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| Pubblicato il: 10.07.2008 | A cura di: Marco Casiraghi |
La suite ci arriva in un’elegante confezione, ben congegnata ed ordinata al suo interno. Dentro troviamo il cd di installazione, il corposo manuale utente tutto in italiano e un lucchetto per notebook completamente in acciaio, con cavo a sua volta in acciaio; dimostrazione che G-Data fa veramente sul serio e che il problema sicurezza non è soltanto una questione da relegare al software.
Per testare questo pacchetto abbiamo utilizzato un paio di notebook con configurazioni tipicamente realizzate per i professionisti IT, vale a dire con installati ambienti di sviluppo software di varo genere e componenti gestionali. Inoltre, come spesso avviene, abbiamo preferito utilizzare notebook che non disponessero di caratteristiche hardware di rilievo, ma che fossero in linea con quelli che attualmente la stragrande maggioranza dei professionisti IT utilizzano, dato che sovente nelle aziende il ricambio e il riciclo dell’hardware è più lento rispetto alla media del mercato.
Il primo test è stato fatto su una piattaforma IBM ThinkPad con CPU Pentium M a 1,6GHz con Microsoft Windows XP Service Pack 3.
L’altro test è stato effettuato con un notebook leggermente più potente, 2GHz con Windows Vista Ultimate. Tale prova è stata messa in opera per verificare che la suite fosse compatibile appieno con l’ultimo sistema operativo Microsoft.
Fatte le necessarie premesse procediamo. Il programma di installazione ci dà il benvenuto con questa schermata:

Ed ecco la tipica struttura ad albero per l’installazione, le cui feature descriveremo in seguito:

Come si può notare la suite è particolarmente ricca di opzioni e moduli. Abbiamo però scelto un’installazione completa, per poterne valutare appieno le potenzialità, operazione che si conclude in circa cinque minuti.
Dopo un restart del computer ci si ritrova nella procedura di autoconfigurazione dei vari servizi, che però non necessita di interventi da parte dell’utente, ma impedisce a tutti gli effetti l’uso del computer finché non viene completata. Tecnicamente questo è un passaggio che in ogni caso non potrebbe essere evitato, dato che la suite ha bisogno di creare sul computer locale i propri set di regole e di policy soprattutto per il firewall, tuttavia è bene tenerne conto qualora si decidesse di configurare ed installare questo pacchetto, al fine di ritagliarsi il necessario tempo da dedicare alla sola installazione.
Quando, dopo una media di sette/nove minuti di autoconfigurazione, l’utente rivede il proprio desktop, lo troverà naturalmente addizionato delle icone di stato G-Data e dei collegamenti relativi.
Sul nostro tray troveremo due icone: una, con il logo G-Data, indica che la suite è in esecuzione e che facendo doppio clic su di essa possiamo richiamarla in qualsiasi momento attraverso il pannello comandi principale; l’altra è l’icona di una cassaforte e richiamerà TopSecret, un’applicazione di crittografia dinamica dei dati, di cui parleremo in seguito.
Non poteva mancare sul nostro desktop anche il G-Data Shredder ovvero il "trita-documenti": si tratta di un’icona su cui possiamo trascinare qualsiasi oggetto ed esso sarà eliminato in modo sicuro, ovvero senza poter essere recuperato, poiché dopo l’eliminazione viene attivata una procedura (invisibile all’utente) che sovrascrive e formatta qualsiasi blocco della memoria fisica occupata dall’oggetto cancellato.
Nello scorso articolo riguardante G-Data InteretSecurity avevamo sottolineato come questo oggetto Shredder potesse essere migliorato aggiungendovi la possibilità di visualizzarlo come fosse una finestra di Esplora Risorse e potervi quindi trascinare degli oggetti come si fa con il cestino di Windows oppure, alternativamente, integrarlo al cestino stesso. I programmatori G-Data non ci hanno dato questa soddisfazione purtroppo e l’icona non dispone ancora di una propria user interface. Questo rende un po’ più macchinosa l’eliminazione di oggetti che non siano immediatamente disponibili sul desktop. Resta comunque un piccolo difetto trascurabile.

Anche il firewall avvia una procedura automatica di configurazione. Nell’immagine qui sopra possiamo vedere ad esempio che, nonostante il notebook al momento dell’installazione fosse totalmente disconnesso, il firewall abbia rilevato alcune applicazioni "server" chiedendone la configurazione. Alcune applicazioni, come si può osservare, saranno ben note agli sviluppatori: trattasi di SQL Server Express e di IIS. Il firewall però le tratta da applicazioni praticamente sconosciute, sarebbe stato invece apprezzabile che quantomeno avesse un preset di regole precostituite che limitassero il nostro intervento almeno per server internet ampiamente conosciuti e utilizzati. Tuttavia questa schermata non è affatto di difficile utilizzo, è piuttosto immediata ed intuitiva. Occorre selezionare infatti il servizio e scegliere se bloccarlo o meno.
Esistono alcune applicazioni, come ActiveSync, che vengono "scambiate" per server. Anche qui sarebbe stato apprezzabile che il firewall ne avesse tenuto conto. Tale comportamento è infatti dovuto al fatto che tali programmi eseguono dei servizi che rimangono in ascolto su porte di loopback locali in cui può innestarsi un provider per fornire un’interfaccia utente, oppure un hardware attraverso porte USB.
Dopo tutto questo, eccoci finalmente al Security Center, il nostro pannello principale che ci mostra lo stato dei moduli G-Data installati:
- Anti Virus
- Firewall
- Anti Spam
- Web Filter
- Controllo Parentale
- Tuner
- Backup
Il look & feel ricorda moltissimo G-Data Internet Security da cui probabilmente questa suite eredita l’evoluzione, il tuning dei motori di scansione e la GUI.
Come benvenuto al nostro primo ingresso nel pannello principale veniamo avvertiti che il software potrebbe aver subito aggiornamenti e che quindi siamo invitati a connetterci per scaricarli previa registrazione ed inserimento del codice di licenza. Apprezziamo il fatto che G-Data abbia implementato questa procedura interamente stand-alone senza dover utilizzare il browser per andare su siti o cliccare su link.
L’aggiornamento richiede qualche minuto ed effettua il download dei componenti base, in seguito si limiterà a scaricare le definizioni dei virus e occasionalmente qualche pacchetto di patch. Alla fine della procedura NON viene richiesto il riavvio del computer, scelta quantomai gradita.