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| Pubblicato il: 17.03.2008 | A cura di: Marco R. |
Con l’introduzione sul mercato delle nuove Cpu Intel Core 2 Duo, un piccolo cataclisma si è abbattuto sulla maggioranza degli appassionati di overclock, che si sono ritrovati spiazzati nelle loro conoscenze empiriche, accumulate in anni di pratica sul campo, che improvvisamente si sono rivelate solo parzialmente applicabili ai nuovi processori e alle piattaforme ad essi destinate. Questo è accaduto perché le prestazioni dei singoli Processori Intel hanno evoluto le basi della tecnica dell’overclock verso livelli mai visti prima, introducendo dei fenomeni e conseguenti problemi che prima non erano mai stati presi in considerazione. Vediamo dunque assieme come ottenere le migliori performance possibili da queste piattaforme. Sostanzialmente una moderna Cpu core 2 duo ha bisogno di alcuni elementi complementari, per esprimere al meglio le proprie caratteristiche, permettendo a tutti noi di sfruttare appieno le sue potenzialità.
Le prestazioni di una moderna Cpu Intel sono particolarmente connesse e dipendenti dalla sinergia col chipset presente sulle schede madri destinate ai nuovi processori, più precisamente nel Northbridge.
Il Northbridge o “MCH” si occupa di sincronizzare i dati da e verso il microprocessore, in modo tale che ogni dato sia disponibile nella sequenza gerarchica esatta, in quanto anche un solo errore nella catena potrebbe causare lo stallo del sistema con il relativo blocco della macchina.
Nei primi modelli di microprocessori Intel, il funzionamento del Northbridge era relegato a poche frequenze di aggancio per singola piattaforma, chiamate in gergo tecnico “fasi di aggancio”, ovvero ogni Mainboard poteva ospitare micro famiglie molto ristrette di Cpu.
Tentiamo di semplificare ulteriormente il discorso:
All’inizio dello sviluppo delle cpu Intel x486 la velocità di trasmissione dati del Northbridge era relegata al massimo ha due sole frequenze operative sul bus di trasmissione. Questo rendeva molto semplice, per i produttori di mainboard, sviluppare un bios molto stabile per ogni piattaforma. Negli anni che sono seguiti però la competizione sempre più serrata nel mondo dei microprocessori ha stravolto l’iniziale modo di procedere di Intel “nuovo modello cpu = nuovo socket= nuova scheda madre”, trasformandolo in “nuova cpu= Socket unificato= schede madri più durature”.
Questa semplice trasformazione di concetto ha però inciso profondamente sulla complessità delle moderne piattaforme. Una moderna Scheda Madre su socket 775 deve infatti essere in grado di garantire compatibilità con una gamma molto ampia di microprocessori.
Prendiamo come esempio una scheda madre basata su Chipset P35 o X38: questa dovrà coprire un’amplissima gamma di processori con frequenze di funzionamento e architetture completamente diverse l’una dall’altra. Ciò comporta una difficoltà sempre crescente, da parte sia dei produttori che degli sviluppatori, nel fornire bios in grado di offrire stabilità operativa standard. Si capisce chiaramente quindi che, di conseguenza, la stabilità in overclock sia ancora più difficile da ottenere.
Per capire tutto questo vi spiegheremo come funziona un moderno chipset per piattaforma Intel. Per farlo ci siamo basati su una piattaforma Asus, ma ovviamente quanto spiegheremo è applicabile alle Mainboard di ogni produttore che siano dotate dello stesso NorthBridge.