

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