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| Pubblicato il: 31.03.2010 | A cura di: Michele Paolino |
La paravirtualizzazione è il punto di forza della tecnologie che stanno alla base di XEN. Questa modalità di virtualizzazione è in assoluto quella che consente migliori prestazioni. In questo caso è possibile virtualizzare però solo sistemi operativi modificati opportunamente per essere eseguiti sopra uno specifico hypervisor. Una di queste modifiche può essere, ad esempio, la creazione di una zona di memoria condivisa tra macchina paravirtualizzata e Dom0, utile a velocizzare operazioni di scambio di dati. Dover modificare il sistema operativo ospite significa spesso avere la possibilità di paravirtualizzare solo sistemi operativi opensource.
Una macchina paravirtualizzata è consapevole di non poter accedere direttamente all’hardware. È proprio questo il vantaggio di questo tipo di soluzione.

Per definizione quando l’hardware virtuale esposto dall’hypervisor al sistema operativo ospite non è identico a quello della macchina fisica, si è in presenza di paravirtualizzazione. Le soluzioni paravirtualizzate hanno in genere una macchina virtuale o una console che ha il compito di comunicare con l’hypervisor e con le altre macchine virtuali.