|
||
| Pubblicato il: 17.07.2008 | A cura di: Alessandro Crea |
La Radeon HD 4870 è la seconda uscita in ordine di tempo della famiglia HD4xxx prodotta da AMD-ATI.
Con questo progetto l’azienda californiana non ha rivoluzionato la GPU RV670, ma l’ha perfezionata, sviluppandone le premesse architetturali, con affinamenti e migliorie in tutti i campi, in particolare quelli in cui questo processore grafico era più debole, come ad esempio l’applicazione dei filtri.
Ricordiamo ancora una volta che, a partire dal debutto della famiglia HD3xxx, AMD-ATI ha adottato un diverso approccio al mercato che vede, al posto della lotta col diretto competitor per il predominio tecnologico nell’ambito delle prestazioni assolute, un interesse maggiormente rivolto ad offrire schede dalle ottime performance in riferimento al prezzo di vendita, solitamente più contenuto rispetto ai prodotti della concorrenza. Tali prodotti sono poi corredati da alcune funzionalità multimediali, al fine di rendere i prodotti di AMD-ATI appetibili a un pubblico più vasto.
Le nuove schede prodotte all’interno di questa nuova visione di mercato si differenziano esclusivamente per le frequenze di clock e non anche per le funzionalità implementate o per le caratteristiche architetturali della GPU, come continua a fare invece NVIDIA. Le famiglie HD38xx e HD48xx sono quindi composte unicamente da due modelli, entrambi basati su un’unica GPU, nel nostro caso l’RV770.
Questa nuova impostazione di mercato ha le sue basi teoriche in un concetto tecnico ben preciso: AMD crede infatti che, alla stessa identica maniera di quanto accaduto qualche anno fa nell’ambito dei processori, l’era delle grandi GPU monolitiche stia tramontando a favore di una filosofia che l’azienda definisce "performance per watt". Secondo questo concetto, per contenere i costi di progettazione e quindi di vendita, rimanendo comunque competitivi sul mercato, con prezzi minori ed al tempo stesso offrendo performance elevate, era indispensabile fare un cambiamento architetturale e di approccio. Invece di progettare e poi realizzare tante GPU tra loro differenti per ciascuna fascia di mercato, si passa ad una struttura fortemente scalare, in cui basta produrre un’unica GPU per ciascuna generazione. Da questa poi, tramite adeguamenti di frequenze di clock e quantitativo di memoria, si può dar vita a prodotti differenti per prestazioni. Sempre nella stessa ottica quindi AMD vede le schede X2, in cui su un unico PCB sono presenti due GPU connesse tramite un bridge di tipo Crossfire, come un modo ulteriore per espandere le prestazioni senza dover sviluppare GPU più performanti. Sempre nella stessa ottica infine l’accoppiamento di più schede tramite Crossfire o CrossfireX.
In questa nuova visione diviene importante anche offrire prodotti in grado di contenere i consumi e la produzione di calore. AMD-ATI era riuscita ad ottenere anche questo dalla generazione precedente, ossia RV670/HD3000; tuttavia, come vedremo meglio in seguito, nonostante altri piccoli accorgimenti, questa volta non è stato possibile ottenere risultati di pari livello in questi ambiti.
