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| Pubblicato il: 12.12.2008 | A cura di: Alessandro Crea |
Nella versione 2008, Diskeeper aveva introdotto una serie di funzionalità nuove e interessanti che ne hanno rivoluzionato le prestazioni e l’immagine presso gli utenti, rinnovandone l’interesse. E’ normale quindi ritrovarle nella nuova versione anche se, a onor del vero, sostanzialmente immutate, con l’unica eccezione dell’aggiunta di HyperFast, che vedremo a breve.
Anzitutto ritroviamo I-FAAST 2.0, evoluzione di I-FAAST introdotto nella release del 2007. Si tratta di un tool in grado di aumentare la velocità d’accesso ai file in modo intelligente, spostando a inizio disco quelli che sono consultati più di frequente e ponendoli in sequenza in modo che i singoli blocchi di dati attinenti a ciascun programma siano tra loro contigui e omogenei. Ricordiamo però che I-FAAST 2.0 non può essere utilizzato eseguendo la semplice deframmentazione manuale, ma può essere attivato soltanto contestualmente all’abilitazione delle scansioni e deframmentazioni automatiche.
Tramite invece la funzione Boot Time Defragmentation, Diskeeper è in grado di risistemare rapidamente durante l’avvio tutti quei file, solitamente molto importanti per le prestazioni del sistema, su cui però è impossibile intervenire normalmente, in quanto in uso da parte dell’OS.
InvisiTask invece è il nome della tecnologia che permette, già a partire da Diskeeper 2008, di programmare l’esecuzione silenziosa del programma, che girerà in background, deframmentando anche mentre il sistema è in uso, senza inficiarne le prestazioni. Frag Shield infine è una funzione che permette di monitorare lo stato di frammentazione dei file che compongono la MFT (Master File Table) ed il file di paging, così da intervenire eventualmente per deframmentarli, contribuendo quindi a garantire prestazioni migliori.
Come già detto Diskeeper 2009 può essere utilizzato sia in manuale che in automatico e le funzioni appena viste sono disponibili solo se configurato nella seconda maniera. In manuale restano tuttavia presenti le normali funzioni di deframmentazione. Dalle impostazioni si può scegliere inoltre se abilitare anche un motore speciale, espressamente sviluppato per Vista, che permette anche di deframmentare i volumi in cui sono presenti le Shadow Copy o copie di backup di file e cartelle, che Vista crea come punti di ripristino.

L’unica vera novità di quest’anno si chiama HyperFast e riguarda la gestione di eventuali hard disk SSD presenti nel sistema. Della diffusione che sta avendo questa nuova tecnologia destinata allo storage ne abbiamo parlato poco tempo fa. Anche se i prezzi sono in calo essi sono, per il momento, ancora piuttosto elevati per il più vasto pubblico consumer, per cui si stanno diffondendo maggiormente in ambito server. Non stupisce quindi che Diskeeper, per mantenersi al passo e offrire sempre funzionalità all’altezza delle nuove esigenze che il mercato pone, abbia inserito questa funzione nei suoi prodotti. Ricordiamo comunque che HyperFast è disponibile a scelta e non è una tecnologia integrata di default in alcuna delle versioni di Diskeeper 2009.

Secondo i tecnici dell’azienda, gli attuali sistemi operativi sono dotati di file system non espressamente sviluppati per gestire la tecnologia NAND Flash su cui sono basati i solid state disk e questo crea un problema prestazionale, dovuto a un non perfetto sfruttamento delle caratteristiche di tali dischi. In special modo esso è identificato nella perdita di velocità in scrittura, man mano che lo spazio libero disponibile su disco si frammenta. La presenza di spazi liberi di piccole dimensioni porterebbe infatti a scrivere i file in piccoli frammenti per occupare quegli spazi, portando a una degradazione delle performance in scrittura di oltre l’80%.

La tecnologia HyperFast è in grado di rilevare automaticamente la presenza di unità SSD nel sistema e di monitorarle costantemente, assicurandosi che lo spazio libero non sia mai eccessivamente frammentato, garantendo in questo modo una protezione efficace contro il decadimento delle prestazioni appena descritto.
Da notare infine un’altra caratteristica estremamente interessante di Diskeeper, già presente anche nella versione 2008, ossia la capacità di portare a termine una deframmentazione anche se nel volume è disponibile solo l’1 o il 2% di spazio libero, una caratteristica molto importante, specialmente in ambito server, dove Diskeeper è in grado di operare in qualsiasi istante senza impattare minimamente sulle prestazioni del sistema, a prescindere dalle sue condizioni.