Cybercrime: L’Italia tra le vittime preferite


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Pubblicato il: 04.04.2008  A cura di:  Enzo Esposito 

Covegno Assintel - Valutazioni

Nei giorni scorsi si è tenuto a Milano un convegno Assintel, al quale hanno preso parte la Guardia di Finanza, l’ICAA, l’Università di Milano e Save the Children per dibattere sul tema “Crimini informatici: dal phishing alla pedo pornografia tutte le insidie per gli utenti di internet”.

Assintel è l’associazione nazionale di riferimento delle imprese ICT della Confcommercio. Rappresenta le imprese associate presso autorità, enti ed istituzioni nazionali ed internazionali, ne tutela gli interessi e si fa portavoce delle esigenze delle diverse tipologie di aziende che operano nel mercato dell’information and communication technology.

Cybercrime: L’Italia tra le vittime preferite

I dati emersi dal convegno sono piuttosto allarmanti, si parla di 18.616 PC infettati ogni giorno in tutta Europa, con una crescita annua del 23%. La situazione dal punto di vista dell’Italia è da considerarsi ancora più allarmante in virtù del fatto che tra le prime quattro città europee più colpite da virus troviamo Roma e Milano, rispettivamente al 3° e 4° posto, il primato spetta invece a Madrid.

Cybercrime: L’Italia tra le vittime preferite

Come spiega il presidente della Assintel Giogio Rapari, l’espansione delle nuove tecnologie e della web-society ha portato con se un costante incremento delle attività criminose basate sul web tanto che parole come phishing, defacing, virus, malware e spamming, per citarne alcune, sono entrate ormai a far parte del linguaggio comune.


Ma qual’è l’elemento caratterizzante che rende il cybercrime ancora più complesso e quindi difficile da combattere? Secondo quanto affermato dal presidente di ICAA (International Crime Analysis Association), Marco Strano, si potrebbe parlare di virtualizzazione del rapporto e quindi di tecnomediazione, in quanto la relazione non è più direttamente fisica ma mediata dallo strumento informatico; il processo di conseguenza assume carattere sovranazionale, con evidenti problemi di coordinamento tra le magistrature e le differenti normative adottate da ogni Paese.



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