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| Pubblicato il: 22.05.2009 | A cura di: Francesco Fortino |
Una volta collegato il TS-219 alla rete o al computer, sarà sufficiente inserire il CD di installazione per veder partire la procedura guidata. Il processo è veloce e, al termine, sarà possibile installare le applicazioni QNAP addizionali, come QGet e NetBak Replicator, sostanzialmente delle repliche client di funzioni già gestibili dall’interfaccia web del NAS.

Durante l’installazione, dove si scelgono anche nome utente e password dell’administrator, il wizard si occuperà anche della configurazione dei dischi così da avere l’unità subito pronta a funzionare. Per impostare la modalità RAID adatta alle proprie esigenze basterà spuntare la voce relativa quando richiesto.

Il primo contatto con l’interfaccia grafica propria della serie Turbo NAS è sicuramente d’impatto e anche un po’ spiazzante: dopo aver rilevato l’unità di rete con l’utility QFinder, inserito nome utente e password, la prima schermata ricorda più quella di un mediacenter o di un HTPC che quella di un NAS.
L’idea è quella di rendere più rassicurante i menù anche per chi non ha una certa dimestichezza con dispositivi del genere e, spesso, non pone la dovuta attenzione alla configurazione ancor prima di leggere o informarsi, anche per via dell’austera tecnicità delle interfacce comunemente utilizzate che trovano successo unicamente fra gli addetti ai lavori. In altre parole, trattandosi di dispositivi che stanno trovando posto anche in ambiente domestico, è sottintesa la necessità di realizzare interfacce più user-friendly di quanto fatto finora.